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Il profilo

Daniela Faraoni alla guida di Infratel Italia: una nomina strategica che pesa come un ministero

venerdì 24 Luglio 2026

La nomina di Daniela Faraoni alla Presidenza di Infratel Italia rappresenta molto più di un semplice avvicendamento ai vertici di una società pubblica. È una scelta di altissimo profilo istituzionale, politico e strategico che porta una delle manager pubbliche più autorevoli della Sicilia alla guida di uno degli snodi decisivi dello sviluppo infrastrutturale e digitale del Paese.

Infratel Italia, società in house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy controllata da Invitalia, costituisce oggi il principale braccio operativo dello Stato per la realizzazione delle infrastrutture digitali nazionali: banda ultra larga, reti strategiche, copertura delle aree interne, digitalizzazione della pubblica amministrazione e attuazione di una parte fondamentale degli investimenti del Pnrr. Una struttura che gestisce miliardi di euro di investimenti pubblici e che riveste un ruolo cruciale nella sicurezza tecnologica, nella competitività economica e nella modernizzazione dell’Italia.

La Presidenza di Infratel è dunque un incarico che, per peso amministrativo, capacità di indirizzo e rilevanza strategica, viene considerato da molti osservatori assimilabile a un vero ministero tecnico. Non si tratta soltanto di governance aziendale: il presidente di Infratel svolge una funzione di raccordo permanente tra Governo, ministeri, Regioni, operatori industriali e istituzioni europee, incidendo direttamente sulle grandi politiche di innovazione e sulla velocità della trasformazione digitale nazionale.

In questo scenario si inserisce il profilo di Daniela Faraoni, manager pubblico con oltre trent’anni di esperienza ai vertici della sanità italiana e della pubblica amministrazione. Nata a Santa Caterina Villarmosa il 12 settembre 1959 e laureata presso Università degli Studi di Urbino Carlo Bo in Giurisprudenza, Faraoni ha costruito una carriera caratterizzata da incarichi apicali ad elevatissima complessità amministrativa, economica e gestionale.

Assessore Regionale della Salute della Regione Siciliana sino a pochi mesi fa, ha guidato processi di riequilibrio economico-finanziario, controllo della spesa pubblica, certificazione dei bilanci e rafforzamento dei sistemi di governance e compliance del sistema sanitario regionale. Esperienze che l’hanno portata a supervisionare strutture con bilanci superiori ai due miliardi di euro annui, coordinando sistemi organizzativi tra i più complessi della pubblica amministrazione italiana.

Prima dell’incarico assessoriale, Daniela Faraoni è stata Direttore Generale e Commissario Straordinario dell’ASP di Palermo, nonché D.A. dell’ASP di Catania, dell’ASP di Caltanissetta, dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo e dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento. Un percorso professionale costruito sulla gestione strategica, sul controllo amministrativo, sull’efficientamento organizzativo e sulla capacità di guidare grandi strutture pubbliche anche in contesti particolarmente complessi ed emergenziali.

Le sue competenze manageriali sono state ulteriormente consolidate attraverso una intensa formazione specialistica nel campo della governance sanitaria, del management pubblico, del controllo dei costi, dei sistemi di budget, del performance management e dell’innovazione amministrativa.

Nel corso della carriera, Faraoni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Feel Rouge Awards come “Manager dell’anno” e il premio “Best in Sanitas” per i progetti innovativi legati alla prevenzione sanitaria.

La sua nomina alla Presidenza di Infratel Italia assume quindi un valore anche altamente simbolico e operativo: da un lato il riconoscimento di una figura femminile di straordinario profilo manageriale; dall’altro la scelta di affidare una delle cabine di regia più delicate e potenti dello Stato a una dirigente con comprovata esperienza nella gestione di sistemi complessi, grandi risorse pubbliche e processi strategici di trasformazione.

In una fase storica in cui la sfida digitale coincide sempre più con la sovranità economica, infrastrutturale e tecnologica del Paese, il ruolo del presidente di Infratel Italia è destinato ad assumere un peso ancora maggiore, con una centralità istituzionale ormai paragonabile a quella di un dicastero strategico.

Daniela Faraoni, per esperienza, autorevolezza istituzionale, capacità amministrativa e visione strategica, appare oggi come un profilo pienamente in grado di interpretare questa funzione di alta governance nazionale.

Resta il rammarico per la nostra Regione ma, purtroppo, si sa: “nemo propheta in patria”.

Nino Germanà

Esprimo il mio compiacimento per la nomina di Daniela Faraoni, già assessore alla Salute della Sicilia, alla guida di Infratel Italia, società in house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, controllata da Invitalia e in prima linea nella realizzazione delle principali infrastrutture digitali del Paese. Si tratta di un incarico di grande importanza conferito ad una donna che si è distinta per capacità manageriali e amministrative nelle diverse funzioni alle quali è stata chiamata. Infratel Italia sviluppa la sua azione in settori quali: banda ultra larga, reti strategiche, copertura delle aree interne, digitalizzazione della pubblica amministrazione e attuazione di una parte fondamentale degli investimenti del Pnrr. Si tratta di una struttura che gestisce miliardi di euro di investimenti pubblici e che riveste un ruolo cruciale nella sicurezza tecnologica, nella competitività economica e nella modernizzazione dell’Italia. A Daniela Faraoni i miei migliori auguri di buon lavoro”. Lo afferma Nino Germanà, senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia.

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