Spesa farmaceutica, cardiochirurgia pediatrica e rete regionale della talassemia e delle emoglobinopatie. Sono questi i temi trattati oggi, 12 maggio, dalla VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari dell’Assemblea Regionale Siciliana, nell’ambito della prima serie di audizioni con il neo assessore alla Salute Marcello Caruso.
L’incontro arriva a pochi giorni dal giuramento di Caruso nella giunta guidata da Renato Schifani, ufficializzato il 6 maggio scorso a Sala d’Ercole. La seduta, presieduta da Giuseppe Laccoto, ha segnato un primo passaggio politico-istituzionale su tre dossier aperti della sanità siciliana, dalla sostenibilità della spesa farmaceutica alla continuità dei servizi specialistici, fino alla tenuta delle reti assistenziali dedicate ai pazienti cronici e fragili.

A margine dei lavori, il presidente della VI Commissione ha sottolineato il ruolo di indirizzo della Commissione e la disponibilità dell’assessore ad aprire un confronto con le parti coinvolte. “Abbiamo dato un indirizzo e l’assessore si è impegnato ad avviare i confronti necessari con i soggetti coinvolti. L’obiettivo è arrivare a soluzioni condivise, senza scaricare responsabilità sui professionisti e senza creare ulteriori disagi ai cittadini. La Commissione seguirà i passaggi successivi, mantenendo alta l’attenzione sui dossier affrontati oggi”.
Caruso ha rivendicato un metodo fondato sul confronto con la Commissione, con i ministeri competenti e con le realtà operative del sistema sanitario regionale. “L’obiettivo è individuare le correzioni utili nell’interesse dei cittadini e dei pazienti. Continueremo a lavorare con la Commissione, con il Ministero e con le strutture coinvolte, perché ogni scelta sulla rete ospedaliera, sulla spesa farmaceutica e sui percorsi assistenziali deve garantire continuità, qualità e responsabilità nelle decisioni”.
Razionalizzazione della spesa farmaceutica
La prima audizione ha affrontato la razionalizzazione della spesa farmaceutica territoriale, al centro delle polemiche dopo il decreto assessoriale n. 373 del 30 marzo 2026, che prevede nuovi obiettivi di contenimento per il biennio 2026-2027. Il provvedimento ha sollevato preoccupazioni tra medici di medicina generale e opposizioni, per il rischio che i nuovi vincoli possano tradursi in pressioni sui prescrittori e in difficoltà nell’accesso alle terapie, fino alla possibile mancata prescrizione di farmaci salvavita in alcuni casi.
Sul provvedimento era intervenuto nei giorni scorsi Mario Giambona, deputato regionale del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo PD all’Ars, che aveva chiesto un’audizione urgente dopo le criticità segnalate dai medici di medicina generale.
“È emblematico e per certi versi ci fa dire che questo decreto è inaudito. Inaudito perché abbiamo una spesa della farmaceutica convenzionata che oggi scopriamo essere al di sotto del limite imposto dalla normativa nazionale. In Sicilia siamo al 6,40%, mentre a livello nazionale il limite è del 6,80%. Non riusciamo quindi a capire perché, pur essendo virtuosi da questo punto di vista, dobbiamo essere oggetto di una rivisitazione che alla fine determina disagi per i medici di medicina generale e per i pazienti, che in alcuni casi potrebbero non ottenere la prescrizione di farmaci salvavita”.
Giambona ha poi richiamato l’esito del confronto con la Commissione e con l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso.
“Anche alla luce di questo elemento, siamo riusciti a ottenere una posizione unanime da parte di tutta la Commissione. È stata condivisa l’esigenza di rivisitare il decreto e di ritirare l’aspetto sanzionatorio. Abbiamo chiesto anche l’apertura di un tavolo tecnico con i medici di medicina generale. L’obiettivo è evitare che il provvedimento produca effetti negativi sulla salute pubblica e garantire che ogni scelta venga assunta nel confronto con chi opera ogni giorno sul territorio”.
Anche i medici di medicina generale presenti hanno espresso soddisfazione per l’apertura emersa durante l’audizione.
“L’onorevole ha descritto con chiarezza i punti fondamentali dell’incontro. Come parte medica abbiamo evidenziato le incongruenze del decreto e la parte politica ha recepito le nostre osservazioni, trasformandole in un percorso condivisibile. Il decreto va rivisto e corretto. Se necessario, come ha detto l’assessore Caruso, può anche essere sospeso o annullato. Per poi essere riscritto e discusso all’interno di una commissione che sarà individuata a breve. È stato un incontro positivo e proficuo, e va dato atto alla parte pubblica della sensibilità dimostrata”.
Cardiochirurgia pediatrica
La seconda audizione ha affrontato il futuro della cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Il confronto arriva dopo l’annuncio del Bambino Gesù di Roma di non proseguire il rapporto con il centro siciliano oltre la scadenza della convenzione, fissata al 30 giugno. La Regione ha già chiesto al Bambino Gesù la disponibilità a una proroga. Intanto attende il via libera dei ministeri della Salute e dell’Economia al nuovo piano della rete ospedaliera siciliana. Caruso ha annunciato per la prossima settimana un incontro a Roma con il presidente e il direttore dell’ospedale pediatrico. L’obiettivo è verificare le condizioni per proseguire il rapporto e garantire continuità al servizio.
Il passaggio tecnico riguarda proprio la nuova rete ospedaliera. Nel piano trasmesso dal governo regionale, la Regione mantiene la cardiochirurgia pediatrica a Taormina, con il raccordo del Policlinico di Catania, mentre individua Palermo come polo principale. In Commissione è emersa anche la possibilità di chiedere un’approvazione per stralcio della parte relativa alla cardiochirurgia pediatrica, così da consentire alla Regione di procedere più rapidamente agli accordi necessari tra l’Asp di Messina e il Policlinico di Catania.
Il Movimento 5 Stelle aveva già segnalato le criticità, con gli interventi di Carlo Gilistro, componente della Commissione, e Antonio De Luca. I due deputati hanno evidenziato che la soluzione non può limitarsi a una nuova convenzione temporanea, ma deve puntare a una rete capace di rendere la Sicilia progressivamente autonoma.
“La proposta è creare una rete fra le due strutture, con un unico soggetto che potrebbe essere il Bambino Gesù. Serve una struttura funzionale, non competitiva, anche dal punto di vista della formazione. Da anni Taormina chiede il personale necessario per diventare indipendente: non si può continuare a portare professionisti da fuori e poi perderli”, ha detto Gilistro.
L’obiettivo emerso nel corso dell’audizione è evitare che la scadenza della convenzione produca un’interruzione del servizio. La Commissione punta anche a scongiurare una fase traumatica per le famiglie. Intanto prosegue l’interlocuzione con i ministeri competenti sulla rete ospedaliera e sulla possibilità di definire uno stralcio dedicato.
In prospettiva, il confronto ha richiamato la necessità di costruire competenze stabili in Sicilia. L’obiettivo è mantenere il servizio a Taormina, rafforzare il polo di Palermo e ridurre nel tempo la dipendenza da professionalità esterne.
Talassemia ed emoglobinopatie
La terza audizione ha affrontato le criticità della rete regionale della talassemia e delle emoglobinopatie. Le preoccupazioni riguardavano la tenuta del sistema di presa in carico. Durante il confronto, l’assessorato regionale della Salute, con il contributo del DASOE e del Dipartimento per la Pianificazione strategica, ha chiarito che la rete resta confermata. L’assetto organizzativo non ha subito modifiche.
“La rete della talassemia esiste, non è stato toccato nulla e l’assistenza non è cambiata. Restano confermati i centri hub e spoke. I posti letto negli hub sono nove, mentre negli spoke vengono definiti in rapporto ai pazienti seguiti. In Sicilia ci sono circa 2.700 pazienti seguiti dalla rete regionale della talassemia e delle emoglobinopatie e deve essere garantito il mantenimento della loro presa in carico”.
L’assessorato ha quindi confermato l’attenzione sulla piena funzionalità della rete, sulla continuità delle cure e sul raccordo tra centri di riferimento e specialità, con l’obiettivo di evitare disagi ai pazienti e differenze territoriali nell’accesso all’assistenza.
Il tema si inserisce anche nel percorso della nuova rete ospedaliera, inviata a Roma dopo il via libera della giunta regionale alla revisione approvata il 24 febbraio 2026. Caruso ha richiamato il confronto in corso con i ministeri della Salute e dell’Economia e la necessità di arrivare a un assetto definitivo capace di recepire le correzioni utili ai territori e ai pazienti.
“Abbiamo avuto una continua interlocuzione con il Ministero. Abbiamo apportato anche le correzioni che ci erano state indicate, con l’obiettivo di arrivare quanto prima a una rete ospedaliera efficiente ed efficace. Le interlocuzioni continuano non soltanto con il Ministero, ma anche con le realtà operative. Siamo pronti a capire quali possano essere gli aggiustamenti utili, soprattutto per i cittadini e per i pazienti”.




