Un’interrogazione parlamentare urgente per chiedere al Governo regionale di intervenire a tutela dei distributori indipendenti di carburante e dei consumatori siciliani, penalizzati dagli effetti del tetto ai prezzi introdotto dalle grandi compagnie petrolifere. A presentarla sono i deputati regionali della Democrazia Cristiana, gli Onorevoli Carmelo Pace e Ignazio Abbate, che sollecitano un intervento presso il Governo nazionale per garantire prezzi equi e condizioni di concorrenza per tutta la rete distributiva.
“Il tetto ai prezzi dei carburanti introdotto dalle grandi compagnie rischia di trasformarsi in un boomerang per i distributori indipendenti siciliani. Mentre gli automobilisti possono beneficiare dei prezzi calmierati praticati dalle stazioni delle principali compagnie petrolifere, le cosiddette “pompe bianche” si trovano a fare i conti con costi di acquisto all’ingrosso più elevati, che impediscono loro di applicare gli stessi prezzi alla pompa e le espongono al rischio concreto di perdere clienti e, in prospettiva, di chiudere. Una distorsione del mercato che penalizza le piccole imprese e rischia di ripercuotersi anche sui consumatori” dichiararano Pace e Abbate.

Al centro dell’iniziativa parlamentare gli effetti del cosiddetto price cap introdotto da Eni nelle proprie stazioni Enilive, con il tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio. Una misura che, pur offrendo un beneficio immediato ai consumatori, ha determinato una situazione di forte squilibrio competitivo a danno delle cosiddette “pompe bianche”.
“Il problema – spiegano Pace e Abbate – è che i distributori indipendenti acquistano il carburante sul mercato all’ingrosso a condizioni economiche che, in molti casi, non consentono loro di praticare gli stessi prezzi delle grandi compagnie. Si è così verificato un paradosso: chi dovrebbe poter competere sul mercato libero si trova oggi a vendere a prezzi superiori rispetto a quelli applicati dalle grandi compagnie, pur rinunciando interamente ai propri margini di guadagno”.
Una situazione particolarmente preoccupante in Sicilia, dove la rete dei distributori indipendenti è costituita in larga parte da piccole imprese a conduzione familiare, che rappresentano un presidio economico e occupazionale importante per tanti comuni e territori dell’Isola.
“Secondo le ultime rilevazioni, così come affermano alcuni media, il 71% delle “pompe bianche” applica un prezzo della benzina superiore a quello calmierato, mentre per il gasolio la percentuale raggiunge il 59,6%. Inoltre, soltanto il 23% degli impianti siciliani analizzati, pari a 368 distributori su oltre 1.560, sarebbe riuscito a mantenere il prezzo del diesel sotto la soglia dei 2,20 euro al litro. Siamo di fronte a una distorsione che rischia di produrre conseguenze pesanti – proseguono i due deputati –. Da una parte abbiamo famiglie già fortemente provate dall’aumento del costo della vita, dell’energia e dei beni di prima necessità; dall’altra piccoli imprenditori che rischiano di essere espulsi dal mercato perché impossibilitati a competere con condizioni di acquisto e vendita profondamente diverse. Difendere i consumatori non può significare mettere fuori gioco le piccole imprese”.
I deputati della DC sollecitano inoltre l’attivazione di politiche concrete a sostegno dei redditi familiari, sempre più erosi dal rincaro dei carburanti e dell’energia, e chiedono la convocazione urgente di un tavolo regionale con le associazioni della distribuzione indipendente, dei gestori e dei consumatori.
“Occorre conoscere con precisione la consistenza della rete indipendente siciliana, monitorare i livelli occupazionali e individuare tempestivamente le aziende che si trovano già in condizioni di difficoltà. La Regione non può restare a guardare mentre una crisi internazionale rischia di travolgere attività economiche che, una volta chiuse, difficilmente potranno riaprire”, sottolineano.
“Il nostro obiettivo – concludono Pace e Abbate – è duplice: garantire ai siciliani prezzi dei carburanti più equi e sostenibili e impedire che le piccole imprese indipendenti vengano sacrificate da misure che, pur animate da buone intenzioni, rischiano di creare nuove e profonde disuguaglianze. Servono interventi urgenti, regole eque e condizioni di mercato che tutelino davvero tutti: cittadini, lavoratori e imprese”.




