Il treno ha lasciato la stazione. Ed era anche ora. Dall’inizio dei lavori sono passati dodici anni. Era il 2014. L’Italia giocava il suo ultimo Mondiale. A Palermo, nel frattempo, l’ex ditta titolare dell’appalto iniziativa gli scavi per il completamento dell’anello ferroviario. Sarebbero dovuti durare tre anni. E invece oggi, nel 2026, si celebra l’apertura di due stazioni. Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione delle fermate “Porto” e “Politeama”. Si sblocca così un nuovo percorso ferrato da 1,7 chilometri, fondamentale per gettare le basi (almeno per il futuro) di un miglioramento da e verso i principali punti d’interesse della provincia, località balneari e aeroporto Falcone-Borsellino in primis.
Due nuove stazioni, treni ogni mezz’ora
“L’importante è il risultato – ha commentato il sindaco Roberto Lagalla -. Un risultato che facilita quel progetto di mobilità intermodale che questa città aspetta da anni e che sta nel progetto di questa Amministrazione Comunale“.
“Sappiamo che è un cantiere che ha attraversato parecchie difficoltà – spiega Aldo Isi, amministratore delegato di RFI -. Ricordo il fallimento di un’impresa, due crisi internazionali e l’aumento dei prezzi. Non è sempre semplice portare a termine delle opere. Quelle pubbliche soffrono queste situazioni. Ma non è mai mancata la collaborazione“.
Biglietto gratuito fino al 31 gennaio
Da mercoledì 4 novembre i palermitani potranno così prendere il treno in piazza Castelnuovo o in via Francesco Crispi. Lo faranno gratuitamente. Almeno fino al 31 gennaio. Come ha spiegato il presidente della Regione Renato Schifani. “Tutti coloro i quali che scenderanno e saliranno da queste sette stazioni non pagheranno. Inizialmente si pensava di estendere la misura fino ad inizio gennaio, ma abbiamo deciso di ampliarla fino al 31 gennaio. Gli obiettivi sono vari. Stimolare il cittadino all’utilizzo del mezzo. Decongestionare il traffico urbano. Devo dire che si sta facendo un bel lavoro di squadra“.
I mille problemi del cantiere dell’anello ferroviario
Solo con l’avvento nei cantieri della ditta D’Agostino, azienda subentrata nell’esecuzione del progetto, le fermate “Porto” e “Politeama” hanno avuto un’accelerazione tangibile. Fatto che porta ai giorni nostri, con l’arrivo del tanto atteso taglio del nastro. L’opera però, come sopra ricordato, non è completa. Troppo poco per chiamarla metropolitana. Troppo poco per gli standard della quinta città d’Italia. La speranza è che prossimamente si proceda alla modifica del contratto di servizio fra RFI e Regione Siciliana. Un passaggio necessario non solo per il potenziamento dell’anello ferroviario, ma anche e soprattutto del passante ferroviario. Altrimenti, si rischierà soltanto di avere l’ennesimo binario morto.



