Terminato con l’iter tra le Commissioni, il Defr 2027-2029 scalda i motori in vista dell’esame a Sala d’Ercole. Il Documento di economia e finanza regionale non ha ottenuto il parere positivo in I e in IV Commissione (CLICCA QUI). Una bocciatura non vincolante, che non ne rallenterà il percorso, ma che rappresenta certamente un segnale al governo regionale. L’assenza di alcuni deputati di maggioranza al momento della votazione ne è la prova. Un atto di natura tecnica ed essenziale per la programmazione economica e delle linee strategiche da perseguire per il futuro triennio e che al suo interno contiene materie di diversa natura. Il Defr ha incassato l’ok anche in II Commissione Bilancio, dove le uniche osservazioni da integrare al testo sono giunte dalla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate.
Le proposte avanzate
“Le proposte recepite riguardano interventi concreti e strategici per la Sicilia. In particolare, ho chiesto di prevedere adeguate coperture finanziarie per incrementare le ore di lavoro del personale degli enti locali assunto con contratto part-time a tempo indeterminato, una misura attesa da migliaia di lavoratori e indispensabile per garantire servizi più efficienti ai cittadini. Grande attenzione è stata inoltre rivolta alla Protezione civile regionale con la previsione di risorse destinate all’acquisto di nuovi mezzi nonché per i Comuni per l’adeguamento e predisposizione dei piani di Protezione Civile“. Ha spiegato il deputato della Democrazia Cristiana.
Tra le raccomandazioni accolte “figura anche la copertura finanziaria per l’attuazione della riforma della polizia locale, così come il sostegno ai piccoli Comuni attraverso risorse per compartecipare al pagamento delle polizze assicurative contro il rischio di soccombenza nei giudizi risarcitori. Ho inoltre proposto il potenziamento dei fondi di rotazione destinati alla progettazione delle opere pubbliche degli enti locali, uno strumento fondamentale per consentire ai Comuni di partecipare ai bandi e realizzare interventi strategici sul territorio. Un altro punto qualificante riguarda la previsione di risorse per l’istituzione del dipartimento regionale di sanità veterinaria e sicurezza alimentare, insieme alle coperture finanziarie necessarie per il disegno di legge sulla parità retributiva di genere. Particolare sensibilità è stata riservata anche agli orfani delle vittime di femminicidio, prevedendo specifiche risorse per l’attuazione della relativa normativa. Infine, ho chiesto l’istituzione di un fondo di solidarietà destinato ai Comuni in dissesto finanziario per consentire la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dei cimiteri dove i Comuni non sono in grado di intervenire creando disservizi ai cittadini, nonché l’avvio del riordino delle Ipab, una riforma attesa da anni“.
“Si tratta – ha concluso Abbate – di un pacchetto di proposte che nasce dall’ascolto quotidiano delle esigenze dei territori e degli amministratori locali. Il recepimento di queste raccomandazioni rappresenta un importante risultato politico e istituzionale. Adesso auspico che il percorso si concluda positivamente con l’approvazione del Defr in aula la prossima settimana, così da imprimere un indirizzo chiaro all’azione del Governo regionale sui temi che stanno più a cuore ai siciliani“.
I numeri del Defr
Un Pil cresciuto in Sicilia dello 0,6% nel 2025 e con prospettive stabili di incremento tendenziale nel 2026 e nel 2027, in cui è previsto l’aumento di mezzo punto percentuale annuo. È questo lo scenario delineato dal Defr, che certifica risultati incoraggianti per l’Isola, maturati pur in un contesto internazionale fortemente incerto a causa delle tensioni geopolitiche.
Il quadro della crescita risulta in miglioramento, considerando anche la spesa per investimenti già programmata dalla Regione. Con l’ulteriore apporto della manovra regionale 2026-2028, è ipotizzabile una crescita tendenziale del Pil fino all’1,7% sia nel 2026 sia nel 2027.
Come ogni anno, il Defr contiene le linee di programmazione delle politiche e rappresenta un documento di analisi approfondita dello stato dell’economia. Tra i dati segnalati, quello dell’occupazione vede la Sicilia crescere dell’1% nel 2025, oltre le performance nazionali che si fermano allo 0,8%. La Regione, inoltre, in conseguenza alle scelte di bilancio adottate nei mesi scorsi, diminuisce il suo debito pubblico da 4,025 miliardi nel 2025 a 2,193 miliardi nel 2026.
Un ulteriore dato positivo è quello che riguarda la numerosità delle imprese. Il sistema imprenditoriale siciliano alla fine del 2025 ha mostrato segnali di vivacità, con un saldo positivo di oltre 6mila imprese registrate, risultato che discende da una tenuta delle nuove iscrizioni, oltre 24mila, e da una contrazione delle cessazioni, oltre 18mila). Lo stock di imprese registrate si attesta su 463.772 unità, con un tasso di crescita dell’1,34%, superiore a quello dell’anno precedente e tra i più elevati in Italia.




