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Che fine hanno fatto gli atti relativi ad Amat e Rap?

Dalla fretta di fine anno all’inerzia di oggi, Consiglio comunale a due facce sui contratti di servizio delle Partecipate

giovedì 5 Marzo 2026
Palazzo delle Aquile, piazza Pretoria, Comune di Palermo
Comune di Palermo

Dalla fretta all’inerzia. Poca carne al fuoco in questo inizio di 2026 per il Consiglio Comunale di Palermo. Ieri l’aula si è espressa positivamente sull’approvazione del nuovo regolamento sui cosiddetti “stalli rosa“. Parcheggi con una tariffazione agevolata che saranno dedicati alla donne in gravidanza e alle mamme di bambini piccoli. Viene colmato così uno dei tanti vuoti normativi che divide il capoluogo siciliano dal resto d’Italia. Una “conquista” sulla quale si è registrata un corsa incessante, da destra a sinistra, a chi aveva più meriti. E dopo? Cosa prevede il calendario del Consiglio Comunale? Poco o nulla.

Oggi a Sala Martorana è attesa infatti una seduta interlocutoria relativa ai debiti fuori bilancio. Poi, la prossima settimana di lavori si dovrebbe aprire con l’audizione dell’assessore Fabrizio Ferrandelli. Il resto è un mistero. La domanda sorge spontanea: che fine ha fatto tutta la frenesia di fine anno relativa alla necessità di approvare i contratti di servizio di Rap e di Amat?

Che fine hanno fatto le integrazioni dovute da Rap?

Era fine novembre. In Consiglio Comunale regnava il caos. Motivo del contendere l’allora bozza del contratto di servizio di Rap. Un documento sul quale pendevano oltre 80 emendamenti, finito al centro delle polemiche a causa di alcune carenze documentali. Motivo per il quale l’aula consiliare di Palermo decise di approvare una pregiudiziale per prendere tempo. Agli uffici furono concessi dieci giorni. Ciò a causa di una spada di Damocle chiamata ARERA, ovvero l’Agenzia Ministeriale che detta le regole del gioco a tutte le aziende che si occupano di gestione della raccolta dei rifiuti.

Proprio l’organismo nazionale infatti, ha segnalato da fine 2023 alcune carenze dell’attuale contratto di servizio in vigore in casa Rap. Fatto per il quale aveva chiesto delle integrazioni, pena la possibilità di ricorrere a delle sanzioni. Circostanza peraltro ricordata, in numerose lettera, anche dall’ente territoriale SRR Palermo 1 presieduto da Natale Tubiolo. Ma, insegna Einstein con la sua celebre teoria, “il tempo è relativo“. Ovviamente si scherza. Ma da quella decisione d’aula sono passati oltre tre mesi. E delle integrazioni richieste da Sala Martorana nemmeno l’ombra.

Cosa succede in casa Amat?

Tutto congelato, così come è accaduto all’altro contratto di servizio atteso in Consiglio Comunale, ovvero quello di Amat. L’atto risulta all’ordine del giorno dell’aula addirittura da maggio. Tuttavia è andato incontro a numerosi rinvii. L’ultimo, deciso a fine anno, ha portato ad una proroga della scadenza dei termini a fine marzo. Gli ultimi aggiornamenti risalgono alla settimana scorsa. Momento nel quale la III Commissione consiliare ha audito il presidente di Amat Giuseppe Mistretta e l’assessore al Ramo Maurizio Carta.

Al centro del dibattito è finita la nota interna, redatta da alcuni dirigenti di via Roccazzo, in cui venivano segnalati una serie di rilievi alla bozza di contratto di servizio. Perplessità che, secondo gli ultimi rumors raccolti dai microfoni di Radio Palazzo, sarebbero state superate. A metterlo nero su bianco sarà, con ogni probabilità, una relazione che dovrebbe redigere il CdA di Amat nei prossimi giorni. Tanto da far spingere la conferenza dei capigruppo convocata martedì mattina ad ipotizzare una calendarizzazione del prelievo già per la prossima settimana.

Amella (M5S): “Serve cambio di passo”

Ottimismo che non trova concorde l’esponente del M5S Concetta Amella. La consigliera comunale pone precise domande alle società Partecipate coinvolte, chiedendo un cambio di passo rispetto all’impasse regnata in questo inizio di 2026.

Il contratto di servizio è un documento centrale nella vita delle nostre aziende Partecipate. In ragione di ciò, non capisco tutto l’impasse regnato fino ad oggi. Sull’atto relativo a Rap, pendeva la minaccia di una multa da parte di ARERA già nel mese di dicembre. Dopo la giusta pregiudiziale votata in Consiglio Comunale, attendiamo ancora la risposta dell’azienda. Sul fronte Amat invece, il documento risulta iscritto all’ordine del giorno già dal mese di maggio. Pur tuttavia, dall’azienda non risulta ancora pervenuta una risposta definitiva sulla forma e la sostanza dell’atto. Le ultime notizie parlano di una relazione che dovrebbe essere partorita dal CdA sulla base del ritrovato accordo fra la governance e i dirigenti di via Roccazzo. Tuttavia, l’ennesima scadenza fissata al 31 marzo si avvicina. Per questo, chiediamo un’accelerazione ad Amat sul contratto di servizio. Un altro rinvio sarebbe una vera sconfitta per tutti. A cominciare dai lavoratori“.

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