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Droga, sequestrata a Carini piantagione di marijuana che avrebbe fruttato 350.000 euro

sabato 21 Agosto 2021
cannabis
Foto Fb

Nell’ambito della costante attività di controllo economico del territorio svolta dai Reparti del Comando Provinciale di Palermo, in stretta sinergia con il Reparto Operativo Aeronavale GdF del capoluogo siciliano, i finanzieri della Tenenza di Carini hanno proceduto al sequestro di una piantagione di canapa indiana.

In particolare, in esito ad un’attività di ricognizione operata dalla Sezione Aerea Gdf di Palermo, è stata individuata un’estesa coltivazione di marijuana nascosta tra la fitta vegetazione dell’agro carinese.

Pertanto, le Fiamme Gialle della Tenenza di Carini hanno immediatamente intrapreso un’intensa attività di osservazione, espletata anche in orari notturni ed in una zona boscosa ed impervia, circondata da fitta vegetazione che ne rendeva difficile l’accesso. Tale attività si è conclusa con il sequestro di oltre 260 piante di canapa indica, del terreno in cui insisteva la coltivazione e di materiale e prodotti chimici.

Le piante, di oltre due metri di altezza, si trovavano al punto di massima fluorescenza e risultavano pronte per essere raccolte per la successiva essiccazione e immissione sul mercato illegale che anima la “movida estiva”. Il terreno utilizzato per l’illecita coltivazione si estendeva per circa 7 are ed era provvisto di un sistema di irrigazione automatico che prelevava l’acqua da un limitrofo pozzo idrico.

All’atto dell’intervento i finanzieri rinvenivano anche numerosi flaconi di fertilizzante di diverse marche necessari per la accelerare la crescita delle piante.

I relativi riscontri esperiti permettevano di denunciare A.M. classe ’79, già gravato da precedenti specifici, alla Procura della Repubblica di Palermo per violazione dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 – Testo Unico sugli Stupefacenti, in quanto responsabile della coltivazione nel terreno, risultato da anni in stato di abbandono.

Al termine del ciclo produttivo e del processo di essiccazione le piante avrebbero consentito di immettere nelle “piazze di spaccio” oltre 120 kg di marijuana con introiti per l’economia criminale superiori ai 350.000,00 euro.

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