La Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo vuole vederci chiaro sul bando relativo ai fondi per la Democrazia Partecipata. Con una nota inviata oggi, l’esponente di Forza Italia Giulio Tantillo ha chiesto alla Segreteria Generale del Comune il riesame istruttorio della documentazione prodotta dai partecipanti al bando, congelando ogni atto attuativo della procedura.
Approfondimenti ritenuti necessari dal numero uno di Sala Martorana sulla base della nota inviata il 2 luglio scorso dalle consigliere comunali Mariangela Di Gangi (PD) e Giulia Argiroffi (Oso-Controcorrente). Documento, di cui ha parlato la redazione de ilSicilia.it, nel quale le due esponenti delle opposizioni sottolineavano “elementi di collegamento personale, familiare, organizzativo e professionale che rendono necessario verificare se l’applicazione della previsione secondo cui ciascun soggetto istante può presentare una sola proposta sia avvenuta in modo coerente con i principi di effettiva pluralità e parità di accesso alla procedura“. Nota seguita, a 24 ore di distanza, da una richiesta di sospensione firmata dai consiglieri comunali Franco Miceli, Rosario Arcoleo, Alberto Mangano e Fabio Giambrone.
Argiroffi: “Amarezza per quanto emerso”
Soddisfatta del risultato raggiunto la capogruppo di Oso-Controcorrente Giulia Argiroffi. “La Presidenza ha condiviso la nostra richiesta di riesame istruttorio dei progetti dichiarati vincitori e la sospensione di ogni atto attuativo nelle more delle necessarie verifiche. È una decisione che va nella direzione della trasparenza e della tutela della credibilità dell’intero percorso. Resta però l’amarezza per quanto emerso. È profondamente svilente che un’iniziativa nata con l’ambizione di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città rischi di trasformarsi in un sistema di votazioni veicolate attraverso CAF o altre reti organizzate, finalizzato a finanziare progetti che, secondo gli elementi emersi, sembrerebbero riproporre contenuti pressoché identici, presentati da soggetti legati da rapporti familiari e riconducibili a precisi riferimenti politici“.
Di Gangi: “Uffici facciano luce sul bando”
Insomma, verifiche rigorose per togliere ogni dubbio. Come sostenuto dall’esponente del PD Mariangela Di Gangi. “Prendiamo atto delle richieste di approfondimento avanzate dalla Presidenza del Consiglio Comunale sulle presunte irregolarità, dopo la nostra denuncia in aula. Se fosse confermato che nei primi tre posti della graduatoria figurino due progetti presentati da soggetti con la medesima sede legale, peraltro coincidente con quella di un CAF, si tratterebbe di un ulteriore elemento quantomeno paradossale e da approfondire. Una circostanza che, da sola, non dimostrerebbe alcuna irregolarità, ma porrebbe una questione politica ed etica che non può essere ignorata“.
“A quanto denunciato in aula, evitando di fare considerazioni di carattere politico, si aggiungerebbe un’altra notizia, ancora più grave. Se fosse confermata infatti l’organizzazione da parte di un noto esponente politico di una serata pubblica per ringraziare quanti avrebbero votato i progetti risultati vincitori nell’ambito del bando sulla Democrazia Partecipata, il punto non riguarderebbe più soltanto la graduatoria. Ci chiederemmo infatti cosa vi sarebbe da ringraziare e a quale titolo. In quel caso, ci augureremmo intanto di avergli rovinato la festa, dato che quel finanziamento è quantomeno da riesaminare. Ma se questa ricostruzione trovasse conferma, sarebbe intanto molto grave che chi governa tentasse di falsare del tutto il significato di questa misura per distorcere l’uso dei fondi per fini propagandistici e politici“.
“Ringraziamo quindi la Presidenza del Consiglio Comunale per la richiesta di approfondimenti. Approfondimenti però che andranno necessariamente chiesti anche ad altri organi competenti, per accertare se, oltre all’ennesima prova di indecenza morale cui il centrodestra ci ha abituati, non si sia di fronte anche a un’ipotesi di reato a danno del Comune di Palermo e della Regione Siciliana“.
Giambrone, F. Miceli, Arcoleo e Mangano: “Caf in campo, seri dubbi su trasparenza”
Ringraziamenti ai quali si uniscono anche i l’esponente del Gruppo Misto Franco Miceli, il capogruppo del PD Rosario Arcoleo nonchè gli esponenti di AVS Alberto Mangano e Fabio Giambrone. “Apprendiamo con soddisfazione che la nostra richiesta di sospensione e di verifica attenta delle procedure e delle modalità di definizione della graduatoria nell’ambito dell’istituto della “Democrazia Partecipata, è stata accolta. La nota del Presidente del Consiglio consente di attuare una verifica affinché la democrazia partecipata sia un processo reale e non il solito meccanismo non trasparente ed equivoco. Anche in questo caso i CAF sono scesi in campo a sostegno di questa e di quell’altra proposta e ciò lascia seri dubbi sulla trasparenza della partecipazione democratica. Auspichiamo che si faccia chiarezza e che prevalgano i progetti sociali e culturali che sono un prezioso patrimonio della nostra città“.




