Minacce con un coltello, una bottiglia di benzina brandita per prospettare l’incendio dell’attività commerciale e, parallelamente, colpi messi a segno persino all’interno di una parrocchia. Si è conclusa con l‘arresto di un 49enne catanese un’articolata indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Catania Ognina e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura etnea.
Su richiesta della DDA, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 49enne, gravemente indiziato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e furto aggravato.
Le minacce ai commercianti con l’ombra della mafia
In un’occasione l’uomo si è presentato mostrando una bottiglia colma di benzina, minacciando di dare fuoco al locale; in un secondo episodio, invece, ha impugnato un coltello per rafforzare le pretese economiche.
Le testimonianze delle vittime, incrociate con i riscontri degli investigatori, hanno consentito di delineare la precisa escalation delle minacce e la matrice mafiosa delle condotte.
I furti in chiesa incastrati dalle telecamere
Gli accertamenti dei militari di Ognina hanno inoltre fatto luce su due furti commessi nel successivo mese di aprile ai danni di una chiesa catanese. Grazie all’accurata analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a identificare il 49enne mentre s’introduceva nei locali parrocchiali per rubare denaro e beni custoditi nella struttura religiosa.
Il provvedimento cautelare ed eseguito dall’Arma ha consentito di ricomporre un quadro indiziario solido, mettendo in correlazione reati di diversa natura ed eseguendo la misura restrittiva in carcere.




