“C’è chi dice no“, recita la celebre canzone di Vasco Rossi. In questo caso, a dire no, sono i commercianti di corso Calatafimi, a Palermo. Motivo del contendere è l’istituzione di una pista ciclabile nel tratto fra piazza Indipendenza e l’area nei pressi della Rocca di Monreale. Un progetto finanziato con fondi PON-Metro e che si muove nella direzione, intrapresa dall’Amministrazione Comunale, di potenziare la mobilità sostenibile. Una strategia che non convince però né gli operatori economici, né le autorità politiche territoriali.
I commercianti di corso Calatafimi dicono “no” alla pista ciclabile
Partendo dal cuore pulsante dell’economia di corso Calatafimi, in tanti si mostrano perplessi rispetto alla creazione di una pista ciclabile. “Siamo contrari perchè il modo in cui verrebbe fatta non è idonea all’arteria stradale – spiega Giuseppe D’Amico, commerciante della zona -. Creerebbe solo disagi alla viabilità, al commercio e ai residenti. In corso Calatafimi ci sono oltre 2000 posteggi. Di questi, 1000 rischiano di saltare. Dove si vanno a mettere questi mezzi?“.
Già, i parcheggi. Un tallone d’Achille per Palermo. Fatto sottolineato anche da Salvatore Margiotta, nella vita farmacista. “Stiamo parlando di Palermo. Una città in cui abbiamo problemi di parcheggio e di concentrazione di servizi. E’ un’estremizzazione per fare una pista ciclabile in una città non organizzata, semplicemente per soddisfare le indicazioni europee e gli interessi di chi la vuole costruire“. E Rosario Craparotta, titolare di un’attività su corso Calatafimi, aggiunge. “Non ha senso fare una pista ciclabile qui. Ci sono caserme, attività commerciali ed ospedali. Sono qui da trent’anni. Si va contro il concetto stesso di produzione, i commercianti e chi vive qui“.
Le critiche dei residenti
Una situazione che non lascia dormire sogni tranquilli nemmeno agli abitanti delle aree limitrofe. “Sono preoccupato – dichiara Fabio Lana, residente nella zona di piazza Indipendenza -. Con una pista ciclabile del genere su corso Calatafimi si andrebbe ad appesantire il traffico in un’area già di per sè complesse nelle ore di punta. Significherebbe restringere ancora di più la sede stradale in ingresso. A mio parere è una follia“.
Di Vincenti (IV Circoscrizione): “Comune ci ascolti”
A contestare il provvedimento dell’assessore Maurizio Carta è il presidente della IV Circoscrizione Giuseppe Di Vincenti. L’esponente di Noi Moderati racconta di aver intrapreso una serie di atti finalizzati a trovare una soluzione intermedia fra quanto previsto dagli uffici del Comune di Palermo e quanto richiesto dai titolari di attività di corso Calatafimi. Ma quando sembrano che si fosse raggiunto un accordo, da Palazzo delle Aquile è arrivata la doccia gelata di un progetto fedele ai piani originali. “Le piste ciclabili sono a vantaggio dell’1% dei cittadini – sostiene Giuseppe Di Vincenti -. Prima di mettere in sicurezza i ciclisti, bisognerebbe aiutare i pedoni e i portatori di handicap. Poi ci sarebbe da sistemare le strade, creando al contempo dei parcheggi per supplire a quelli persi. Solo dopo tutto questo, si potrebbe discutere di un simile progetto. Come avviene in tutte le città europee“.
La risposta dell’Amministrazione
Una battaglia alla quale sono seguite una raccolta firme spontanea di cittadini e residenti della zona, ma anche una richiesta di incontro con il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore Maurizio Carta. Ed è proprio l’esponente di Lavoriamo Per Palermo, promotore del progetto, a fare il punto sulla situazione. “Gli uffici stanno ancora lavorando al progetto di dettaglio. Quando avremo le proposte incontreremo la circoscrizione e i portatori di interesse come abbiamo sempre fatto. Nei prossimi giorni avremo i dettagli“. Parole che non chiudono al confronto. Anche se il caso di specie evidenzia come il decentramento politico non ha ancora trovato attuazione nel capoluogo siciliano.



