L’associazione dei comuni in Sicilia ha messo ieri nero su bianco, in un documento presentato nel corso di una conferenza stampa all’Ars, l’agenda delle priorità degli enti locali, rivendicando perentoriamente un’attenzione specifica negli obiettivi da raggiungere da parte della politica siciliana e nazionale.
Il presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando ha affondato i colpi senza usare particolari riserve: “Si parla della crisi delle famiglie, della crisi delle imprese, ha detto, ma nessuno dei candidati parla della profonda crisi dei Comuni e di come affrontarla, chi si candida deve capire che i Comuni sono delle aziende sul territorio che si occupano di dare servizi ai cittadini: la politica non può tenere nell’angolo gli enti locali“. Si tratta di qualcosa di più di un semplice promemoria per il prossimo governatore della Sicilia e per il parlamento regionale.
Per Anci Sicilia serve “personale qualificato per potere attingere alle risorse del Pnrr“, come si evince dal documento: “È necessario intervenire – si legge – sulla normativa nazionale in materia di personale per consentire l’assunzione di figure professionalmente qualificate e garantire il turnover a seguito dei tanti pensionamenti“. L’assunzione di responsabilità che viene chiesta ai politici scesi in campo per la doppia competizione elettorale di fine mese necessita, secondo il presidente di Anci Sicilia, di “un confronto basato sulla parità di condizioni istituzionali al di là delle appartenenze politiche“.
In Sicilia 300 comuni su 391 non hanno provveduto all’atto fondamentale dell’approvazione del bilancio di previsione, “e – ha ribadito Orlando – se permane questa condizione di sofferenza dei comuni il Pnrr rimarrà fuori dalla Sicilia“. Per scongiurare la molteplicità negativa di tutti questi effetti i rappresentanti delle amministrazioni locali, articolano un piano di richieste che prevede l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali (Cal) nella Regione siciliana; il raddoppio delle risorse regionali in favore dei comuni (passate da 1 miliardo del 2009 a 240 milioni) e definire una intesa tra Stato, Regione siciliana e autonomie locali per superare le criticità finanziarie di carattere strutturale; lo svincolo del 50% del fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde), ma anche la possibilità di ridurre i fondi di garanzia; la sospensione della sanzione per mancata compilazione dei questionari Sose e comunicazione dati contabili; consentire l’assunzione di personale qualificato; approvare norme a tutela della dignità istituzionale degli amministratori locali; riformare l’attuale governance in materia di rifiuti, acque, energia, protezione civile; favorire il governo del territorio; promuovere processi virtuosi di sviluppo economico e sociale dei territori. Molti di questi non sono casi dell’ultima ora. Va scongiurato, primo tra tutti, l’effetto avvitamento a cascata tra l macro cause e i guai locali.





