Il ciclone Harry ha devastato la Sicilia. Un quadro drammatico che emerge in tutta la sua veemenza dalle prime stime fornite dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile. La perturbazione che ha colpito l’Isola fra il 19 gennaio e il 21 gennaio ha prodotto danni per almeno 740 milioni di euro. Fra i settori più danneggiati dall’ultima ondata di maltempo c’è quello delle infrastrutture portuali. Per rimettere a posto gli scali marittimi siciliani, devastati nei giorni scorsi dal transito della perturbazione mediterranea, serviranno oltre 85 milioni di euro. Una somma che richiederà un intervento deciso da parte delle istituzioni. Elemento, quest’ultimo, su cui l’eurodeputato di FdI e componente della commissione europea sulla Pesca Giuseppe Milazzo ha voluto rassicurare tutti gli operatori economici dell’isola: “Il Governo non lascerà sole le aziende siciliane“.
Porti, i danni causati dal passaggio del ciclone Harry in Sicilia
Gli scali marittimi siciliani hanno subito danni, come sopra ricordato, intorno agli 85 milioni di euro. La provincia che ha riportato i maggiori danni, sotto questo aspetto, è quella di Catania. Gli scali marittimi etnei necessiteranno di circa 32 milioni di euro. Seguono le strutture della provincia di Messina (15 milioni), Palermo (13,5 milioni), Agrigento (12 milioni), Siracusa (8,5 milioni), Trapani (3,7 milioni) e Ragusa (1 milione).
Milazzo: “Porti siciliani risorsa irrinunciabile”
Un fascicolo che dovrà gestire il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci. A rassicurare sull’impegno del Governo Nazionale sull’emergenza in Sicilia dettata dal maltempo è l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo. “Il Governo, nella persona del presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e del ministro Nello Musumeci, ha ribadito che non farà mancare il proprio sostegno. I porti, per l’Italia e per la Sicilia, sono infrastrutture strategiche che devono essere rimesse in funzione al più presto. Sono opere di collegamento, di scambi commerciali e turistici. Sono fondamentali. Siamo in contatto con i rappresentanti del Governo affinchè ci sia la giusta attenzione per i danni che ha causato questo ciclone. Anche perchè, le stime potrebbero crescere visto che andranno fatti ulteriori approfondimenti“.
La necessità di garantire tempi rapidi
Il componente della commissione europea sulla pesca ha lodato la macchina della prevenzione. Ma ha guardato anche al futuro, aspettandosi un adeguamento delle strutture ai moderni standard di sicurezza. “Siamo felici che non ci siano state vittime. L’allerta ha funzionato. Ora deve funzionare l’immediatezza nell’impiegare le risorse necessarie per porre in essere interventi sui nostri porti. Per farli meglio di come erano stati realizzati. Perchè forse, anche lì, qualche domanda andrebbe fatta“.
Da Palermo, nei giorni scorsi, era partito l’appello per indire lo stato di emergenza regionale. Richiesta raccolta dal governatore Renato Schifani. Tuttavia, i danni sono ingenti e servirà una collaborazione di tutti gli attori istituzionali per riportare le cose all’ante ciclone Harry. Fatto su cui Giuseppe Milazzo, citando alcune eccellenze dell’Isola, ha lanciato un appello al centrodestra siciliano e nazionale. “Ci sono le marinerie più importanti qui in Sicilia. Ci sono le marinerie di Mazara del Vallo, di Porticello, di Sciacca. E’ fondamentale sostenere queste aziende. Si sta dibattendo su quale sia la migliore strategia d’intervento. Certamente, questi operatori economici non possono essere lasciati soli“.
Ciclone Harry in Sicilia, oggi sopralluogo di Schifani a Catania
Ieri, nell’ambito della seduta straordinaria di Giunta Regionale tenuta a Palermo, il governatore Renato Schifani ha diramato lo stato di emergenza, stanziando i primi fondi da destinare agli interventi più urgenti. Si tratta di una somma di circa 70 milioni di euro. Di questi, 50 milioni di euro sono operativi fin da subito. Mentre la quota parte da 20 milioni di euro richiederà una norma ordinamentale da approvare all’Ars alla prima seduta utile. Chiaramente, non basta. Le prime stime dei danni effettuate dalla Protezione Civile Regionale parlano di una cifra almeno dieci volte superiore (740 milioni di euro), suscettibile peraltro di ritocchi verso l’alto e a cui andranno comunque aggiunti i danni indiretti subiti da cittadini ed imprese.
Sul tavolo di Palazzo d’Orleans sono al vaglio diverse soluzioni. Fra quelle paventate dall’ex presidente del Senato, in una conferenza stampa tenuta ieri a Palermo, figurano una riorganizzazione della programmazione dei fondi FSC (Fondi Sviluppo e Coesione), nonchè la possibilità di accedere al Fondo di Solidarietà Europea. Una buona parte del lavoro dovrà comunque farla il Governo Nazionale. Un fascicolo che dovrà gestire l’ex presidente della Regione Nello Musumeci. Il ministro per la Protezione Civile si è già recato in alcune località etnee colpite dal ciclone Harry. Luoghi in cui, oggi, è atteso il sopralluogo del governatore Renato Schifani.




