La Super Zes ruba ancora la scena a Sala d’Ercole. A oltre sette mesi dall’approvazione in Finanziaria, l’articolo 4, uno dei più simbolici e rappresentativi all’interno del testo della Manovra, non è stato ancora attuato. Un fatto che non è passato inosservato tanto che l’esame in aula del Defr 2027-2029 si è rivelato il momento giusto per riaprire l’argomento, rappresentando secondo le previsioni dell’imminente triennio uno dei pilasti essenziali per l’economia siciliana e il tessuto produttivo e imprenditoriale dell’Isola. Tutto dimenticato? Non proprio. Anzi, novità importanti potrebbero materializzarsi in autunno.
Lo scontro De Luca-Dagnino infuoca (ancora) l’aula
De Luca vs Dagnino. Un faccia a faccia a cui i più assidui osservatori delle sedute a Sala d’Ercole sono ormai abituati. A distanza di mesi il terreno di scontro è ancora la Super Zes. In occasione della lunga maratona della Finanziaria tra i temi più dibattuti spicca quello relativo alla Zona economica speciale, tra numerose riscritture, parole al veleno e dure prese di posizioni da parte del leader di Sud chiama Nord, che ha fatto della semplificazione in campo burocratico una delle sue principali bandiere. Decisivo in tal senso il ruolo da mediatore del presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno. Dopo ore e ore l’articolo 4, così come appare in Gazzetta Ufficiale, è stato alla fine partorito.
A febbraio lo stanziamento di 200 milioni di euro dalla programmazione delle risorse complementari del fondo di rotazione del Fesr 2021-2027, a seguito dell’accordo raggiunto pochi giorni prima a Roma, tra il presidente Renato Schifani e il ministro agli Affari europei Tommaso Foti. Un provvedimento che ha permesso di integrare le risorse già finanziate dallo Stato e consentire di ottenere il massimo tasso di contribuzione possibile dal credito d’imposta per finanziare gli investimenti delle aziende nell’Isola.
Poi siamo giunti a martedì, quando la discussione generale del Documento di economia e finanza regionale si è trasformata nell’ennesimo ring. Il motivo? La mancata attuazione, ad oggi, della norma nonostante gli impegni assunti a dicembre 2025. Come si apprende anche dal comma finale dell’articolo 4 le disposizioni attuative sarebbero dovute essere individuate con decreto dell’assessore regionale per l’Economia d’intesa con l’assessore regionale per le Attività Produttive, ma ad oggi nulla. A questo si aggiunge la risposta non pervenuta ad una richiesta di chiarimenti, da parte del sindaco di Taormina, inviata un mese fa.
Toni accesi in aula trascinati per due giorni e che hanno lasciato dietro di sé alcuni interrogati: che fine hanno fatto gli schemi, i protocolli e le convenzioni?
Dagnino: “Novità a ottobre”
“Nessun rallentamento. C’è un iter complesso su una norma innovativa“. Ha spiegato a ilSicilia.it l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, che, con cautela, ha tracciato una linea temporale delle prossime tappe, pronte a concretizzarsi entro la fine dell’anno: “Siamo l’unica Regione con la Super Zes. L’abbiamo pensata, l’abbiamo fatta approvare e l’abbiamo resa il più potente possibile, aggiungendo ai fondi regionali quelli extraregionali. La rinegoziazione dei fondi extraregionali prevede un iter ed è in corso. Lo sta seguendo il direttore del dipartimento per la Programmazione, Vincenzo Falgares. L’altro giorno ci ha aggiornati in giunta e si attendono novità probabilmente nel mese di ottobre. Puntiamo a rendere operativa la misura entro l’anno. C’è dietro un grande lavoro. E’ una vicenda che seguiamo da vicino e a cui tiene molto il presidente Schifani“.
Insomma, la norma vedrà presto la luce, ma richiederà ancora del tempo. Un altro passo importante e atteso, che permetterà di velocizzare diverse procedure, non solo l’iter della Super Zes, sarebbe stato rappresentato ieri dalla decisione pronunciata del Consiglio di giustizia amministrativa in relazione alla presunta e possibile obbligatorietà del parere preventivo dello stesso Cga per i decreti assessoriali o interassessoriali adottati sulla base di specifiche disposizioni di legge regionale e la cui mancanza è stata stabilita come non determinante per l’illegittimità dell’atto. La questione era sorta in occasione della rimozione del limite del “de minimis” nell’applicazione della misura da 150 milioni di euro che disciplina gli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, previsti dall’articolo 1 dell’ultima Finanziaria. Un passaggio reso necessario al fine di scongiurare incertezze interpretative potenzialmente estensibili a numerosi provvedimenti regionali e ai procedimenti di spesa già avviati.
In quest’ultimo contesto rientrerebbe anche un altro decreto, sempre legato all’articolo 4 che regola la Super Zes: i 10 milioni di euro previsti tra le righe del comma 7 da destinare alle agevolazioni per garantire su tutto il territorio regionale il massimale di percentuale consentito dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Il testo sarebbe infatti già pronto, ma a tenerlo “chiuso nel cassetto” sarebbe stata l’attesa per l’esito del Cga.
Cos’è la Zes Unica
Obiettivo della Zona economica speciale è quello di tendere una mano al tessuto imprenditoriale locale, passando attraverso la crescita della sua attrattività per gli investimenti e gli insediamenti produttivi. Le Zes sono state introdotte in Italia nel 2017 e diventate operative dal 2021 per rilanciare gli investimenti nelle Regioni meno sviluppate e in transizione del Paese. La Zes Unica, considerata un’importante opportunità per l’Isola, ha una storia abbastanza recente, istituita con il Decreto Sud (decreto legge 124/2023), unendo così le 8 Zes esistenti al fine di promuovere un più ampio coordinamento e integrazione del complesso delle risorse stanziate e rendere l’area più attrattiva anche sul piano internazionale, la riforma ha inteso superare la suddivisione e passare ad uno strumento completamente rinnovato, comprendente le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Ma come si inserisce la norma regionale? Il tanto discusso articolo 4 si avvale delle facoltà previste dalla legge nazionale, che a partire dal 1° gennaio 2024 ha introdotto la Zes Unica. Secondo l’articolo 14, infatti, “ciascuna Regione interessata può presentare al ministro per gli Affari europei, Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, al ministro per la Pubblica amministrazione e al ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa una o più proposte di protocollo o di convenzione per l’individuazione di ulteriori procedure semplificate e regimi procedimentali speciali”.
Un sostegno che potrebbe rivelarsi significativo per le imprese siciliane, considerando anche i numeri emersi dal report di fine maggio sulla Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. Secondo i dati nell’Isola sono state avviate complessivamente 232 nuove iniziative produttive, con quasi un miliardo di euro di investimenti diretti e oltre 2.300 assunzioni. Solo nel biennio della Zes Unica sono state rilasciate 180 autorizzazioni uniche, che hanno attivato oltre 800 milioni di euro di investimenti, mentre l’impatto economico complessivo generato arriva a oltre 9 miliardi di euro.




