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L'intervista

Consorzi di Bonifica, Abbate: “No interventi spot, ma tappe fondamentali di una visione di rilancio. La riforma? L’unica via d’uscita”

sabato 31 Ottobre 2026
Ignazio Abbate

Il tema dei Consorzi di Bonifica è stato uno dei grandi protagonisti della variazione di bilancio. Il fenomeno del precariato storico, divenuto negli anni strutturale, è stato tra i più chiacchierati degli ultimi anni, nel corso di tutta le legislatura, tornato alla ribalta con i tentativi, poi falliti, di metter in piedi una vera e propria riforma sostanziale di tutto il sistema siciliano, capace di generare una nuovo percorso e un nuovo punto di partenza, con un importante impatto sull’agricoltura in Sicilia. Nonostante ciò, gli ultimi strumenti finanziari si sono rivelati essenziali per cercare di migliorare le condizioni dei lavoratori che operano nelle strutture.

Ignazio Abbate

Una tabella di marcia c’è. L’obiettivo è quello di poter approdare nel 2027 avviando una fase di consolidamento, con la programmazione e lo stanziamento di ulteriori 12 giornate volte a raggiungere la quota fissa di 181 giornate complessive. Una soglia che rappresenta il presupposto giuridico-previdenziale per il successivo transito verso l’ambito traguardo: il tempo indeterminato a tempo pieno. Passato, presente e futuro. Tutela occupazionale, valorizzazione delle risorse umane e la salvaguardia delle infrastrutture idriche. Sono questi alcuni dei temi che abbiamo approfondito con il presidente della I Commissione all’Ars Ignazio Abbate.

Scatti di anzianità e incremento delle giornate di lavoro

Perché la manovrina rappresenta un passo importante? Scorrendo tra le righe del testo che ha incassato il disco verde da Sala d’Ercole risaltano due provvedimenti: il riconoscimento degli scatti di anzianità e l’incremento delle giornate di lavoro. Per il primo è stato previsto un milione di euro. Le risorse sono finalizzate alla copertura degli oneri economici derivanti dal riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata durante il periodo di precariato, garantendo il corretto inquadramento parametrale e retributivo dei lavoratori. Per il secondo intervento sono stati destinati 600mila euro al fine di potenziare i servizi di salvaguardia ambientale, mitigazione del rischio idrogeologico e gestione efficiente delle infrastrutture irrigue. Sono tredici le giornate in più per il 2026 che, oltre per le ordinarie mansioni legate al servizio irriguo, saranno impiegate prioritariamente per interventi di manutenzione idraulica, pulizia dei canali di scolo e contrasto attivo al dissesto idrogeologico. Entrambe le norme vedono la prima firma del deputato della Democrazia Cristiana.

Ignazio Abbate

Ma quali sono i prossimi obiettivi per il 2027? “Grazie per la domanda, che mi permette di fare chiarezza su un percorso strategico che stiamo portando avanti con determinazione. I provvedimenti inseriti in questa variazione di bilancio — ovvero il riconoscimento degli scatti di anzianità per il personale già stabilizzato e l’incremento delle giornate lavorative — non sono interventi spot, ma rappresentano tappe fondamentali di una complessiva visione di rilancio del comparto. Per il 2027, la nostra agenda programmatica si focalizzerà su due direttrici prescindibili. In primo luogo, l’obiettivo sociale e occupazionale: dobbiamo creare le condizioni strutturali e normative per il superamento definitivo del precariato storico nei Consorzi di Bonifica siciliani. Questo passa attraverso soluzioni concrete, come l’istituzione del contingente unico dei lavoratori ‘181isti’ e una revisione strategica del turn-over. Nello specifico, intendiamo intervenire sull’articolo 60 della normativa vigente per consentire l’integrazione e la progressiva trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, attingendo alla naturale liberazione dei posti all’interno dei Piani di organizzazione variabile (Pov). Una stabilizzazione che darà dignità ai lavoratori e continuità ai servizi. In secondo luogo, la sfida infrastrutturale e produttiva: la risorsa idrica è l’infrastruttura primaria della nostra agricoltura. Nell’immediato, la priorità assoluta sarà un’attenta opera di ristrutturazione e manutenzione della rete irrigua esistente. Questo ci permetterà di ottimizzare l’attuale gestione dell’acqua, nelle more della redazione e del finanziamento dei progetti per i nuovi impianti tecnologici, indispensabili per un’agricoltura siciliana moderna, efficiente ed efficace. Il fine ultimo di questa complessa operazione normativa e strutturale è chiaro: risanare i Consorzi, renderli efficienti e creare le giuste condizioni per consegnare definitivamente la gestione della governance agricola direttamente nelle mani degli agricoltori siciliani, veri custodi del nostro territorio“.

Nuovo caso all’orizzonte?

L’approvazione degli interventi, pochi giorni dopo, è stata seguita da un nuovo caso. Abbate, infatti, ha depositato un’interrogazione diretta all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino. Il motivo? Nonostante i pensionamenti registrati in questo periodo, le amministrazioni consortili non hanno dato il via all’attivazione delle procedure di scorrimento delle graduatorie del turn-over, regolamentato dall’articolo 60 della legge regionale n.9 del 2021. La denuncia è arrivata dalle sigle sindacali, che hanno evidenziato l’ingiustificato ritardo.

Ignazio Abbate

“Le motivazioni formali e tecniche che descrivono questa incomprensibile situazione sono esposte in modo dettagliato e cristallino nella medesima interrogazione che abbiamo depositato. Ciò che ci ha spinti a intervenire con la massima urgenza è un dato di fatto inaccettabile: siamo venuti a conoscenza del fatto che, già da diverso tempo, diverse unità di personale assunte ai sensi del medesimo articolo 60 sono andate in quiescenza, liberando a tutti gli effetti i rispettivi posti all’interno dei Piani di organizzazione variabile (Pov). Nonostante la disponibilità oggettiva di queste posizioni e la chiarezza della norma, assistiamo a un blocco ingiustificato: le amministrazioni consortili non hanno ancora proceduto al necessario e conseguente scorrimento delle graduatorie tramite l’applicazione del turn-over. Con questo atto ispettivo chiediamo al presidente della Regione ed all’assessore all’Agricoltura di fare immediata chiarezza e di attivare i poteri di vigilanza della Regione, affinché si ponga fine a questa inerzia burocratica e si garantiscano i legittimi diritti di progressione e stabilità dei lavoratori“.

Le ripercussioni sulle infrastrutture idriche

La stabilità dei lavoratori non significa solo migliorare la loro condizione. Ottimizzare le condizioni occupazioni permette anche ad una più efficiente gestione delle infrastrutture idriche, con una maggiore attenzione verso delle criticità ataviche che permetterebbe così di mitigare gli effetti della crisi siccitosa, contrastare le dispersioni nelle reti e garantire la manutenzione ordinaria di canali e impianti gestiti dai mandatari.

Ignazio Abbate

Migliorare le condizioni dei lavoratori significa anche una maggiore tutela delle infrastrutture idriche. Cosa si può fare in tal senso? “Siamo fermamente convinti che la valorizzazione delle risorse umane e la salvaguardia del patrimonio infrastrutturale siano due facce della stessa medaglia: non può esserci tutela del territorio senza la stabilità di chi, ogni giorno, ne garantisce la cura. Per operare una svolta in tal senso, riteniamo prioritario agire su due fronti complementari. Da un lato, sul piano normativo e amministrativo, dobbiamo garantire la continuità occupazionale e il potenziamento dei lavoratori, affinché i Consorzi possano contare su un organico stabile, qualificato e motivato, capace di assicurare quel presidio costante che è la prima vera forma di prevenzione del dissesto e del degrado delle reti. Dall’altro lato, occorre promuovere un’attenta programmazione che metta a sistema i fondi regionali, nazionali ed europei per una manutenzione ordinaria e straordinaria di tipo predittivo. Questo significa non intervenire soltanto durante le emergenze, ma pianificare la ristrutturazione dei canali e delle condotte esistenti, digitalizzare i sistemi di monitoraggio e avviare la progettazione di nuovi impianti tecnologici. Solo integrando la stabilità del lavoro con l’innovazione strutturale potremo garantire un’agricoltura efficiente e ottimizzare la gestione di un bene vitale come la risorsa idrica“.

La vera soluzione

Ma come rilanciare definitivamente i Consorzi di Bonifica? La strada, in realtà, è una sola: rendere realtà la riforma attesa da decenni. Il disegno di legge era riuscito ad arrivare a Sala d’Ercole dopo un lungo iter in III Commissione Attività Produttive. Ad affossare tutto, nel luglio 2025, fu il voto segreto. Un nuovo tentativo da parte del governo regionale è stato portato avanti lo scorso febbraio. Ad oggi, però, il testo è ancora fermo in Commissione.

Ignazio Abbate

Che benefici potrebbe avere sulla rete la formulazione di un nuovo sistema e in che misura potrebbe aiutare nel risolvere l’annosa questione del precariato storico? “Siamo convinti che la proposta di riforma da noi presentata fosse un ottimo progetto, una sintesi legislativa eccellente e attesa da anni. Se l’iter ha subito dei rallentamenti, ciò è dovuto esclusivamente a miopi campanilismi e a problematiche di natura territoriale che hanno frenato il cambiamento. Ma sia chiaro un punto: la riforma non è una delle tante opzioni, è l’unica e sola via d’uscita per far rinascere i Consorzi e rilanciare l’agricoltura siciliana. Senza un nuovo impianto normativo di sistema, la rete irrigua rimarrà ostaggio dell’emergenza e di una gestione commissariale che ha fatto il suo tempo. Rinnovare lo statuto dei Consorzi significa poter spendere subito i fondi europei per ammodernare le condotte, azzerare gli sprechi d’acqua e dare risposte concrete ai nostri produttori. L’obiettivo supremo della riforma deve essere chiaro e senza compromessi: restituire la gestione dei Consorzi direttamente nelle mani degli agricoltori siciliani, ma consegnando loro strutture totalmente bonificate, pulite da ogni forma di debito pregresso o contenzioso pendente. Dobbiamo dare ai nostri produttori la reale possibilità di ripartire da zero, garantendo al contempo la piena tutela del personale in forza. Non ci sono alternative: o si approva la riforma per far rinascere il comparto su basi sane, o il sistema è destinato al collasso. E noi su questo non faremo passi indietro“.

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