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E dare dignità

Anziani soli, morti dimenticate: all’Ars prende forma una legge per contrastare il fenomeno CLICCA PER IL VIDEO

sabato 7 Marzo 2026

La solitudine degli anziani e le ricadute sociali e sanitarie che ne derivano entrano al centro del dibattito politico regionale. A rilanciare il tema è Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana e componente della VI Commissione Salute, che durante l’inaugurazione dei nuovi locali dell’Hospice di Salemi ha annunciato il lavoro su una proposta normativa dedicata proprio alla condizione degli anziani soli.

“In Commissione Salute, insieme all’assessore Faraoni, abbiamo iniziato a immaginare un nuovo disegno di legge per affrontare il problema dell’abbandono, dell’indifferenza e della solitudine degli anziani. Stiamo lavorando a una norma che possa accompagnare le persone in questa fase della vita, quando possono venire meno affetti familiari, assistenza o anche semplicemente momenti di condivisione quotidiana. L’obiettivo è evitare che la vecchiaia diventi una stagione di isolamento”, afferma Pellegrino.

L’idea nasce da una constatazione sempre più evidente nella società italiana, dove l’invecchiamento della popolazione procede rapidamente e le reti familiari tradizionali diventano spesso più fragili. Un tema su cui il parlamentare regionale interviene da tempo, con diverse iniziative dedicate al rafforzamento dell’assistenza territoriale e al sostegno delle persone più vulnerabili. Negli anni scorsi, infatti, Pellegrino ha sostenuto iniziative legislative come il riconoscimento della figura del caregiver familiare e la proposta per l’istituzione dello psicologo di base nel sistema sanitario regionale, misure pensate per rafforzare il supporto alle persone fragili e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere.

Solitudine e sanità

“Siamo spesso colpiti da notizie drammatiche, anziani morti in casa e scoperti dopo dieci o venti giorni oppure persone decedute per mancanza di assistenza – racconta -. Sono situazioni che non possono lasciarci indifferenti e che ci impongono di costruire strumenti capaci di prevenirle, garantendo alle persone una vecchiaia vissuta con dignità e con il giusto sostegno. I cittadini italiani stanno invecchiando sempre di più e gli over 65 aumentano costantemente. Questo si riflette anche sull’organizzazione del sistema sanitario e sugli accessi nei pronto soccorso, dove spesso arrivano persone anziane che non hanno accanto qualcuno che possa assisterle o seguirle. In Commissione Salute verifichiamo spesso i dati e in alcuni casi gli accessi impropri possono arrivare anche al sessanta per cento, soprattutto con codici bianchi”.

Per questo, l’idea su cui si sta lavorando punta a rafforzare la presa in carico territoriale e l’assistenza domiciliare, così da evitare il ricorso all’ospedale per bisogni che sono prima di tutto sociali.

“Dare assistenza domiciliare significa permettere agli anziani di continuare a vivere la loro quotidianità e allo stesso tempo evitare accessi inappropriati nei pronto soccorso. In questo modo possiamo garantire più cure e più attenzione a chi ha davvero bisogno dell’emergenza ospedaliera. È una priorità per il nostro sistema sanitario e per i livelli essenziali di assistenza”, sottolinea.

Nel parlare della qualità della vita nella terza età, Pellegrino richiama anche il valore della relazione con gli animali d’affezione, spesso presenza fondamentale soprattutto per chi vive da solo.

“Gli animali d’affezione ormai fanno parte della famiglia. Nella mia immagine di WhatsApp c’è il mio cane e non è una scelta casuale. Sono presenze importanti nella vita quotidiana, soprattutto per le persone anziane. Non è una frase di rito, Sono davvero fedeli e rappresentano spesso una compagnia e un sostegno emotivo prezioso”, conclude.

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