La riforma della dirigenza esordisce a Sala d’Ercole. Inizia così il percorso del disegno di legge, incardinato questo pomeriggio in aula, dopo il lungo iter in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore del testo.
La seduta, guidata dal vicepresidente Nuccio Di Paola, e alla presenza dell’assessore alla Funzione Pubblica Francesca Garigliano, ha preso il via con la relazione esposta dal vicepresidente della Commissione Angelo Cambiano. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per venerdì 6 novembre alle ore 12:00. La discussione generale, invece, prenderà il via domani, per poi proseguire martedì 10 novembre, giorno in cui potrà essere avviata la votazione.
Un intervento atteso da circa 26 anni e tormentato da quesiti che ne hanno influenzato il percorso: fascia unica sì o no? La I Commissione ha iniziato l’esame dei testi nel settembre del 2024. Esattamente un anno dopo, nel 2025 il disegno di legge è stato esitato per la prima volta per l’aula, per poi fare un passo indietro nel marzo 2026. Tutto si azzera. Un oculato lavoro della Commissione Affari Istituzionali, le audizioni e i confronti tra sindacati e governo regionale, promossi dal presidente e relatore del testo Ignazio Abbate, la necessità di accodarsi alla normativa nazionale che prevede una sola fascia, diversi tentativi andati a vuoto, l’introduzione della doppia fascia e, infine, i mal di pancia del centrodestra e in particolar modo all’interno di Forza Italia, con il deputato Marco Intravaia che aveva sollevato alcuni dubbi sulle modalità di passaggio dalla seconda e alla prima fascia
In estate, a fine luglio, lo stallo che aveva fatto temere il peggio. A stoppare il disegno di legge, in quell’occasione furono in II Commissione Bilancio l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il ragioniere generale della Regione Gloria Giglio. Il motivo? Approfondimenti su presunti maggiori costi relativi al passaggio alla prima fascia. L’impasse è stato superato al rientro dalle vacanze. Nessuna presenza di possibili oneri finanziari non previsti o calcolati. Tra le stanze di Palazzo d’Orleans sarebbe stata trovata anche l’intesa per fare proseguire la riforma. A inizio ottobre è arrivato anche l’ultimo atteso sì quasi unanime, con l’ok anche da parte di Sud chiamo Nord e Movimento 5 Stelle, ma con l’astensione del Partito Democratico (CLICCA QUI).
Il disegno di legge è composto da otto articoli. Oltre all’eliminazione della terza fascia e l’introduzione della doppia fascia, altri passaggi del testo sono di particolare rilevanza, come il corso-concorso. A tal fine, per favorire l’accesso di persone più giovani nell’ordinamento della dirigenza regionale è previsto che i soggetti che partecipano alla relativa selezione possano avere una minore anzianità di servizio rispetto a coloro che partecipano alle altre selezioni. I vincitori del corso-concorso riceveranno una formazione specifica e approfondita presso la Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) o presso un’università siciliana. Per quanto concerne la fase transitoria è previsto che, in attesa dell’approvazione del “Piano integrato di attività e organizzazione”, i dirigenti di prima fascia siano 33 e quelli di seconda fascia 627. Inoltre viene disciplinato il passaggio dei dirigenti dalla terza fascia alla seconda fascia secondo procedure legate all’anzianità di servizio e agli incarichi dirigenziali ricoperti. Il 30% dei posti disponibili per la seconda fascia dovrà essere coperto mediante l’immediato svolgimento di un concorso pubblico. L’accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia avverrà per il 50% tramite un concorso per titoli ed esami e per il rimanente 50% tramite sviluppo di carriera dei dirigenti di seconda fascia.



