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Chiesta attivazione del servizio 116/117

Un anno di promesse cadute nel vuoto, lavoratori ex Almaviva protestano all’Ars CLICCA PER IL VIDEO

giovedì 18 Dicembre 2025

Dentro il palazzo, si discute una Finanziaria milionaria. Fuori, si piange miseria. Gli ex lavoratori Almaviva tornano a chiedere aiuto alla politica. Una delegazione degli operatori di quello che una volta era il servizio 1500 si è radunata questa mattina davanti Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Un appello lanciato nel momento in cui Sala d’Ercole sta discutendo la legge di stabilità. Ed è proprio all’interno del documento contabile più importante dell’anno per l’Isola che 400 famiglie siciliane cercano risposte, al termine di un anno iniziato con tante promesse e nel quale l’unica certezza è stata il licenziamento notificato a fine luglio. Ciò nonostante i buoni propositi che si erano manifestati al tavolo ministeriale.

La rabbia degli ex lavoratori Almaviva

Gli ex lavoratori Almaviva attendono, in particolare, l’avvio di due nuovi progetti: l’attivazione dei call center 116/117 in due ospedali siciliani e il servizio di digitalizzazione degli archivi. Entrambi però, come spiega l’ex dipendente Luisa Bua, sono rimasti al palo. “Non c’è nulla di fatto. Dopo tre anni, sono state fatte tante promesse. Ma si sono trasformate in illusioni. Non abbiamo una NASPI corretta. Dopo 25 anni di servizio, ci troviamo in questo situazione vergogna“. E un’altra lavoratrice Almaviva presente al sit-in ha aggiunto: “Siamo in mezzo alla strada per aver servito lo Stato. E ora lo Stato ci ha abbandonato. Nel frattempo, aspettiamo l’attivazione di progetti che attendiamo da tre anni“.

Lo stallo sul servizio 116/117

Il problema, come al solito, sembra essere il denaro. Ovvero la necessità di reperire i fondi per coprire i due anni complementari dei nuovi progetti della Regione Siciliana. “Allo stato attuale siamo in stallo – dichiara Giovanni Gorgone, dirigente sindacale della Fistel Cisl Sicilia -. Le sedi, ovvero l’ospedale Civico di Palermo e l’ospedale Cannizzaro di Catania, sono quasi pronte. Ma i progetti sono da definire. Per questo chiediamo di inserire in Finanziaria le risorse necessarie ad avviare i programmi lavorativi“.

Il caso dei prospetti NASPI

E oltre il danno, c’è pure la beffa. Dopo il licenziamento infatti, diversi lavoratori hanno chiesto la NASPI. Pur tuttavia gli importi riconosciuti, come spiega Anna D’Anca della SLC Cgil Palermo, sono esigui. “I lavoratori sono costretti a lottare giornalmente anche per avere una NASPI dignitosa. Hanno sbagliato perfino i conteggi, lasciando le persone senza poter mettere un pranzo dignitoso a tavolo. C’è chi ha preso 180 euro. Una miseria“.

Varrica (M5S): “Parlamento si prenda sue responsabilità”

Motivo per il quale i lavoratori hanno voluto lanciare l’ennesimo appello alla politica regionale. A partecipare al sit-in anche il parlamentare siciliano del M5S Adriano Varrica, il quale ha fatto il punto della situazione. “E’ già la quarta volta su cui ho deposto gli emendamenti per seguire il bacino Almaviva, cercando di reperire le risorse per avviare il servizio 116/117 e la digitalizzazione degli archivi. Tutte promesse del Governo Regionale. Purtroppo, ad oggi, non si è concretizzato nulla, lasciando i lavoratori ex Almaviva senza una risposta. Chiederò un incontro la presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, affinchè anche il Parlamento si assuma la sua responsabilità.

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