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Le attività

Controlli nei ristoranti di Catania, sanzioni e sequestri: lavoratori in nero e alimenti non tracciati

sabato 9 Maggio 2026

Proseguono le attività di controllo della task force coordinata dalla Polizia di Stato nelle attività commerciali per verificare il possesso delle autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande, la regolarità delle posizioni lavorative del personale dipendente, le condizioni di sicurezza sugli ambienti di lavoro.

Le verifiche sono state coordinate dai poliziotti della squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania, che hanno operato congiuntamente al personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana, agli ispettori dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ai medici e ai tecnici dei Servizi Veterinari, Igiene Pubblica, Servizio Sicurezza e Prevenzione sui luoghi di lavoro del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, agli agenti del settore “annona” della Polizia Locale.

I controlli hanno riguardato due ristoranti nei pressi di Piazza Cavour, ove sono state riscontrate criticità che hanno determinato la contestazione di sanzioni amministrative.

In un primo ristorante, la Polizia Locale ha accertato diverse irregolarità strutturali, sanzionando il titolare per circa 8000 euro per il mancato rispetto delle norme edilizie e, in particolare, relative all’impianto di climatizzazione, costruito abusivamente senza la certificazione di agibilità.

I tecnici dello Spresal hanno rilevato carenze nell’impianto elettrico e hanno riscontrato spazi angusti nel locale cucina tali da non permettere un adeguato passaggio, soprattutto nell’ipotesi di eventuale fuga in caso di emergenza.

Quanto al rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare, i medici veterinari, insieme al personale del Corpo Forestale, hanno sanzionato il titolare per la presenza di alimenti privi dei requisiti di tracciabilità, sequestrando contestualmente 17 kg di alimenti, tra carne, pesce e formaggi, contestando una sanzione pari a 1500 euro.

Le irregolarità maggiori sono state riscontrate dall’Ispettorato del Lavoro. Un dipendente su cinque è risultato assunto in nero, irregolarità che ha fatto scattare una sanzione pari a 1950 euro e la sospensione dell’attività imprenditoriale fino alla sua regolarizzazione che dovrà avvenire con contestuale pagamento di ulteriori 2500 euro. Inoltre, è stato accertato che tutti i dipendenti, sin dalla loro assunzione, erano stati pagati in contanti, metodo che non consente la tracciabilità dei pagamenti effettuati. Per quest’ultima violazione è stata contestata la sanzione pari a 1666 euro, per singolo pagamento effettuato; l’importo totale di tale sanzione verrà stabilito solo dopo che l’Ispettorato del Lavoro avrà completato gli accertamenti, valutando il rapporto tra le ore lavorate e i pagamenti ricevuti, ipotizzando un importo di svariate centinaia di migliaia di euro.

Il secondo controllo ha interessato un ristorante adiacente e, anche in questo caso, svariate irregolarità sono state rilevate dalla Polizia Locale e dai tecnici dello Spresal in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra le violazioni accertate quelle inerenti al rischio connesso a sistemi elettrici privi di protezione, l’omesso rispetto dei requisiti edilizi, i presidi medici della cassetta di pronto soccorso scaduti e altre lievi carenze di manutenzione della struttura. Anche in questo caso, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha rilevato la presenza di un lavoratore non regolarizzato, applicando le relative sanzioni. Nessuna irregolarità è stata riscontrata per quanto riguarda la tracciabilità e lo stato di conservazione degli alimenti, rilevando, al contrario, il pieno rispetto della normativa in materia e la buona qualità dei prodotti alimentari offerti al pubblico.

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