Interventi senza limiti, presunte norme ad hoc, aspri faccia a faccia. Alla fine la manovrina ha visto la luce al termine di una lunga maratona, dalla durata di quasi 24 ore, tra i banchi di Sala d’Ercole. Ovviamente ampio spazio è stato dedicato ai territoriali, con il momento clou del maxi emendamento giunto all’alba. La variazione di bilancio ha compattato la maggioranza, anche contro il voto segreto, e messo a dura prova l’asse delle opposizioni, con Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che in più di un’occasione non hanno seguito e sostenuto la linea dura dell’ostruzionismo tracciata da Controcorrente. Il testo è stato snellito. Molti articoli sono stati approvati, tanti altri accantonati, spostati all’interno del maxi emendamento o rinviati in vista della Finanziaria. Il voto finale, senza le forze di minoranza, che hanno abbandonato la seduta in anticipo, è arrivato alle ore 09:23. Ecco cosa è successo.
Gli interventi degli altri esponenti del centrodestra
“Ringrazio tutti i colleghi che sono stati presenti in aula fino all’ultimo per votare ogni articolo. E’ una manovra che dona forza e respiro alle nostre imprese, dall’agricoltura al trasporto fino commercio, che permette di abbattere i costi del caro gasolio. Ci sono gli interventi per le marinerei, per gli artigiani, le risorse per le Ati. Non c’è stato un angolo della Sicilia che non è stato aiutato, così come le famiglie e le aziende che erogano servizi“. Ha dichiaro il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che ha aggiunto: “Poi ancora i Consorzi di Bonifica per i quali sono stati approvati gli scatti di anzianità e l’aumento delle giornata. Si poteva fare di più, ma rispetto ad un anno fa sono stati fatti dei passi in avanti. Stessa cosa per i forestali, gli Asacon, la disabilità gravissima. Ci sono gli interventi anche come il cimitero di modica, l’ospedale di Modica, di Gela o di Enna. E’ una manovra che colma il gap. Ringrazio il presidente Schifani e gli assessori. Tra circa dieci giorni avremo una nuova sfida, la Finanziaria, per dare risposte ai cittadini“.
Sulla stessa linea il collega di partito, il capogruppo della Democrazia Cristiana Carmelo Pace: “Le opposizioni sono uscite con le ossa rotte, ma soprattutto dai banchi è apparsa forte la figura del nuovo leader: Ismaele La Vardera, del partito minoritario della coalizione. Questa maggioranza ha dimostrato compattezza e senso di vicinanza al presidente Schifani. Non caschiamo nel giochetto di far passare che questa manovra come quella che va ricordata come quella dei territoriali“.
“Non può passare il messaggio che la maggioranza e il centrodestra siano unite solo dall’articolo 122. Le opposizioni in Commissione hanno ottenuto quello che volevano e poi hanno fatto la sceneggiata. La stessa cosa si è ripetuta oggi in aula. Grazie al gruppo di Sud chiama Nord che è rimasto in aula“. Ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza che sui territoriali ha ribattuto: “Sono interventi importanti che aiutano i territori e forse gli unici che potranno essere subito realizzati“.
“E’ stata una seduta pesante, terminata con la fuga delle opposizioni“. Ha evidenziato il capogruppo dell’Mpa Roberto Di Mauro: “C’è anche modo di fare opposizione, quando una norma ha un senso logico e riguarda una categoria non si deve fare ostruzionismo, che inoltre è stato fatto in maniera non garbata, ma insultandoci. Vogliono farci fare una brutta figura come governo e maggioranza. C’è chi fa la corsa a chi è più negativo. E ci dobbiamo preparare perché si ripeteranno anche in Finanziaria. Ci aspettiamo una posizione sempre più dura, ma non sui contenuti, sull’ostruzionismo“.
Per il capogruppo della Lega Salvo Geraci “l’opposizione è unita solo per andare contro la maggioranza e i siciliani. Non si può andare contro una variazione di un miliardo. E’ una narrazione sbagliata, questo governo va applaudito“.
“PD e M5S hanno consegnato la guida dell’opposizione a Controcorrente. Non contano più. La maggioranza – è intervenuto l’esponente del gruppo misto Gianfranco Miccichè – oggi si è stretta intorno al presidente Schifani. Questa coalizione esiste ed è coesa con il presidente Schifani. Chi prova a mettere zizzania ha sbagliato indirizzo. Il comportamento dell’opposizione è un regalo“.
Le opposizioni abbandonano l’aula, FI difende la manovrina
Terminati tutti gli interventi i rappresentati delle opposizioni hanno abbandonato Sala d’Ercole.
A seguire i deputati della maggioranza, partendo da Forza Italia. “Ci sono stati interventi denigratori e pesanti. Questa è una variazione da più di un miliardo di euro. Gran parte di questo miliardo – ha dichiarato Nicola D’Agostino – è stato ampliamente condiviso dall’aula. C’è stata la bella sorpresa di vedere nell’allegato i 200 milioni di euro per la Super Zes. Mi complimento con il presidente, che quando vuole ascoltare ha dimostrato di saperlo fare. In questo elenco di interventi ci sono tutti i Comuni della Sicilia, è una norma che garantisce una quota a tutti i comuni. E’ un allarmismo inutile“.
“Non mi vergogno“. E’ intervenuta Margherita La Rocca Ruvolo che ha aggiunto: “C’è stato un grande lavoro in Commissione Bilancio. Ci sono due miei interventi. Chi ha preso la parola doveva evitare perché dalle opposizioni sono stati destinati soldi anche ad associazioni“.
A chiude il capogruppo Stefano Pellegrino: “Ringrazio Forza Italia, che si è dimostrato un gruppo unito e leale. Sono state infamanti e calunniose le affermazioni e le insinuazioni delle opposizioni. Non c’è nulla di male nei territoriali“.
Pioggia di interventi e fondi tra tabelle e territoriali
In attesa di passare al vaglio del maxi emendamento, il focus si sposta sulle tabelle. L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ha illustrato il contenuto dell’articolo 123, le variazioni di autorizzazioni di spesa. Tra questi fioccano i 209 milioni per la Super Zes, i 15 milioni al fondo per la disabilità, i 5 milioni per l’evento calamitoso a Marsala, i 15 milioni per gli autotrasportatori o i 6 milioni per gli Asacom. Come anticipato, hanno trovato spazio anche i 2 milioni di euro al fondo Irca per gli interventi in favore di agricoltura e pesca e un milione in più per le borse di studio di area non medica. Entrambi gli interventi erano stati avanzati e sostenuti dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate.
E i territoriali? Il fondo, circa una cinquantina di pagine, ammonta alla fine ad oltre 174 milioni di euro, 146,4 milioni ai Comuni e 27,9 milioni agli enti ecclesiastici.
“La nostra profezia si è avverata. Ci sono micro interventi incredibili che hanno un nome e un cognome. Avete bruciato circa 90 milioni di euro. Consegnerò i documenti in mio possesso in procura“. E’ la denuncia del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. “La variazione di bilancio – ha rilanciato il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro – era fatta per le emergenze. Voi l’avete prodotta per portare a casa i risultati in vista della campagna elettorale. Ci sono figli e figliastri sui Comuni. Stiamo completando la legislatura del peggiore dei modi. Votatele voi le schifezze di queste variazioni“. “Il problema di questi giorni era come distribuire i fondi per ricompattare la maggioranza. Il voto non era il voto segreto e nemmeno questa opposizione“. Ha dichiarato il presidente della Commissione Ue Luigi Sunseri, che ha aggiunto: “Non si stanziano le risorse solo per i Comuni, ma sono indicate anche le vie“.
“Non ho mai visto una cosa simile, circa 1.700 interventi. Non siamo più alle mancette, ma al mangime, con il quale cercate di comprare il consenso dei territori. Non parteciperò al voto di questa vergogna. Non mi era mai capitata una variazione di bilancio da un miliardo di euro. Questa grande quantità di soldi dimostra che la Regione non sa come spendere i soldi. Il problema non è più Schifani, ma voi assessori e deputati“. Ha dichiarato il presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici, che ha annunciato la volontà di abbandonare l’aula. “State concludendo questa legislatura in maniera ignominiosa. Se vi resta un sussulto di dignità di ritirare questa porcheria. Non parlate di meritocrazia, ma di clientelismo“. E’ intervenuta con la voce rotta la dem Valentina Chinnici. “Verrete ricordati come il governo delle mancette, delle mazzette e delle occasioni perse“. Ha sottolineato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca: “Il maxi emendamento è la ciliegina sulla torta. C’è sempre stato, ma quello di quest’anno li ha superati tutti”.
Il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola ha dichiarato: “Ho capito perché il presidente Schifani ha preso le distanze e si è allontanato. Non è una tabella è un libro. In questi giorni c’è stato il racconto di un centrodestra nuovo e da svecchiare, ma il centrodestra è questo. Il presidente Schifani passerà per martire di questa maggioranza. Accolgo l’appello dei colleghi, non voglio partecipare al voto“. “Avevamo proposto un emendamento che garantiva fondi a tutti i Comuni, ma non è stato considerato“. Ha attaccato l’esponente di Controcorrente Alessandro De Leo che ha stilato la top dei Comuni maggiormente beneficiari: 4 milioni a Comiso, 3 milioni a Ragusa, 2,5 milioni a Vittoria, 2 milioni a Ribera, 1,5 milioni a Paternò e un milione a Melilli. Anche Controcorrente abbandonerà l’aula.
Ecco il maxi emendamento
Il maxi emendamento è arrivato a Sala d’Ercole. Il testo, dopo quasi un’ora di interlocuzioni tra il governo e gli uffici della presidenza, è stato condiviso con i parlamentari, in attesa di essere distribuito. A breve i dettagli su contenuti e cifre. Prima, però, l’ok all’articolo 64, gli interventi per sostenere la gestione del servizio idrico, lasciato precedentemente in stand by, con voto contrario di Controcorrente, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, ad eccezione di Nello Dipasquale.
Il governo ha presentato una sostanziosa riscrittura dell’articolo 122, abbandonando, almeno in occasione di questo strumento finanziario, il modello dei Fit. Una decisione strettamente legata alla paura concreta di non riuscire ad impiegare le somme messe sul piatto.
Il testo è approdato in aula poco prima le ore 05:45, racchiudendo al suo interno i territoriali, i quali partivano da una base di 50 milioni di euro. Nel calderone sono stati inclusi anche altri 22 articoli accantonati, per un totale di 51,86 milioni di euro.
Nello specifico: l’articolo 18, i 18 milioni per il nuovo ospedale di Gela; l’articolo 29, i 2 milioni per gli interventi nel cimitero comunale di Modica; l’articolo 30, i 3 milioni per le spese destinate a interventi urgenti di Protezione civile a seguito dell’evento del 30 luglio 2026 nel Comune di Messina, frazione Pistunina; l’articolo 49, i 5 milioni per il porto rifugio di Gela; l’articolo 52, l’1,6 milioni per la cittadella giudiziaria di Catania; l’articolo 63, i 2 milioni per la progettazione degli interventi dell’adduttore Castello; l’articolo 65, l’1,435 milioni per l’impianto di depurazione di Lipari; il comma 4 dell’articolo 66, i 300mila euro per il progetto di bonifica del centro di stoccaggio rifiuti omnia nel Comune di Licata; il comma 4 dell’articolo 73, i 300mila euro all’ospedale Gravina di Caltagirone per la conservazione dei tessuti oculari; l’articolo 77, i 5 milioni destinati alla progettazione del Policlinico universitario di Enna e al presidio ospedaliero “Nino Baglieri” di Modica; il comma 1 dell’articolo 85, i 500mila euro alla Stamperia regionale Braille per l’inserimento scolastico dei minorati della vista; l’articolo 32, i 50mila euro per Comiso Città della pace; l’articolo 35, i 100mila euro per la Casa siciliana dei Cantastorie di Palermo; l’articolo 36, i 300mila euro per la facoltà teologica di Sicilia; l’articolo 37, i 150mila euro per la fondazione Gal Hassin; l’articolo 48, i 500mila euro per l’acquisizione dell’autotrasporto di Vittoria da parte della Società interporti siciliani; l’articolo 75, i 4 milioni per l’Oasi di Troina; il comma 2 dell’articolo 85, i 200mila euro per l’Istituto dei ciechi Opere riunite I. Florio – F. ed A. Salamone per corsi di formazioni per centralinisti; l’articolo 88, i 5 milioni all’Ersu di Palermo per la realizzazione di una infrastrutture di intelligenza artificiale; l’articolo 89, l’1,825 milioni per l’acquisto di scuolabus; l’articolo 94, i 2 milioni per il centenario dell’istituzione delle province di Ragusa e Enna; l’articolo 121, i 600mila euro come anticipazione di liquidità in favore della società Mercati Agro-Alimentari.
Altri, come i fondi relativi ad Irca e l’incremento delle risorse destinate alle borse di studio di area sanitaria non medica, hanno trovato spazio tra le righe delle tabelle.
Gli altri articoli esclusi (21, 22, 44, 51, 58, 61 e 96) non sono stati cestinati, ma si aggiungeranno allo stralcio stilato dopo le riunioni in Torre Pisana della scorsa settimana, trovando spazio in Finanziaria. La Legge di Stabilità non tarderà molto. Già tra una decina di giorni il testo sarà varato dalla giunta e incardinato a Palazzo dei Normanni.
In particolar modo le norme riguardano: i 2 milioni per la salvaguardia del patrimonio archeologico e la prevenzione incendi; la riscrittura della Consulta dei siciliani all’estero; le modifiche della norma in materia di interventi per il recupero e l’efficientamento energetico degli edifici e per il sostegno abitativo alle giovani coppie; le disposizioni in materia di commissioni provinciali espropri; 500mila euro per contrastare la diffusione dei virus degli ortaggi; i 6 milioni per la sicurezza nelle aree rurali; la valorizzazione del titolo di dottorato di ricerca nei concorsi pubblici indetti dalla Regione.
Accelerazione sui lavori: ora l’approdo del maxi emendamento
Superate le ore 04:00 brusca accelerazione a Sala d’Ercole, mentre di accumulano gli articoli accantonati. Approvazione lampo per gli articoli: 100, in materia di personale regionale transitato previdenzialmente all’Inps; 101, secondo cui i contributi straordinari agli enti locali possano essere riassegnati anche in caso di rendicontazione parziale presentata in ritardo, purché gli interventi risultino avviati; 109, le modifiche in materia di fondi Crias; 112, un milione di euro per i danni subiti dagli studi professionali di Niscemi a causa della frana; 113, 4 milioni per la transizione tecnologica dei processi produttivi delle imprese siciliane attraverso l’adozione dell’intelligenza artificiale; 119, che estende il contributo per l’attrazione di nuovi residenti a chi percepisce redditi d’impresa e di lavoro autonomo; 120, che riformula l’elenco dei veicoli esenti dalla tassa automobilistica, elettrici, ibridi plug-in e full hybrid, LNG, BioLNG e a idrogeno; 99, le modifiche normative in materia di controlli sostitutivi negli enti locali.
Adesso breve pausa di circa un quarto d’ora, poi via alla votazione della riscrittura dell’articolo 64 e del maxi emendamento.
Si chiude il cerchio anche per quanto riguarda il tema del precariato, che aveva provocato l’autosospensione di Noi Moderati dalla maggioranza. La deputata Marianna Caronia ha annunciato la presenza della norma tanto discussa sugli ex Pip in Finanziaria. Impegno ribadito anche dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino.
Dopo 16 ore tocca ai forestali
Giunti alla sedicesima ora di questa lunga maratona arriva il momento dei forestali. L’articolo 93 prevede, infatti, fino a cinque giornate lavorative aggiuntive per gli operai dell’elenco speciale, per la manutenzione dei boschi demaniali e la lotta agli incendi. Previsti 8 milioni di euro. Norma ritenuta inutile dal capogruppo del M5S Antonio De Luca, che ha proposto di spostare le somme dal 2026 al 2027, e dal parlamentare del PD Mario Giambona, che ha avanzato delle modifiche all’attuale testo in esame. Le cinque giornate sono necessarie per “attività strutturali – ha spiegato l’assessore Luca Sammartino – per completare dei lavori. Spero si possa trovare maggiore stabilità con la prossima Finanziaria“. L’articolo è stato approvato.
Accantonato l’articolo 96, che prevede l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo ai dottori di ricerca nei concorsi pubblici indetti dalla Regione, spazio all’articolo 98, 1,5 milioni di euro ai Comuni con popolazione tra i 10mila e i 15mila abitanti in dissesto al 31 dicembre 2025 per le spese di servizi e di personale. Anche in questo caso i requisiti ristretti sollevano dubbi. “E’ un vestitino ricamato per alcuni Comuni“. Ha denunciato il deputato del Movimento 5 Stelle Adriano Varrica. La norma è stata approvata dopo l’acceso confronto sull’emendamento del presidente della I Commissione Ignazio Abbate, che innalza il tetto del numero degli abitanti a 20mila e incrementa a 2 milioni le risorse. “La norma era stata pensata per far arrivare risorse ai Comuni che non avevano ricevuto nulla dalla Finanziaria. Il rischio – ha spiegato il pentastellato Luigi Sunseri – è che alcuni Comuni ricevano due volte i fondi“. All’attacco anche il presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici: “Siamo tornati alle leggi discrezionali per gli amici“. Abbate alla fine ha ritirato l’emendamento specificando che “in Finanziaria erano state presentate solo norme per l’integrazione oraria per il personale e non per i servizi essenziali“.
Caos sulle Ati e sui Comuni Aerca
In esame l’articolo 64: 10 milioni per l’Ati di Catania, 6 milioni per Iblea Acque, 6 milioni all’Ati di Siracusa, 2 milioni all’Ati di Enna e 2 milioni all’Ati di Caltanissetta. “Chiederò il voto segreto sui soppressivi“. Ha annunciato il capogruppo del PD Michele Catanzaro. Nonostante le lancette segnino le ore 03:00, il dibattito resta infuocato. L’assessore al ramo Francesco Colianni ha teso la mano, proponendo un sub emendamento per veicolare le risorse da un lato verso gli investimenti e dall’altro verso i compensamenti dei bilanci. L’articolo è stato accantonato in attesa della quadra.
Il clima resta teso anche per l’articolo 90, i fondi da destinare ai Comuni delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca), 4 milioni per i Comuni con raffinerie che abbiano avviato interventi contro il rischio idrogeologico e un milione di euro per interventi di riqualificazione urbana e ambientale. Sotto la lente d’ingrandimento i criteri per la definizione dei Comuni, punto dolente sollevato dal pentastellato Adriano Varrica e dal dem Tiziano Spada, sindaco di Solarino: “La definizione non deve essere fatta secondo il colore politico del Comune“. I requisiti posti dalla norma, secondo il presidente della Commissione Ue Luigi Sunseri, restringerebbero prima il campo dei 16 Comuni Aerca in Sicilia a 4 e poi ad uno solo: Melilli. Una norma ad hoc, secondo l’accusa, per il Comune del presidente della IV Commissione Ambiente Giuseppe Carta, che ricopre anche il ruolo di sindaco. In scena a Sala d’Ercole un aspro scontro tra i due primi cittadini del Siracusano: “I Comuni costieri – ha ribattuto l’esponente dell’Mpa – subiscono il peso più importante dell’inquinamento. Alcuni Comuni non meriterebbero di rientrare in zone Aerca“. Le polemiche non hanno scalfito la maggioranza che ha retto per due volte al test del voto segreto.
Le opposizioni aprono alla trattativa
Nonostante l’ira della maggioranza e l’irritazione del presidente dell’Ars Galvagno, dopo il colpo di mano sugli scatti di anzianità per i lavoratori dei Consorzi di Bonifica, disco verde all’articolo 57, le modifiche normative in materia di agricoltura sulla spesa per i danni derivanti dal ciclone Harry.
Arriva la prima proposta di “tregua” da parte del capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che ha richiesto lo stralcio di alcune norme concordate da inserire all’interno della prossima Finanziaria.
Confusione sui Consorzi di Bonifica
Dopo oltre 14 ore no stop arriva la prima pausa. Il motivo? Lo stallo sull’articolo 55, che prevede un milione di euro per il riconoscimento degli scatti di anzianità e la ricostruzione di carriera del personale stabilizzato dei Consorzi di Bonifica. Elevate, inoltre, inoltre fino a 13 le giornate lavorative dei lavoratori per il 2026, con una spesa massima di 600mila di euro.
Confusione che nasce in occasione dell’emendamento a prima firma del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate che aumenta le giornate a 25 e incrementa il fondo da 600mila euro a oltre un milione di euro. “Non è ammissibile perchè manca la copertura“. E’ intervenuto con passo spedito il vicepresidente Nuccio Di Paola, alla guida dei lavori, ponendo subito l’articolo al voto, tra le proteste dello stesso deputato della Democrazia Cristiana e dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Un vero e proprio colpo di mano, che ha costretto alla sospensione dei lavori per qualche minuto.
Dietro le quinte si studia il maxi emendamento
A guidare la linea dura dell’ostruzionismo è Controcorrente. Ismaele La Vardera, Jose Marano e Alessandro De Leo intervengono nel merito di ogni articolo, mentre cedono il passo Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, che in queste ultime ore hanno allentato la presa. Dopo oltre 14 ore di seduta Sala d’Ercole è ancora in balia degli interventi fiume degli esponenti delle opposizioni.
Approvato l’articolo 27 ma tra i banchi dell’aula (in realtà già dal pomeriggio) l’attenzione sarebbe focalizzata sul maxi emendamento. Il testo sarebbe destinato a lievitare rispetto alle previsioni iniziali, includendo alcuni articoli contenuti nel testo della variazione di bilancio attualmente ai raggi X.
Accantonati gli articoli 29, 30, 32, 35, 36 e 37 si passa direttamente al 39, proroga i termini di avvio e di rendicontazione di diversi interventi finanziati con leggi regionali. Dubbi sono stati sollevati dai pentastellato Adriano Varrica e Luigi Sunseri: “Sono norme che riguardano la ragioneria generale. Sono prive di relazione. E’ un modo di fare che non riusciamo a contemplare“. Nessuna criticità per l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino: “Sono norme che hanno superato il vaglio del Consiglio dei ministri, così diamo il via libera alla proroga per evitare di perdere risorse“.
Dopo il disco verde all’articolo 39, ha incassato l’ok anche l’articolo 53, i 300mila euro destinati all’attivazione del piano autotrasporti per l’emergenza legata all’attività vulcanica dell’Etna.
La stanchezza inizia a farsi sentire
La tarda ora e la stanchezza giocano brutti scherzi. Le opposizioni mostrano i primi segni di cedimento dopo gli scivoloni delle ultime ore, già raccontati in diretta. Dietro le quinte, intanto, il maxi emendamento lievita ora dopo ora.
Dal vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola arriva la richiesta di rinviare al mattino successivo i lavori: “Possiamo continuare ad oltranza, ma considerando che ogni articolo ha bisogno di almeno un’ora di discussione propongo di rinviare a domani“.
Pronta la risposta del presidente Gaetano Galvagno: “Comunque non cambierebbe il problema del numero degli interventi. Il testo è stato depositato tanto tempo fa. Siamo andati ben oltre il tempo necessario, sia nelle Commissioni di merito e sia nelle Commissione Bilancio. Abbiamo tardato di una settimana perché La Vardera ha manifestato la volontà di far rappresentare Controcorrente in Commissione. C’è stato un abuso di disponibilità del presidente Daidone. La chiusura in aula doveva avvenire una settimana fa. Abbiamo dato come tempo massimo oggi, quindi non faremo pausa. Se troviamo una sintesi per domani questa presidenza è aperta, ma se ne approfittare per avere domani le pile cariche per portare avanti interventi che potrebbero essere anche evitati no“.
“Non abbiamo problemi a continuare, ma non capiamo perché questo parlamento debba essere costretto a lavorare fino a notte buia. Non vogliamo sia per generare uno stordimento tale che, giunti alle 4 del mattino, possiate gettate l’asso di mazze. Chiediamo che questo parlamento possa lavorare in una condizione di lucidità mentale soprattutto in vista del maxi emendamento“. Ha aggiunto il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. “Il tempo lo avete avuto – è la risposta secca dell’esponente di Fratelli d’Italia – lo avete usato per i vostri interventi“.
Il bilancio dopo la mezzanotte
Superata la mezzanotte mancano ancora all’appello circa una cinquantina di norme. In circa 13 ore ore di aula sono stati solo 14 gli articoli approvati, che si aggiungono agli 8 della giornata di martedì.
In corso l’esame degli articoli 26 e 27, che ritoccano rispettivamente gli articoli 1 e 2 dell’ultima Finanziaria, nello specifico i 150 milioni per gli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato e i 50 milioni di euro per gli incentivi a sostegno delle assunzioni connesse a progetti di investimento iniziale. I dati riportati dalle relazioni di Irfis parlano di veri e propri flop. Le misure, infatti, non si sono rivelate appetibili, tanto che, come già avevamo raccontato nei giorni precedenti, il numero delle domande presentate è stato ben al di sotto delle aspettative (CLICCA QUI).
In merito all’articolo 26 l’assessore ha spiegato la norme avanzate all’interno della manovrina, dall’esigenza di aumentare la percentuale del contributo all’allargamento della platea: “E’ una prima applicazione parziale, i decreti hanno avuto applicazione da breve e il 10% delle risorse è stato impiegato. E’ una misura che serve ad impiegare delle risorse che comunque non saranno che comunque non saranno disperse perché sono state affidate ad Irfis“. Ha spiegato l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino a margine dell’approvazione.
Caos in aula. Approvato all’unanimità l’articolo sui lavoratori del Conca d’Oro
Prima l’isolamento in occasione della richiesta di applicazione dell’articolo 128 del regolamento, poi il risultato schiacciante dello scrutinio segreto sull’articolo 19. Le strade di Controcorrente e di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle non sembrano più andare di pari passo. Cosa succederà adesso?
Intanto a Sala d’Ercole arriva l’articolo 23, il contributo straordinario, fino al 31 dicembre 2026, per i dipendenti e l’indotto del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo colpiti dall’incendio. Il contributo, per un totale di 1,5 milioni di euro, copre la differenza tra la retribuzione ordinaria e quanto effettivamente percepito, fino a mille euro mensili. “Questo articolo non era tra le emergenze che avevate indicato“: è la provocazione del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno a Ismaele La Vardera, fermo sulla propria posizione di duro e instancabile ostruzionismo.
Si infiamma la seduta. La capogruppo di Controcorrente Jose Marano ha interrotto il suo intervento per la mancanza dell’assessore all’Economia e al ramo: “L’aula è deserta“. Sostegno anche dall’ex Iena: “Tamajo venga in aula. Dobbiamo fare tutti la nottata. Chiediamo la sospensione. Ritirate le mancette“. Aspro il commento del deputato della Lega Vincenzo Figuccia: “Assistere a queste discussioni di punto e virgola, mentre si parla di temi di questa portata, da parte di chi si candida a presidente della Regione, mi fa vergognare“.
La norma, alla fine, è passata all’unanimità.
Primi segni di cedimento dalle opposizioni
E’ scontro aperto tra maggioranza e opposizione. Anche l’articolo 16, l’incremento di 5,23 milioni di euro del fondo contro il caro voli, si è trasformato in una vera e propria trincea. A Sala d’Ercole è in atto una guerra di nervi.
Stallo e caos durante la votazione, dopo il lungo dibattito, con gli interventi fiume delle opposizioni. Il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, dopo l’ok dell’aula, ha richiesto l’applicazione dell’articolo 128 del regolamento, secondo il quale “il voto per alzata e seduta è soggetto a riprova se questa è richiesta immediatamente dopo la proclamazione del risultato. Detta richiesta deve essere fatta oralmente e da non meno di quattro deputati o dal Governo. Su conforme richiesta si procede per divisione se rimanga ancora dubbio sul risultato della riprova“.
Manca, però, il quarto deputato richiedente, oltre i tre del gruppo di Controcorrente. Tirato in ballo dall’ex Iena, si è tirato indietro il pentastellato Nuccio Di Paola. Nessun passo avanti dagli altri parlamentari in quota PD e M5S. L’articolo 128, dunque, non può essere applicato. “E’ un precedente grave – ha tuonato l’assessore Mimmo Turano – viene posta una presunta violazione del voto“.
Partito Democratico e Movimento 5 Stelle non appoggiano così la strategia di ostruzionismo condotta da La Vardera. Il fronte dell’opposizione inizia a cedere?
Si passa all’articolo 19, l’incremento di 10 milioni di euro per il 2026 del fondo per il trattamento accessorio del personale regionale non dirigenziale per avvicinarlo a quello delle amministrazioni statali. Ma che fine ha fatto l’articolo 18, i 16 milioni di euro per la progettazione del nuovo ospedale di Gela? A chiederlo è stato Di Paola. “Non era tra gli articoli prioritari che avete indicato. Lo abbiamo accantonato“. E’ stata la risposta netta del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.
Mentre vacillano le opposizioni, non cede il passo la maggioranza. Arginato l’ennesimo voto segreto richiesta dall’ex Iena: 37 a 9 tra i fischi e le urla di Sala d’Ercole.
Galvagno: “Non possiamo stare al ricatto, voteremo anche se serviranno giorni”
Giunti all’esame dell’articolo 15, i 4 milioni per il trasporto ferroviario regionale e la manutenzione dei mezzi, a Sala d’Ercole mancano ancora all’appello oltre 50 articoli. Dietro le quinte, intanto, si studia la stesura del maxi emendamento.
Dopo La Vardera, a ruota, torna all’attacco anche il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola: “Non ci resta altro che il tempo, discutere ogni articolo e poi provare a votarlo. E’ l’unico strumento che abbiamo per far capire che bisogna togliere diversi articoli da questa variazione di bilancio, se da parte della presidenza non c’è nessuna apertura verso le nostre richieste“.
Pronta la risposta del presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno: “Gli articoli li conoscete. Il testo nasce da un percorso. Ci deve essere un motivo tecnico per stralciare. C’è sempre stato un dialogo con le opposizione. Stare a quello che sembra un ricatto rispetto all’andare avanti non è la condizione migliore. Come dimostrano gli esiti dei voti segreti, la maggioranza resterà qui a votare. Invece di impiegare un paio di ore ci vorranno un paio di giorni. Non può passare sempre la linea dello stralcio. Posso assicurare che anche i deputati di maggioranza faranno il loro percorso“.
L’esponente di Fratelli d’Italia è stato sostenuto dal deputato del gruppo misto Gianfranco Miccichè: “L’opposizione è libera di fare ostruzionismo, ma non ha diritto di dire quando sarà il voto finale. E’ mio diritto stare qui fino alla fine e votare tutti gli articoli. Non devono essere fatti accordi di nessun tipo. Possiamo finire anche tra un giorno o una settimana, poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità“.
La coalizione di centrodestra si conferma compatta. L’articolo 15 è approvato nonostante l’ostacolo del voto segreto, 34 a 22.
Le opposizioni tornano ad alzare il muro
Conclusa la lista delle emergenze, i lavori tornano a seguire l’ordine numerico del testo. Approvato l’articolo 12, che riconosce a Siciliacque un contributo straordinario di circa 19 milioni di euro a compensazione della morosità dei Comuni ex Eas di Trapani e Messina per il periodo che va dal 2024 al primo trimestre 2026 ed elimina la maggiorazione degli interessi legali.
Le opposizioni tornano in trincea. “Tutto quello che verrà dopo, compreso l’articolo 12, non ha nulla a che fare con le emergenze. Da ora in poi si torna in trincea e in battaglia“. Così è intervenuto il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che ha aggiunto: “Per noi la manovra può finire pure adesso. Da ora in poi potremmo dare il voto finale. Tutto il resto sarà oggetto di dichiarazione di voto comma per comma e farò mio ogni emendamento ritirato. Vedo movimenti strani da oggi pomeriggio. Chi pensa di finire alle 2 di notte se la dovrà vedere con me. Non finiremo questa sera. Il maxi emendamento non uscirà di qui“. L’ex Iena ha inoltre “minacciato” di scatenare l’ennesimo caso legato questa volta a Siciliacque e l’affidamento degli incarichi legali.
Dalla pesca allo sblocca assunzioni: conclusa la lista degli articoli concordati
Focus sul comparto della pesca, l’articolo 62. Un totale di 9 milioni di euro, in particolar modo 3 milioni di euro per il Fondo di solidarietà (incrementato di un milione con emendamento governativo), un milione per gli equipaggi dei fermi pesca del 2022 a causa del covid non ancora pagati e 5 milioni per gli indennizzi per il mancato reddito delle imprese colpite dalle calamità di inizio 2026.
Eliminato, con l’articolo 68, anche il blocca assunzioni, approvato in aula e introdotto mesi fa, su iniziativa del presidente della Commission Antimafia Antonello Cracolici, per Asp e Arpa. Sciolto così il nodo sul personale non sanitario delle Asp e delle aziende ospedaliere e sul personale tecnico a tempo determinato di Arpa Sicilia con contratto in scadenza al 30 novembre 2026.
Approvato anche l’articolo 97, un milione di euro destinato agli Enti locali per l’aumento delle ore di lavoro del personale stabilizzato. Nulla da fare invece per l’articolo 123, per il quale erano stati indicati solo il comma 1 e il comma 2. Bisognerà attendere fino alla fine. Si riparte dall’articolo 12.
L’opposizione frena con l’ostruzionismo, ma i lavori non decollano
Cinque articoli in circa quattro ore e mezza. Insomma, i temi avranno carattere emergenziale, maggioranza e opposizione avranno trovato pure l’intesa, ma la manovrina non decolla. La promessa di un’accelerazione non sembra, almeno per il momento, mantenuta. L’ostruzionismo è venuto meno con il ritiro degli emendamenti soppressivi, ma gli interventi fiume non sono mancati, rallentando sensibilmente l’andamento dei lavori.
Via al voto delle emergenze: ok a grano e autotrasportatori
“Votiamo le emergenze, poi la maggioranza dovrà decidere cosa fare e assumersi le responsabilità su quelle norme che non interessano ai siciliani e che noi abbiamo detto di stralciare“. E’ questo l’appello in conferenza stampa dei capogruppo di opposizione, Michele Catanzaro (Partito Democratico), Antonio De Luca (Movimento 5 Stelle) e Jose Marano (Controcorrente), mentre in aula si continua a votare (CLICCA QUI).
Salta così l’ordine fissato alla vigilia dalla presidenza. Approvato l’articolo 14 gli 8 milioni per i contributi per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Dal dem Fabio Venezia la proposta di incrementare di ulteriori 8 milioni la misura. Idea sostenuta anche dall’assessore al ramo Alessandro Aricò, che ha presentato l’emendamento del governo che avanza una cifra superiore, con +9,32 milioni di euro, per un totale di circa 17 milioni.
Ok anche ai 3 milioni per l’abbattimento delle liste d’attesa previsti dall’articolo 17. Incrementato il fondo per previsto dall’articolo 43 sull’acquisto e l’installazione, ma non per l’adeguamento, come spiegato dall’assessore al ramo Mimmo Turano, degli impianti di climatizzazione nelle aule scolastiche, da 16 a 20 milioni.
Buone notizie arrivano per gli autotrasportatori, in sciopero da giorni. Disco verde ai 15 milioni, già anticipati alla viglia dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, previsti all’interno dell’articolo 46, che stanzia ulteriori 15 milioni contro il caro carburante per il trasporto pubblico non di linea. Nello specifico 8 milioni per le imprese esercenti il servizio di noleggio autobus con conducente, 4,5 milioni di euro per le imprese e i titolari di autorizzazioni esercenti il servizio di noleggio con conducente mediante autovettura e 2,5 milioni per le imprese e i titolari di licenze esercenti il servizio taxi.
Termina l’attesa anche per la filiera del grano. Da 20 milioni aumenta a 50 milioni il fondo destinato alla cerealicoltura, previsto dall’articolo 59. Approvazione avvenuta dopo un lungo dibattito, con l’attacco delle opposizione all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino.
La lista delle emergenze: agricoltura, pesca… ma anche sblocca assunzioni e personale Enti locali
PD, M5S e Controcorrente hanno così consegnato l’elenco con gli articoli in via prioritaria: 14, 17, 43, 46, 59, 62, 68, 97, 123 comma 1 e comma 2. “Su questi temi siamo pronti a ritirare i soppressivi e votare all’unanimità“.
Si parte dalla votazione dell’articolo 14, gli 8 milioni per i contributi per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Seguiranno: l’articolo 17, i 3 milioni per l’abbattimento delle liste d’attesa; l’articolo 43, i 16 milioni per l’installazione degli impianti di climatizzazione nelle aule scolastiche, 12 milioni ai Comuni e 4 milioni a Liberi Consorzi e Città Metropolitane; l’articolo 46, i 15 milioni contro il caro carburante per il trasporto pubblico non di linea, noleggio autobus con conducente, NCC con autovettura e taxi; l’articolo 59, i 20 milioni, che come anticipato aumenteranno fino a 50 milioni, per la filiera del grano; l’articolo 62, gli 8 milioni per gli interventi a favore del settore della pesca, indennizzi per il mancato reddito delle imprese colpite dalle calamità di inizio 2026 e per gli equipaggi dei fermi pesca del 2022 a causa del covid non ancora pagati; l’articolo 68 estende la deroga al divieto di assunzione a tutto il personale delle Asp e delle aziende ospedaliere, non più al solo personale sanitario, e al personale tecnico a tempo determinato di Arpa Sicilia con contratto in scadenza al 30 novembre 2026; l’articolo 97, un milione agli Enti locali per aumentare le ore di lavoro del personale stabilizzato; l’articolo 123, relativamente ai 20 milioni per incrementare il fondo per i Comuni e i 3 milioni per l’adesione all’associazione Avviso pubblico – Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie.
Ok alla riscrittura dell’articolo 4
In attesa degli articoli indicati delle opposizioni, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha dato la precedenza alla votazione della riscrittura dell’articolo 4, i 9 milioni di euro per la costituzione di un fondo di solidarietà destinato all’erogazione di contributi a fondo perduto per l’abbattimento degli interessi pagati negli anni 2024 e 2025 sui mutui ipotecari a tasso variabile accesi per l’acquisto della prima casa. Con il nuovo testo l’importo massimo del contributo per ciascuna annualità aumenta da 1.500 a 2.500.
Ripartono i lavori. Le opposizioni: “Trattiamo subito le emergenze”
I lavori, guidati dal presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, a Sala d’Ercole sono ripartiti alle ore 11:18. Opposizioni subito all’attacco.
Dal capogruppo del Partito Democratico, Michele Catanzaro, la proposta di prelevare gli articoli relativi al caro carburante, l’agricoltura e le marinerie: “Ci sono articoli di interesse generale e che dovrebbero avere la priorità. Chiediamo sensibilità verso queste emergenza. La maggioranza si è compattata attraverso alcune norme, attraverso le mancette. Come opposizione abbiamo dimostrato che per le norme di carattere emergenziale ci siamo“. Soluzione rilanciata anche dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca: “Anticipiamo i temi più importanti nell’interesse delle categorie che stanno aspettando“.
“Non passi il messaggio che vogliamo perdere tempo. Compatti e uniti vogliamo che le norme per gli agricoltori e gli autotrasportatori vengano votate subito“. Ha ribadito il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che ha puntato il dito contro i territoriali, minacciando “se il maxi emendamento si farà, domani mattina andrò presso la procura della Repubblica per denunciare questo metodo folle. Una ripartizione che non guarda gli interessi dei siciliani e che potrebbe presentare dei profili di illegittimità“.
Dal vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola l’appello: “Il nostro è un atteggiamento legittimo. Estrapolando le norme emergenziali possiamo trovare un punto d’incontro. Facciamo una sintesi tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente e avanziamo gli articoli da trattare in maniera celere e veloce“.
Gli articoli già approvati
Nel corso del primo round a Sala d’Ercole sono otto gli articoli approvati. L’articolo 1, i 9 milioni destinati ai giovani, under quaranta residenti nell’Isola e con Isee inferiore a 35mila euro, per l’abbattimento della quota interessi maturata a fronte di mutui erogati dal sistema bancario a partire dall’1 gennaio 2026 per l’acquisto di immobili prima casa, è stato approvato dopo ben tre ore di dibattito.
Hanno incassato il disco verde anche l’articolo 2, i 10 milioni in materia di aiuti alle imprese, e l’articolo 3, i 9 milioni per l’abbattimento degli interessi sui prestiti al consumo, che ha visto l’allargamento della platea con l’innalzamento della soglia dell’Isee da 30mila a 35mila euro. Accantonato l’articolo 4, i 9 milioni di euro per la costituzione di un fondo di solidarietà destinato all’erogazione di contributi a fondo perduto per l’abbattimento degli interessi pagati negli anni 2024 e 2025 sui mutui ipotecari a tasso variabile accesi per l’acquisto della prima casa, in attesa di una riscrittura da parte del governo, si è giunti fino all’articolo 11.
Il confronto si è infuocato in più occasioni. E’ il caso dell’articolo 7, i contributi straordinari ai Consorzi di Bonifica di Palermo, Enna e di Agrigento, rispettivamente 2,12 milioni, circa 1,37 milioni e circa 4,4 milioni di euro, l’articolo 10, i 18 milioni per il finanziamento della progettazione degli interventi previsti dal Piano regionale di Gestione dei rifiuti – Stralcio urbani e l’articolo 11, “sopravvissuto” a ben tre tentativi di voto segreto, e che stanzia 2 milioni, un milione ad Aica e un milione all’Ati, per l’emergenza idrica nell’Agrigentino.
La nuova manovrina
La scorsa settimana si è rivelata decisiva per disegnare il nuovo scheletro dello strumento finanziario. La strada intrapresa è stata quello dello stralcio. Ben 50 articoli, più due che riguardano solo alcuni commi, sono stati esclusi. Le norme non saranno cestinate, troveranno spazio all’interno della Finanziaria, che approderà all’Assemblea già tra qualche settimana, nei primi giorni di novembre. Nel dettaglio sono stati sacrificati gli articoli: 6, 9, 13, 20, 24, 25, 28, 31, 33, 34, 38, 40, 41, 42, 45, 47, 50, 54, 56, 60, 66 commi 1,2 e 3, 67, 69, 70, 71, 72, 73 commi 1, 2, 3, 5 e 6, 74, 76, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 86, 87, 91, 92, 95, 103, 104, 105, 108, 110, 111, 114, 115, 116, 117 e 118. Dei 126 partoriti dalla II Commissione Bilancio, i superstiti sono 76 (CLICCA QUI). Una scrematura che ha permesso di liberare un bacino di circa ulteriori 100 milioni di euro da ridistribuire tra i comparti maggiormente in crisi e che necessitano di aiuti immediati. In particolar modo saranno destinati 50 milioni alla filiera del grano, 6 milioni agli Asacom, 9 milioni alle marinerie e 15 milioni agli autotrasportatori.



