La Città Metropolitana non riesce ad ingranare. Si è tenuta ieri mattina, presso Palazzo Comitini, l’Assemblea dei Sindaci della provincia di Palermo. La riunione dei primi cittadini dell’hinterland, alla quale ha partecipato anche Roberto Lagalla, era stata convocata per la necessità di esprimersi sulla bozza di Statuto votata dal Consiglio Metropolitano a fine ottobre. Un passaggio chiave per dare operatività ad un organo che, ad oggi, è privo di consiglieri delegati e regolamento d’aula.
Fatto che ha sostanzialmente limitato l’operatività di Sala Martorana, ridotta quasi sempre a votare delibere tecniche o debiti fuori bilancio. A nove mesi di distanza dalle elezioni di secondo livello infatti, l’ente non si è ancora dotato neppure della figura del vicesindaco metropolitano. Lagalla, in realtà, avrebbe già potuto procedere alla scelta del suo numero due. Tuttavia, quest’ultima resta vincolata agli equilibri della maggioranza. Confini impossibili da definire senza un quadro completo. Ma il centrodestra palermitano dovrà aspettare. L’Assemblea dei Sindaci si è presa del tempo per decidere. O per meglio dire, per approfondire l’analisi del testo. Circa un mese. Un periodo nel quale verrà mantenuta l’attuale situazione d’interregno.
Si formeranno quattro commissioni per analizzare il testo
La riunione è iniziata intorno alle 11.30, in seconda convocazione. Presenti una cinquantina di sindaci della provincia di Palermo. Poco più del quorum necessario fissato al 50%+1 degli aventi diritto (42). Un vertice al quale hanno partecipato anche alcuni consiglieri metropolitani nella loro doppia veste di primi cittadini. Dopo i preamboli di rito, si è entrati nel vivo della discussione. Dibattito dal quale è emerso che la maggioranza dell’assise ha concordato di prendersi un mese di tempo per valutare l’attuale bozza di Statuto. A tal proposito, verranno composte quattro commissioni formate dai sindaci dell’hinterland. A condividere la proposta di ulteriori approfondimenti è stato anche il sindaco Roberto Lagalla. Tuttavia, il dato resta. Il Consiglio Metropolitano dovrà attendere non solo per conoscere i nomi dei consiglieri delegati, ma anche per dotarsi di un regolamento d’aula. Inoltre, ogni proposta di modifica che verrà fuori dalle commissione presupporrà un ritorno in aula del testo. Un elemento non di poco conto e che potrebbe rallentare il via libera allo Statuto.
Numero di delegati e vicesindaco metropolitano: gli equilibri nel centrodestra
Qualcuno potrebbe decidere di giocare sul tempo. Soprattutto se nelle maggioranza non si riesce a trovare una quadra sulla ripartizione delle deleghe. Gli incarichi, interamente a titolo gratuito, potranno essere affidati fino ad un massimo di nove consiglieri metropolitani. Tuttavia, le deleghe più ambite restano quelle al patrimomio, all’edilizia scolastica e alle infrastrutture. Fatto di cui Roberto Lagalla dovrà tenere conto, anche alla luce dei nuovi equilibri all’interno della sua maggioranza. Al momento, la coalizione a sostegno del sindaco si compone di tredici elementi. Cinque sono in quota Forza Italia, tre di Fratelli d’Italia, due della Democrazia Cristiana e infine uno a testa per Lavoriamo Per Palermo-Grande Sicilia, Lega e Forza Palermo. Un elemento da non trascurare non solo nella generale ripartizione dei consiglieri delegati, ma anche e soprattutto in vista della scelta del futuro vicesindaco metropolitano.




