“Nel corso dei decenni disposizioni fondamentali dello Statuto sono rimaste inattuate o applicate solo parzialmente. Alcune prerogative finanziarie non hanno trovato quella piena realizzazione che si immaginava; competenze previste non sono state esercitate fino in fondo; il principio autonomista, pilastro dell’impianto statutario, è stato talvolta indebolito da ritardi, inerzie, conflitti istituzionali e, dobbiamo dirlo con franchezza, anche da responsabilità interne”. Così il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, intervenendo al seminario di studi “Riflessioni sull’Autonomia a 80 anni dall’approvazione dello Statuto della Regione Siciliana” a Palazzo dei Normanni nell’ambito delle celebrazioni riguardanti l’ottantesimo anniversario dello Statuto.
“L’autonomia non è soltanto un insieme di norme – ha osservato Galvagno – è una responsabilità quotidiana, è capacità amministrativa, visione politica, coerenza istituzionale. Quando queste condizioni vengono meno, l’autonomia rischia di trasformarsi da opportunità in promessa non mantenuta”.
“Non dobbiamo avere timore di riconoscere – ha sottolineato Galvagno – ciò che non ha funzionato e farlo non significa sminuire lo Statuto; significa, al contrario, rispettarlo profondamente, perché lo Statuto non è un monumento da commemorare una volta l’anno: è un patto vivo tra istituzioni e cittadini, un patto che chiede di essere attuato, aggiornato, difeso”.
“Oggi, dunque – ha aggiunto – non celebriamo soltanto un anniversario ma rinnoviamo un impegno, quello cioè di completare il percorso dell’autonomia, l’impegno a rendere effettive le competenze previste e quello di rafforzare la leale collaborazione con lo Stato, nel rispetto reciproco delle prerogative. L’impegno ancora a trasformare l’autonomia in sviluppo, in servizi migliori, in opportunità per i giovani, in riduzione delle disuguaglianze”.
“Perché ottant’anni dopo – ha concluso il presidente dell’Ars – lo Statuto continua a indicarci una direzione: autonomia come responsabilità, come capacità di governo, come fiducia nella nostra comunità. Sta a noi dimostrare di esserne all’altezza”.
Al seminario, moderato dal segretario generale dell’Ars Fabrizio Scimè , ha visto sono intervenuti Agatino Cariola, docente di diritto costituzionale nel dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Catania; Roberto Di Maria, preside della facoltà di Scienze economiche e giuridiche della Kore di Enna; Giovanni Moschella, prorettore di Messina e Giuseppe Verde, docente di Diritto costituzionale al dipartimento di Giurisprudenza di Palermo.




