“Esiste una legge regionale, la n. 26 del 2020, che impone al presidente della Regione di presentare annualmente all’Assemblea regionale siciliana una relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, sulle leggi approvate e sugli atti di indirizzo votati dal Parlamento. Una norma chiara, che non lascia spazio a interpretazioni. Eppure, il presidente Renato Schifani continua a ignorarla.” Lo dichiara il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, intervenendo all’Ars segnalando quella che definisce “una sistematica violazione delle prerogative del Parlamento siciliano”.
“Schifani – aggiunge il deputato regionale – ha presentato il programma di governo con ritardo e, successivamente, ha riferito all’Aula una sola volta sull’attuazione dello stesso. Da allora più nulla. Siamo ormai alla vigilia del quarto anno di legislatura e il Parlamento non ha mai avuto la possibilità di verificare concretamente quali obiettivi siano stati raggiunti, quali riforme siano state realizzate e quali risultati siano stati effettivamente conseguiti”.
De Luca evidenzia come l’Ars abbia introdotto per i sindaci precisi obblighi di rendicontazione annuale, prevedendo anche sanzioni per chi non adempie. “Abbiamo giustamente preteso dai sindaci trasparenza e rispetto degli impegni assunti con gli elettori – osserva il leader di ScN – oggi, però, assistiamo al paradosso di un presidente della Regione che si sottrae agli stessi obblighi previsti dalla legge regionale. Non possono esistere amministratori di serie A e amministratori di serie B.”
“Ho chiesto al presidente dell’Ars – sottolinea Cateno De Luca – di intervenire formalmente affinché venga ristabilito il rispetto delle norme approvate da questo Parlamento. Non è accettabile che il presidente della Regione continui ad agire come se le leggi fossero facoltative”.
“Se davvero questa legislatura è ormai giunta al capolinea – conclude Cateno De Luca – Schifani abbia almeno il coraggio di fare ciò che fanno i sindaci alla conclusione del proprio mandato: venga in Aula, presenti una relazione di fine mandato, spieghi ai siciliani cosa è stato fatto in questi quattro anni e poi si restituisca la parola agli elettori. La Sicilia merita verità, trasparenza e rispetto delle istituzioni, non un governo che considera il Parlamento un semplice spettatore”.



