Guerra di numeri sulle carenze di personale nella pattuglia di autisti in servizio sui mezzi Amat, a Palermo. Dopo il caso scoppiato su alcuni operatori di esercizio dichiarati inidonei a pochi mesi dal concorso che li ha visti uscire vincitori, sono i sindacalisti dell’azienda di via Roccazzo a dare la propria versione dei fatti sui problemi del servizio di trasporto pubblico locale. In una congiunta sottoscritta ieri (8 giugno), i rappresentanti di Cgil, Cisl, UilTrasporti, Cobas, Cisal, Ugl e Orsa hanno rappresentato, numeri alla mano, le ragioni delle difficoltà nell’applicazione sostanziale del programma di esercizio.
Secondo quanto prevede il documento, per il periodo invernale sono 205 le vetture da garantire in servizio diurno, mentre sono 15 i bus da mantenere in strada durante il servizio notturno. Per il periodo estivo invece il numero scende a 186 mezzi nel servizio diurno e 15 nel notturno. Numeri per i quali, secondo i sindacalisti, sarebbero necessari 713 operatori di esercizio per il 2026. Mentre le previsioni per il 2027 parlano di un plafond ipotizzato di 647 operatori di esercizio da distribuire su 185 autobus in inverno e 170 in estate.
La realtà fotografata dai rappresentanti dei lavoratori è ben diversa. “Attualmente gli Operatori di Esercizio idonei al servizio gommato, in forza all’Amat Palermo, sono 534 e di questi 20 sono distaccati per esigenze aziendali ad altre mansioni (di questi 13 sono all’officina e 5 al servizio deposito). Con questo numero di Operatori di Esercizio, ovvero 514 effettivi, si possono garantire 145 vetture nel servizio diurno e 15 nel servizio notturno“. Quasi 200 operatori di esercizio in meno rispetto al fabbisogno, con una flotta mezzi ridotta di 41 unità nel periodo estivo.
Carenza di autisti in Amat, le ripercussioni sull’attuazione del programma di esercizio
Una situazione sulla quale, secondo i sindacati, identificano colpe ben precise. “Prima di cercare colpe nei dipendenti – scrivono nella nota – sarebbe opportuno interrogarsi su chi abbia organizzato il Programma di Esercizio senza mettere a disposizione le risorse umane necessarie per farlo funzionare correttamente senza trasmettere, a chi emette Direttive Imperative, le reali risorse umane necessarie per l’espletamento di tale Programma di Esercizio”.
C’è poi il tema legato agli autisti inidonei al servizio. Una delle questioni più citate degli ultimi giorni. Vicenda sulla quale i rappresentanti di Cgil, Cisl, UilTrasporti, Cobas, Cisal, Ugl e Orsa pensano che la questione degli operatori di esercizio inabili al lavoro su vettura incida in maniera marginale. “Per quanto riguarda il problema degli inidonei temporanei e/o definitivi, vale la pena ricordare che, come previsto per legge, gli autisti vengono periodicamente sottoposti a visita di revisione presso la Direzione Sanitaria delle FF.SS. che rilascia l’idoneità o meno per i singoli autisti e quindi si ritiene “inutile” qualsiasi verifica o controllo da parte di chicchessia. Cosa diversa è l’assegnazione di questi, ai servizi interni all’azienda diversi dalla guida, dove qualcuno fuori dall’azienda, potrebbe interferire con pressioni su chi deve decidere l’assegnazione“.
Amella (M5S): “Confermate le nostre denunce, crisi Amat non è riducibile ai soli inidonei”
Parole sulle quali si registra l’intervento della capogruppo del M5S Concetta Amella. L’esponente pentastellata aveva presentato nei giorni scorsi due interrogazioni con oggetto proprio il personale di Amat. “Le dichiarazioni dei sindacati confermano ciò che denunciamo da tempo: la crisi di Amat non può essere ridotta esclusivamente alla questione degli autisti dichiarati inidonei. Se il presidente Giuseppe Mistretta ritiene che vi siano irregolarità o abusi, presenti gli esposti necessari agli organi competenti. Diversamente, occorre interrogarsi sulla qualità delle procedure di selezione e sulla gestione complessiva del personale che ha visto negli ultimi anni aumentare imboscamenti, contenziosi per mansioni superiori, fondo rischi per spese legali ed assenza di concorsi interni“.
“Le difficoltà del servizio sono il risultato di anni di carenza di programmazione, di scelte organizzative discutibili e di vincoli che hanno impedito all’azienda di rafforzare realmente il proprio organico – sottolinea -. Se oggi le organizzazioni sindacali denunciano la mancanza di almeno 150-200 autisti e l’impossibilità di sostenere il piano di esercizio con il personale disponibile, appare evidente che il problema è strutturale e non può essere affrontato scaricando sui soli lavoratori le proprie incapacità. L’amministrazione comunale e i vertici di AMAT assumano le proprie responsabilità e spieghino quali misure concrete intendono adottare per garantire un trasporto pubblico efficiente e capillare ai cittadini e condizioni di lavoro dignitose e sicure ai lavoratori. Con l’arrivo dell’estate, infatti, il rischio è che le criticità già esistenti si aggravino ulteriormente, con pesanti ripercussioni sul servizio e sull’utenza“.
Il contratto di servizio resta pendente, c’è tempo fino al 30 giugno
Disagi che si uniscono a quelle dettate dai ritardi conseguiti sull’approvazione del contratto di servizio. Un atto la cui approvazione era prevista entro il 31 marzo 2024 e che oggi va verso l’ennesima scadenza fissata al 30 giugno 2026. Un atto legato a doppio filo ad un altro documento in attesa del disco verde, ovvero il nuovo piano industriale. Delibere ritenute chiave nell’opera di rilancio aziendale di Amat.




