Per vedere la variazione di bilancio in aula bisognerà aspettare ancora parecchie settimane. Un’idea più chiara si potrà avere solo nei prossimi giorni, quando a Palazzo dei Normanni rientrerà anche il presidente Gaetano Galvagno, assente anche nell’ultima conferenza dei capigruppo. Cosa farà intanto Sala d’Ercole? La settimana non dovrebbe andare in bianco come le ultime. In agenda, infatti, qualcosa c’è: il disegno di legge sul riconoscimento e la valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici della Sicilia (CLICCA QUI).
Per lungo tempo il ddl è stato tra gli oltre 30 testi al palo in II Commissione Bilancio. Presentato nel gennaio 2023 dal primo firmatario Fabio Venezia, deputato del Partito Democratico, ha avviato il suo percorso in V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro. Circa un anno dopo, nel marzo 2024, l’approdo in II Commissione e il lungo stop fino a questa estate. A luglio l’atteso parere è arrivato e il testo è stato esitato per l’aula. Relatrice designata Ersilia Saverino, parlamentare del PD e componente della V Commissione.
Venezia: “Patrimonio da valorizzare”
Ma come nasce il ddl? Abbiamo fatto il punto proprio con chi ha avanzato l’iniziativa, coinvolgendo tutto il gruppo dem. “In Sicilia ci sono cimiteri che hanno un grande valore dal punto di vista storico-artistico e monumentale e non sono valorizzati“. Ha spiegato Fabio Venezia, che ha aggiunto: “La maggior parte sono di proprietà dei Comuni e che non hanno risorse adeguate per poter intervenire sulla fruizione e sulla tutela e la valorizzazione. Parliamo anche di monumenti funebri, che non dispongono di un’iniziativa da parte dei privati per restaurarli, o delle tombe dei personaggi illustri che sono sepolte in questi cimiteri”
Alcuni esempi? In giro per la Sicilia ce ne sono parecchi: Caltagirone, Paternò, Caltanissetta, Catania, Siracusa, Calatafimi Segesta, Santo Stefano di Camastra, ben 3 Messina e poi ultimo, ma non per importanza, il cimitero di Troina già inserito nella lista dei cimiteri monumentali del Ministero della Cultura.
“Un patrimonio importante che andrebbe valorizzato. Già in Francia da parecchi decenni, ma anche in altri cimiteri italiani – ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Bilancio – è presente il cosiddetto turismo dei luoghi del silenzio. Una forma di turismo dove chi va in questi luoghi visita le tombe di uomini illustri o questo patrimonio artistico realizzato da importanti scultori e architetti“.
Il nodo della dotazione finanziaria
Un’iniziativa certamente lodevole, ma che presenta alcuna criticità abbastanza evidente. Scorrendo tra le righe del testo l’attenzione si concentrata sulla somma destinata: 100mila euro per l’esercizio finanziario 2026. Una cifra fin troppo esigua considerando la portata degli interventi e il gran numero di richieste che potrebbe pervenire.
Venezia ha così chiarito che “la dotazione finanziaria è minima per approvare la legge, siamo a fine anno. Ci auguriamo che a partire dalla prossima Finanziaria si possano stanziare somme più significative per promuovere questi interventi di tutela, restauro e valorizzazione. Una volta che c’è l’approvazione avremo una legge e un capitolo di spese che potrà essere rimpinguato“.
Si tratta, dunque, solo di un inizio. Il tema, con grandi probabilità, tornerà così alla ribalta nell’imminente futuro. Ma come dovranno essere impiegate le somme stanziate? Il ddl elenca punto per punto tutte le attività previste: salvaguardia del patrimonio; fruizione pubblica e comunicazione; catalogazione e studio del patrimonio; interventi di conservazione preventiva e restauro dei beni sottoposti a vincolo di interesse artistico e storico; mostre e programmi culturali; progetti digitali e multimediali; educazione al patrimonio culturale; accessibilità e fruibilità per le persone con disabilità fisiche, sensoriali e cognitive; sviluppo di itinerari e percorsi in relazione ai paesaggi culturali; promozione del turismo culturale con particolare attenzione allo smart tourism e al turismo dolce e sostenibile; progetti per la creazione di reti tra cimiteri monumentali e storici non solo regionali, ma anche europei, in particolare quelli collegati dalla rete Asce – Association of Significant Cemeteries of Europe.
Cosa prevede il ddl
I cimiteri monumentali e storici si trasformano così in parte integrante dell’identità culturale della Regione, come elementi di memoria storica e collettiva. All’interno di questa categoria rientrano anche i cimiteri di guerra realizzati dopo la Seconda Guerra mondiale per onorare i caduti in battaglia e i cimiteri pubblici sui quali è apposto il vincolo di interesse artistico e storico.
Per richiedere il riconoscimento, come si apprende dal ddl, i luoghi devono presentano alcune caratteristiche: la presenza di un impianto cimiteriale e di edifici e monumenti di rilevanza storico-artistica e valenza storico-culturale di luogo della memoria collettiva, attestati da apposita relazione storico-artistica redatta da un docente universitario nelle discipline storiche, storiche dell’arte o architettoniche o uno studioso la cui competenza dovrà essere attestata da idoneo curriculum vitae; lo svolgimento di attività volte alla conoscenza del luogo; l’apertura al pubblico, nei Comuni con più di 15mila abitanti, per almeno 150 giorni all’anno anche non continuativi; apertura al pubblico, nei comuni con meno di 15mila abitanti, per almeno 75 giorni all’anno anche non continuativi.
Gli enti avranno la possibilità di avviare le procedure per il riconoscimento dei cimiteri. A stabilire procedimento, modalità di presentazione delle domande, requisiti e criteri di valutazione sarà in secondo luogo l’assessorato regionale per i Beni culturali e l’identità siciliana attraverso un apposito decreto. Ai gestori dei siti riconosciuti sarà consentito organizzare forme di cooperazione sul territorio regionale volte all’individuazione, alla valorizzazione e alla divulgazione, anche con strumenti digitali, di itinerari culturali, intesi come percorsi, materiali o immateriali, nonché allo studio e alla ricerca su temi di interesse culturale, storico, artistico, sociale e naturalistico connessi ai siti in questione.
L’assessorato avrà anche il compito di pubblicare sul proprio sito istituzionale la “Guida ai cimiteri monumentali e storici della Sicilia”, redatta con il supporto degli enti gestori dei suddetti cimiteri, allo scopo di valorizzare paesaggi e itinerari culturali, interpretativi, narrativi e turistici. La Regione, in collaborazione con gli Enti locali, si impegnerà anche a favorire progetti volti all’adozione di monumenti da parte di privati cittadini, di fondazioni, enti pubblici e privati e di soggetti comunque interessati, mediante la raccolta di segnalazioni di opere da restaurare o manutenere, rese visibili online.



