Dalle circoscrizioni al risiko delle alleanze in vista delle elezioni comunale e regionali del 2027. E’ un fiume in piena Vincenzo Figuccia che, in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, ha presentato la sua proposta e la lettera indirizzata ai primi cittadini delle tre Città Metropolitane oltre che disegnato il quadro politico del centrodestra in Sicilia, partendo dalla nuova Lega ormai immersa nel mondo autonomista e centrista.
La proposta sul decentramento
Il deputato questore del Carroccio all’Assemblea ha aperto l’incontro “Decentramento amministrativo ed elezione diretta. L’ente locale che vogliamo” esponendo fin da subito le ragioni della sua iniziativa. “C’è un contrasto netto tra la norma e quello che succede nei territori. Abbiamo una legge che permetterebbe alle circoscrizioni di agire e invece oggi sono solo organismi consultive e senza risorse. Crediamo nel decentramento. La sua mancata applicazione crea vuoti nel territorio“.
Figuccia ha così riportato alcuni numeri. A Palermo, per esempio, sono 80 i componenti del circoscrizioni, 9 consiglieri e un presidente. Una spesa totale di 1,5 milioni l’anno, a cui si aggiungono ulteriori 360mila euro di costi extra. Non va certamente meglio a Catania e Messina, dopo lo schema si ripete, per un totale di 10 milioni di euro l’anno per degli organismi ad oggi impotenti di poter agire sul proprio territorio di riferimento, dall’illuminazione alla strade, fino ai rifiuti. Ma in cosa consiste quindi la riforma regolamentare per il rilancio delle circoscrizioni nei Comuni Metropolitani della Sicilia? L’esponente della Lega lo ha spiegato all’interno della sua lettere inviata a Roberto Lagalla, Enrico Trantino e Federico Basile.
L’obiettivo è quello di trasformare ogni circoscrizione in un hub amministrativo e tecnico, senza frammentare l’unità dell’ente comunale o intaccare le prerogative che la legge assegna ai Comuni. L’idea è quella di un modello operativo per dotare le circoscrizioni di strumenti economici e gestionali stringenti, capaci di garantire interventi rapidi, un controllo capillare del territorio e una reale partecipazione democratica dei cittadini, restituendo così dignità politica ai consigli circoscrizionali. Il Comune avrà così il compito di bandire macro-accordi quadro centralizzati, suddivisi in lotti funzionali corrispondenti alle circoscrizioni per la manutenzione delle strade, del verde e delle scuole. La titolarità dell’accordo quadro resterebbe in capo al Comune, ma la facoltà di attivare i singoli interventi, tramite specifici ordinativi, e la direzione o il controllo dei lavori verrebbero delegati direttamente alle circoscrizioni. Tra le novità sostanziali anche la previsione di uno sportello del cittadino e la presenza di presidi sociali per il contrasto del disagio giovanile nelle periferie.
Un discorso analogo vale anche per l’elezione diretta per i Liberi Consorzi e le Città Metropolitane. Nei giorni scorsi la Lega ha presentato un disegno di legge: “Con questo sistema elettorale vigente – ha dichiarato Figuccia – la viabilità in provincia è finita, come l’arredo urbano, le scuole e l’assistenza ai disabili. Auspichiamo che il ddl per l’elezione diretta dei consigli provinciali venga approvato. Ci sono le condizioni per farlo. Avevamo l’approvazione del ministro Calderoli. In altre Regioni, come in Friuli, la norma è operativa“.
L’appello a Cateno De Luca, il richiamo all’Mpa e l’onda Vannacci
“Nel momento in cui Schifani non sarà garantito dal suo partito nazionale, si penserà a delle alternativa sia per quanto riguarda la guida della città sia del governo regionale. La Lega è una forza di governo che ha dimostrato di esprimere governatori all’altezza e sono convinto che non manchino uomini di questo tenore anche in Sicilia“. Così Figuccia ha introdotto la questione relativa al futuro del centrodestra e della Sicilia. Il 2027, infatti, sarà un anno determinante con il ritorno alle urne.
La Lega ha già le idee ben precise: il centrodestra deve ripartire da un progetto centrista e autonomista. In questo contestano rientrerebbero Sud chiama Nord e la Democrazia Cristiana. “De Luca è un amico. Ho fatto esperienza con lui nell’Udc. Abbiamo fatto tante battaglie insieme“. Da qui l’appello: “A Cateno dico una cosa dico una cosa: smetta di giocare in un terreno che non è il suo. Con la sinistra non ha nulla a che fare“. Per quanto riguarda invece la DC “la matrice sturziana – ha sottolineato – è comune. Siamo stati vicini in diverse battaglie e bisognerà mettere a sistema le esperienze che ognuno ha maturato nel proprio territorio di riferimento e non mi riferiscono solo ai parlamentari“. La Lega “oggi è il partito che promuove le identità territoriali. E’ il partito storicamente più presente negli ultimi 40 anni nello scenario politico“.
Inevitabile un passaggio sull’Mpa. Un rapporto controverso quello tra autonomisti e Carroccio, ad oggi ai ferri corti dopo gli scontri, anche in occasione degli ultimi tavoli regionali, e nati all’indomani delle elezioni amministrative. Figuccia ha così teso la mano, aprendo ad un nuovo dialogo. Pace in vista? “Lombardo è un uomo di grande esperienza. Nel suo movimento sta vivendo una fase di rinnovamento generazionale. Si uniranno le ragioni che ci uniscono perché sono superiori a quelle che ci dividono. Le guerre fratricide sono inutili. Siamo certi della nostra forza di metterci insieme“.
E dove si collocano in questo quadro FdI e FI? “A livello nazionale c’è un tavolo permanente tra queste tre forze: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Qui ci siamo concentrati sui movimento locali. A Roma c’è un tavolo nazionale dove si decide. Credo di poter dire che in Sicilia FdI e FI saranno ben lieti dell’area che abbiamo allargato e che potranno sostenere questo progetto“.
E Vannacci? Negli ultimi mesi, infatti, una nuova variabile si è inserita nello scacchiere politico. Le voci si rincorrono, anche quelle relative ad una possibile campagna acquisti del generale proprio tra le fila della Lega, così come avvenuto a livello nazionale. “Il gruppo della Lega si è riunito ieri sera. Eravamo tutti insieme a cena. Non c’è desiderio da parte di nessuno di fare cose diverse. La Lega per vocazione ha una matrice sturziana, distante da quel tipo di fughe in avanti. E’ difficile che questo laboratorio possa realizzarsi. Da un lato c’è De Luca che catalizza il voto di protesta, mentre a sinistra c’è La Vardera. Non c’è spazio. Ho incontrato Vannacci quando era nella Lega può dare una mano all’interno del centrodestra. Il partito però è unito“.
Proprio al leader di Controcorrente Figuccia ha dedicato pure un passaggio: “La Vardera ha voglia si sperimentare, ma con PD e M5S si squaglierebbe. E’ destinato ad una corsa solitaria che ci avvantaggia“.
Il deputato questore è così andato nel dettaglio dei due attesi appuntamenti elettorali del 2027: “Schifani e Lagalla bis? Mah, vedremo“. Il tavolo con De Luca sembra prendere forma anche per le elezioni comunali dove il leader di Sud chiama Nord ha già annunciato la presentazione di un suo candidato a Palermo: “La partita viene giocata su entrambi i tavoli. Non faremo cose diverse a Palermo e in Sicilia. Sono due tavoli che vanno giocati in contemporanea e ci porteranno ad un risultato importante insieme“. In questi giorni si è parlato anche del nome della meloniana Carolina Varchi: “L’ho incontrata ieri – ha spiegato Figuccia – ci siamo messaggiati. E’ una donna competente, brava, ha dimostrato di avere grandi capacità di aggregazione del territorio. Sicuramente è una dei protagonisti di questa partita“.




