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L'attacco politico

Caos in Forza Italia, De Leo al gruppo misto: “A Messina delitto politico, da FI silenzio omertoso”

martedì 9 Giugno 2026

Non si placano gli animi dopo le amministrative. Le tensioni post-voto all’interno del centrodestra e soprattutto in Forza Italia sbarcano anche a Sala d’Ercole. Alessandro De Leo lascia il gruppo parlamentare di FI per approdare al misto.

Goccia che ha fatto traboccare il vaso l’esito della tornata elettorale a Messina, dove il candidato di Sud chiama Nord Federico Basile ha sbaragliato la concorrenza e dove si sono verificate esclusioni di grande rilievo. La lista degli azzurri non ha superato la soglia di sbarramento, fissata al 5%. De Leo si era già pronunciato poche ore dopo in conferenza stampa. Oggi, a margine dei lavori d’aula, ha ufficializzato il suo passaggio al gruppo misto.

Quando vengono prese delle scelte veniamo additati come opportunisti. La mia scelta è stata ponderata ed è nata per difendere la mia dignità personale, i candidati nella lista di Forza Italia e i cittadini che ci hanno sostenuto. Ho denunciato quanto avvenuto a Messina, dove si è verificato un vero e proprio delitto politico. Abbiamo assistito ad un’azione scientifica e studiata nei minimi dettagli per azzerare la rappresentanza democratica. E’ avvenuto nel silenzio omertoso del partito di Forza Italia“. Ha dichiarato De Leo che ha aggiunto: “Si sono favorite logiche oligarchiche e interessi di bottega. Una disfatta orchestrata. Non mi piego, sono abituato alla politica vera. Ho deciso di lasciare Forza Italia come atto politico inevitabile. Il gruppo misto non è un ripiego o una resa, ma un atto di resistenza politica per difendere la lealtà e la trasparenza. Da qui, dal Parlamento siciliano, annuncio che continuerò il mio lavoro da uomo libero, fuori da compromessi e dai silenzi“.

De Leo non è stato l’unico ad alzare la voce. Il malcontento appare diffuso nel gruppo di Forza Italia.

Nella serata di ieri, per esempio il deputato azzurro Salvo Tomarchio ha commentato così sui propri canali social: “I dati dicono una cosa chiara: le liste di centrodestra prendono ovunque oltre il 60%. Dove si va uniti, si stravince. Dove ci si separa, si è straperso. Ecco perché penso che il centrosinistra dovrebbe essere più prudente nell’esultare, e il centrodestra dovrebbe imparare ad essere meno arrogante. Gli ultimi ballottaggi siciliani sono stati per la coalizione di governo una sonora “tumbulata”. E sapete che c’è? Ben venga. A volte serve questo per svegliarsi del torpore di chi pensa che basti farsi complimenti da soli, mentre i cittadini urlano soluzioni urgenti e concrete su lavoro, sanità, infrastrutture. Cosa fare adesso? Lo abbiamo detto a viso aperto settimane fa: la legislatura è finita. Ci si metta d’accordo su tre cose importanti da portare avanti per il bene della Sicilia, e si riconsegni la parola agli elettori, unici giudici in politica. Se non si è in grado di fare questo, nessun problema: si vada al voto immediatamente, anche per evitare lenti logoramenti che offuschino i risultati del Governo“.

A puntare il dito anche il collega Nicola D’Agostino: “Chi pensava che questa tornata non avrebbe comportato conseguenze, si sbagliava. Adesso è davvero crisi, ed il centrodestra dovrebbe finalmente fare autocritica. Perdere Messina, Marsala, Enna, Agrigento, Bronte per scelte personalistiche ed in assenza di regia politica, significa soltanto che manca un leader regionale di coalizione e che si continua a perdere tempo per debolezza e paura di scegliere. Il rischio è che la gente ci punisca ancora più severamente alle prossime elezioni politiche, dopo tutti gli scandali regionali di questi mesi, ed i primi dati elettorali ne sono una neppure clamorosa conferma. Sembriamo paralizzati dalla paura, ostaggio delle nicchie di potere che difendiamo avidamente, manchiamo di coraggio, onestà, visione. Servirebbero atti forti ed in controtendenza, sia del governo regionale che dei leader di partito“.

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