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La nota di Cgil, Cobas, Cisal e Ugl

Amat, sindacati sul piede di guerra: chieste le dimissioni del CdA 

mercoledì 16 Settembre 2026
Amat Palermo, linea 704 al capolinea di piazza Croci

Clima rovente in casa Amat. Nel pomeriggio è attesa una nuova riunione del Consiglio d’Amministrazione. Una seduta avviata ieri e che proseguirà oggi su alcuni temi chiave per il futuro della governance di via Roccazzo: dall’approvazione del budget 2026 al piano industriale, passando per la ratifica dell’ultimo bilancio del triennio. Fatto che chiuderà il cerchio sul lavoro, almeno per il momento, sulla governance presieduta da Giuseppe Mistretta.

Operato sul quale si registra la dura presa di posizione di alcune sigle sindacali dell’azienda. In una nota congiunta i rappresentanti di Cgil, Cisal, Cobas e Ugl hanno chiesto “le dimissioni dell’intero CdA“.  Si muovono a parte invece le rappresentanze sindacali di Cisl, Uil e Orsa: Ci aspettiamo un cambio di rotta decisivo caratterizzato da trasparenza, capacità gestionale e una nuova governance”

La nota di Cgil, Cisal, Cobas e Ugl

Una richiesta figlia di varie criticità sollevate dai rappresentanti dei lavoratori. Fra queste viene citato per primo il tema delle promozioni. A tal proposito, gli esponenti delle quattro sigle puntano il dito contro i due consiglieri d’amministrazione di Amat, ovvero Alessandra Sinatra e Rosario Mingoia. Rappresentanti della governance che, a giudizio di Cgil, Cisal, Cobas e Ugl “bloccano l’approvazione di tale strumento“.

“La situazione – aggiungono – appare ancora più incomprensibile se si considera che, mentre si rinvia l’approvazione di uno strumento necessario a garantire trasparenza e pari opportunità ai lavoratori, si procede invece, in prossimità della fine del mandato, con l’approvazione del concorso per dirigenti“.

Le polemiche sul piano industriale

I rappresentanti sindacali pongono poi alcune domande sullo stato dei documenti al vaglio dei CdA. Fra questi il bilancio 2025, la redazione del piano industriale e del budget 2026. In particolare sul piano industriale, secondo i sindacalisti, “sembra calato un vero e proprio silenzio. Per la sua elaborazione l’azienda avrebbe sostenuto spese per circa 100 mila euro, ma il documento, a quanto ci risulta, non è ancora approdato in Consiglio Comunale, sperando inoltre che il bilancio non contenga disallineamenti“.

Il tema dei trasferimenti

Fra i punti più discussi però c’è lo spostamento degli autisti idonei alla guida verso altre postazioni: “Vedi uffici o comodi posti di manovra un tempo assegnati ad autisti anziani parametro 183 ma adesso comprendiamo che va di moda il parametro 140 ‘o meglio definiti amici degli amici'”. A tal proposito, i rappresentanti sindacali danno “un giudizio ampiamente insufficiente” all’operato del CdA.

Le carenze del personale e dei bus: differenze di trattamento fra periferie e Mondello

Altro tema chiave riguarda il personale. “Gli operatori di Esercizio attualmente in servizio sono circa 520, a fronte di un fabbisogno stimato in circa 730 unità. Parliamo, quindi, di una carenza strutturale di personale che incide inevitabilmente sulla capacità dell’Azienda di garantire un servizio pubblico adeguato. A questo si aggiunge la situazione dei mezzi: i bus da 8 metri risultano tutti fermi in autoparco per guasti vari, mentre continuano a registrarsi linee totalmente o parzialmente scoperte. E ancora una volta emerge una disparità che non possiamo accettare: mentre le borgate marinare vengono servite, le periferie della città continuano a pagare il prezzo più alto delle inefficienze e delle carenze del servizio con linee scoperte. La politica dovrebbe ricordare che i cittadini e i lavoratori non vivono soltanto a Mondello: i voti si prendono anche, e soprattutto, nelle periferie di Palermo“.

Cisl, Uil e Orsa: “Serve cambio di passo”

Di stampo più moderato la nota delle rappresentanze sindacali di Cisl, Uil e Orsa. “Oggi è tempo di guardare a un nuovo corso, ad una nuova governance aziendale con la quale si possa dare seguito ad un percorso di rilancio dell’azienda, auspicando relazioni sindacali serie e costruttive, fondate sul confronto, per meglio rispondere alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori dell’AMAT in tempi certi”.

Fit Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Orsa Trasporti concludono: “Ci aspettiamo un cambio di rotta decisivo caratterizzato da trasparenza, capacità gestionale e una nuova governance che abbia l’obiettivo, capace di assumersi responsabilità, programmare il futuro per rendere l’Amat una società che possa offrire un servizio efficiente e adeguatamente organizzato per una città metropolitana come Palermo, rispondendo alle esigenze del lavoro e riconoscendo il giusto valore delle lavoratrici e dei lavoratori, per un lavoro più sicuro e dignitoso”.

Amella (M5S): “Il sindaco faccia il sindaco e scelga le governance per il merito”

Critica la posizione della capogruppo del M5S Concetta Amella. “In casa Amat continua a regnare il caos. Da settimane infatti il CdA dell’azienda non riesce a partorire documenti che dovevano essere pronti da tempo. Dal nuovo piano industriale, figlio del fallimento di quello dello scorso anno e per i quali la società ha speso 100.000 euro tramite affidamento esterno, al budget 2026. Documento chiave per l’operatività aziendale. Nel frattempo i sindacati, seppur in ordine sparso, hanno chiesto una nuova governance. Richiesta sulla quale si registra, ancora una volta, il silenzio più totale da parte dell’Amministrazione. Mentre due capigruppo di maggioranza in Consiglio oggi hanno attaccato tranquillamente le governance scelte dalla coalizione del sindaco Lagalla, quest’ultimo continua a tacere. Aspettando che i suoi capipopolo gli risolvano un problema che va avanti da mesi“.

“Lo ribadiamo – sottolinea Amella -. I profili da collocare nei CdA delle società Partecipate vanno scelti per il loro merito e non per la loro appartenenza politica. Altrimenti il rischio è quello di riproporre il pastrocchio del 2023 che oggi sta causando tanti mal di pancia ad una maggioranza che nei fatti non esiste più e che inchioda la città al degrado, all’incuria e al buio. Il sindaco faccia il sindaco. Scelga i propri dirigenti per le competenze e non perché glielo impone questo o quel partito di maggioranza. I lavoratori delle società e i cittadini aspettano risposte e servizi all’altezza della quinta città d’Italia”.

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