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Oltre 330 ammessi alla prova pratica

Tegola sul concorso per i nuovi autisti all’Amat, i ricorsi sono dietro l’angolo

sabato 20 Giugno 2026
Via Roma, Amat Palermo

Nemmeno il tempo di chiudere il concorso che già piovono ricorsi. Problemi sulla procedura per assumere 50 nuovi autisti all’Amat, società Partecipata del Comune di Palermo che si occupa della gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Il 10 giugno, presso l’hotel Saracen di Isola delle Femmine, si sono svolte le prove scritte pre-selettive per gli oltre 800 candidati che avevano presentato domande. Il test si componeva di trenta domande a cui gli aspiranti dipendenti dell’azienda dovevano rispondere entro 50 minuti dall’inizio della prova. Fra queste figuravano quesiti sulla normativa e le nozioni generali sulle patenti di guida, sulla disciplina per l’acquisizione del patentino CQC, sulla conoscenza dei mezzi di trasporto pubblico urbano e sulla segnaletica e codice della strada. Esame dal quale sono usciti 333 ammessi alla prova pratica. Il test drive risulta ancora da calendarizzare. Tuttavia, ci sarebbero già diversi candidati non ammessi pronti a presentare ricorsi.

Concorso per autisti Amat, 333 ammessi, ma già sono pronti i ricorsi

In realtà, erano stati presentati dei ricorsi già prima che si svolgessero i test. Sono almeno tre i candidati che hanno contestato il diniego della domanda, ufficialmente attribuito dall’azienda per vizi formali. A difendere i ricorrenti è stata l’avvocato Nadia Spallitta. In tutti e tre i casi, le domande dei ricorrenti sono state accolte con formula piena. E due candidati, con sentenze del 16 giugno, sono stati ammessi direttamente alla prova pratica.

Archiviati i ricorsi presentati prima della prova selettiva, ce ne sarebbero all’orizzonte degli altri. A presentarli, sempre tramite l’avvocato Spallitta, sarebbero una quarantina di partecipanti al concorso che non hanno passato la prova scritta. Documenti in corso di definizione nei quale i candidati contesterebbero sia vizi procedimentali che errori nella presentazione dei quiz. In particolare, fra i principi alla base dell’azione ci sarebbe il cosiddetto scioglimento dell’anonimato, ovvero l’associazione fra il codice alfanumerico della prova e i dati personali del candidato. Motivazione per la quale i ricorrenti potrebbero chiedere la riammissione alla fase successiva del concorso.

Questione sulla quale abbiamo contattato il presidente di Amat Giuseppe Mistretta, il quale ha dichiarato: “Abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica sul concorso per gli autisti. Saranno gli organi competenti a decidere se ci sono state irregolarità o meno. Attenderemo le risultanze, positive o negative che siano.
Sui ricorsi, verranno gestiti secondo procedura, così come è stato fatto per altre situazioni simili“.

Ad intervenire sulla vicenda anche l’assessore al Controllo Analogo Briida Alaimo. “Avremo una posizione di massimo rigore. Anche in questa circostanza, non ci possiamo sostituire agli organi inquirenti. Certamente, la governance avrà provveduto a fare le comunicazioni di rito. Noi faremo il nostro come Controllo Analogo. Stavamo provvedendo a fare controlli di natura ispettiva su altri aspetti. A questo punto faremo una valutazione omnicomprensiva. E nel caso di irregolarità, è ovvio che seguiranno tutte le azioni conseguenziali sia di natura penale che amministrativa“.

Critica invece la posizione della capogruppo del M5S Concetta Amella. “Prima lo scandalo degli inidonei, ora un concorso bloccato sul nascere. Amat si conferma come l’azienda dove il rispetto delle regole, soprattutto in tema di assunzioni, sembrerebbe un optional. Manca solo l’assunzione di autisti senza patente e il quadro sarebbe completo. Per questo è indispensabile fare piena luce sui fatti segnalati e, qualora le irregolarità trovassero conferma, adottare tutti i provvedimenti necessari, fino all’annullamento della prova. Non vorremmo che tale concorso diventasse per alcuni il terreno ideale in cui fare una fruttuosa campagna elettorale”.

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