L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) della Sicilia si trova a un passo dal collasso operativo. Con una scopertura d’organico che ha ormai superato la soglia critica del 70%, la struttura si regge in gran parte sul lavoro di personale a tempo determinato.
Per accendere i riflettori su una crisi che rischia di paralizzare i controlli ambientali e sanitari nell’isola, il sindacato CSA Regioni Autonomie Locali ha proclamato lo stato di mobilitazione.
L’appuntamento è fissato per martedì 21 luglio 2026 alle ore 15:00, a Palermo, dove i lavoratori daranno vita a un sit-in di protesta in Piazza del Parlamento, proprio sotto la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS). L’obiettivo della manifestazione è sensibilizzare il governatore Renato Schifani, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, l’assessore al Territorio Giusi Savarino e tutte le forze politiche affinché si trovi un’immediata soluzione normativa e finanziaria.
Il nodo delle stabilizzazioni e il blocco delle assunzioni
Il problema principale è legato alla imminente scadenza, fissata per il mese di novembre, dei contratti di 95 unità di personale altamente specializzato, assunto a tempo determinato tramite selezione pubblica. Sebbene esista una cornice normativa nazionale (il Decreto-legge 14 marzo 2025 n. 25, convertito con Legge 69/2025) che legittima e regolamenta i requisiti per la loro stabilizzazione entro il 31 dicembre 2026, l’iter è attualmente bloccato a livello regionale.
La Sicilia, infatti, sconta un blocco generalizzato delle assunzioni che rimarrà in vigore fino alle prossime elezioni. Senza una specifica deroga votata dal Parlamento siciliano e senza lo stanziamento di risorse stabili — quantificate in circa 5 milioni di euro annui — i contratti non potranno essere rinnovati, disperdendo così un patrimonio di professionalità essenziale.
La nota del sindacato CSA
Di seguito viene riportata integralmente la nota ufficiale inviata ai vertici della Regione Siciliana e firmata dal Segretario Generale del CSA Regioni Autonomie Locali, Giuseppe Badagliacca:
“L’Arpa svolge un ruolo fondamentale per la salute dei siciliani e non è accettabile che un ente così importante non venga messo nelle condizioni di funzionare al meglio: chiediamo al governo e all’Assemblea regionale una deroga al blocco delle assunzioni, prima che sia troppo tardi. Per questo domani alle 15,00 saremo in piazza del Parlamento per un sit-in. A novembre scadranno i contratti di 95 lavoratrici e lavoratori altamente specializzati assunti a tempo determinato mediante selezione pubblica e fondamentali per l’Arpa che registra una scopertura d’organico superiore al 70%. La legge nazionale ne consente la stabilizzazione ma il termine ultimo è il prossimo dicembre, per questo va approvata una specifica deroga al blocco delle assunzioni che rimarrà in vigore fino alle prossime elezioni. Chiediamo al governatore Renato Schifani, al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e a tutte le forze parlamentari di farsi carico di una vertenza che mette a rischio non solo il futuro di 95 famiglie, ma soprattutto la capacità operativa dell’Agenzia”.
“Nel mese di maggio 2025 esattamente giorno 14, è entrato in vigore il Decreto-legge 14 marzo 2025 n. 25 come convertito con Legge 69/2025: ‘Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni’. Nello specifico l’art. 2 comma 3 bis del D.L. 25/2025 prevede che ‘Al fine di potenziare l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Regione siciliana (ARPA Sicilia) e di recuperare e valorizzare la professionalità acquisita dal personale che ha prestato servizio presso la stessa, l’ARPA Sicilia può procedere, entro il 31 dicembre 2026, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di personale e nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali, alla stabilizzazione del personale non dirigenziale con la medesima qualifica posseduta, che sia in possesso di tutti i seguenti requisiti: a) risulti in servizio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto con contratti di lavoro a tempo determinato presso l’amministrazione che procede all’assunzione e sia stato reclutato attraverso procedure pubbliche conformi a quanto previsto dall’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ovvero attraverso lo scorrimento delle graduatorie degli idonei di concorsi pubblici per assunzioni a tempo determinato o indeterminato per i profili professionali corrispondenti, espletate anche presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione; b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2025, quindici mesi continuativi di servizio presso l’amministrazione che procede all’assunzione; c) abbia conseguito una valutazione della performance positiva; d) sia in possesso di tutti i requisiti, ivi compreso quello relativo al titolo di studio, previsti a legislazione vigente per l’assunzione nella pubblica amministrazione e per l’accesso alla qualifica di inquadramento’. Tale percorso (norma nazionale che legittima e norma successiva regionale che finanzi) sembra il percorso maggiormente cautelativo”.
“Per completezza si fa presente che nel caso specifico di ARPA Sicilia, al fine della stabilizzazione del personale a tempo determinato in servizio in possesso dei requisiti (circa 105 unità progetto iniziale) ad oggi nr. 87 unità in servizio, sarebbero necessarie risorse economiche aggiuntive per circa 5.000.000 annui. In aggiunta necessita che la Regione Siciliana e nello specifico l’ARS provveda, oltre al finanziamento con risorse stabili, ad una norma per la deroga alle assunzioni e una deroga ai limiti assunzionali, basata sul fatto che oggi ARPA Sicilia si trova in DISSESTO FUNZIONALE in quanto ha in organico soltanto il 30% del personale previsto; pertanto, necessita un ‘Piano straordinario assunzioni ARPA’, con un incremento di spesa del personale da finanziare con le maggiori assegnazioni da parte della Regione Sicilia. Ad oggi l’ARPA Sicilia ha la media di organico più bassa rispetto alle ARPA presenti nelle altre regioni d’Italia procedere ad un piano di assunzioni è necessario affinché si mettano in sicurezza le attività fondamentali che ARPA Sicilia da disposizioni di legge deve attuare come il monitoraggio dei corpi idrici della Sicilia e l’erogazione dei LEA (‘Prevenzione collettiva e sanità pubblica’) che includono la vigilanza sulle condizioni igienico-sanitarie, il controllo degli alimenti e delle acque, la gestione delle campagne vaccinali e la lotta alle malattie infettive. Indirettamente, rientrano in questa categoria la definizione dei piani sanitari, la ricerca e lo sviluppo, il supporto tecnico-scientifico e la formazione del personale sanitario, oltre alla pianificazione e organizzazione dei servizi a livello regionale e locale. Pertanto, è necessario intervenire con urgenza al fine di garantire le attività istituzionali dell’ARPA Sicilia. Si resta a disposizione per eventuali integrazioni e nella sensibilità di tutto il Parlamento Siciliano e del Governo Regionale per attenzionare la problematica e porre in essere le necessarie procedure.”





