Il Governo di Liberazione abbraccia la provincia di Agrigento. Nuovi ingressi e altri scossoni all’orizzonte sono pronti a materializzarsi. Cateno De Luca torna a parlare in conferenza stampa aprendo tanti e nuovi possibili scenari, dall’Ars a Roma. All’orizzonte c’è la nuova legge elettorale, ma anche la definizioni dei perimetri delle coalizioni in vista del 2027 e delle diverse tornate elettorali: nazionali, regionali e amministrative.
Il nuovo progetto nazionale
Sud chiama Nord si affaccia sul piano nazionale. Un 1,5% che rappresenta certamente un piccolo passo, ma che permette al movimento di concretizzarsi come realtà non più solo siciliana. Si guarda a tutto il Sud e gli obiettivi sono chiari: “Sud chiama Nord ha avuto la capacità di non farsi assorbire né dal centrodestra né dal centrosinistra e oggi nel quadro nazionale la sua posizione è indispensabile. Siamo soltanto all’inizio“.
Il 27, 28 e 29 ottobre a Roma sarà presentato il manifesto nazionale, la piattaforma programmatica di ScN, con altre figure e movimenti che entreranno a far parte del progetto nazionale. Prima un altro appuntamento importante: il 4 ottobre.
“Ad Assisi verrà stabilita la strategia dell’evoluzione che ci permetterà di puntare al 3%. Sarà un incontro a porte chiuse con rappresentanti nazionali di più partiti. Sarò lì da spettatore, ma non sarò l’unico spettatore. Poi la conferenza stampa il 27 ottobre. Se si evolve come mi auguro cambieranno gli equilibri nazionali“. Prossima settimana, invece la conferenza stampa alla Camera che svelerà la scelta del posizionamento di Sud chiama Nord nel quadro nazionale.
“Rispetto ad altri movimenti politici che appaiono e scompaiono, la nostra posizione è radicata nei territori e nelle istituzioni. Il nostro è un elettorato identitario“. Progetto Civico? “Ha l’effetto viagra. Non è altro che il riposizionamento nazionale di alcuni personaggi, di forze già esistenti, già amministratori di PD e M5S. diverso posizionamento di forze già esistenti“.
“Il nostro movimento è autonomista a trazione meridionalista. Possiamo puntare ad un 1/3 dell’elettorato. Stiamo parlando del Sud, fino alla Campania. In questi territori la partecipazione al voto, come in Sicilia e in Calabria, è minore. Qualunque investimento sul brand Sud chiama Nord – ha spiegato De Luca – non può andare oltre una certa percentuale: il 7-8%“.
I nuovi ingressi ad Agrigento
Gaspare Castronovo, Marianna Zampito e Salvatore Fanara. Sono questi i nomi dei tre nuovi ingressi in Sud chiama Nord. Tre consiglieri di Favara, pronti a riscrivere gli equilibri nella provincia di Agrigento.
“Agrigento – ha sottolineato De Luca – diventa simbolo di sfida tra ‘cazzari’ e chi fa le cose. Da queste scelte ne seguiranno altre“. Un passaggio che promette di far “saltare il banco cristallizzato ad Agrigento e ad effetto domino creerà ovviamente una situazione di destrutturazione regionale“.
Altre date da cerchiare in rosso. La più importante il 14 ottobre: “Sarà la data ultima entro la quale i deputati dovranno fare una scelta, se nascerà e ci sarà un’evoluzione con la creazione di un gruppo nuovo. Sarà un gruppo diverso e non un ampliamento di Sud chiama Nord. L’obiettivo è quello di creare un gruppo che farà parte della strategia del Governo di Liberazione“.
Non solo Agrigento. Domani è attesa una nuova conferenza stampa, dove questa volta verrà posto l’accento su Palermo: “In questo momento abbiamo preferito cambiare le priorità, in considerazione dell’accelerazione della nuova legge elettorale. Abbiamo detto chiaramente che non abbiamo nessun interesse a fare la guerra, non ci interessa mettere Lagalla in difficoltà. I consiglieri comunali attuali, tra poco ne arriveranno altri, non hanno nessun mandato da parte nostra nel mettere in difficoltà questa maggioranza, sono stati eletti con Lagalla ed è giusto che completino in questi termini. Naturalmente siamo oltre Lagalla. Sarà un cantiere diverso da quello nazionale“. Prossima settimana sarà la volta di Trapani.



