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FdI ha impiegato oltre due mesi per sciogliere la matassa

Fatto il vicesindaco, si lavora alle Partecipate: le mosse sullo scacchiere del centrodestra di Lagalla

sabato 11 Luglio 2026
Lagalla, Alaimo e Tantillo

Due mesi e mezzo. Tanto ci ha messo Fratelli d’Italia ad indicare ufficialmente il nome di Brigida Alaimo per il ruolo di nuovo vicesindaco di Palermo. Era il 22 aprile quando da Roma arrivò la chiamata per Giampiero Cannella, scelto dalla premier Giorgia Meloni per ricoprire il ruolo di sottosegretario alla Cultura. Due le caselle lasciate vacanti dall’ex coordinatore regionale di FdI. Sulla prima, quella di assessore alla Cultura, ci sono stati pochi dubbi fin dall’inizio. Antonio Rini, dato come favorito dagli ambienti meloniani a Palermo, ha poi conquistato lo scranno in Giunta. Fatto che ha dato rappresentanza nell’esecutivo alla corrente dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò.

Sulla seconda invece sono venute fuori tutte le contraddizioni e i contrasti fra le altre due correnti maggioritarie del partito: quella che fa riferimento all’eurodeputato Giuseppe Milazzo e quella che invece si identifica con la parlamentare nazionale Carolina Varchi. Strade che si sono divise nella seconda metà del 2025 e che ad oggi non si sono più incrociate. Da Roma l’ordine era chiaro: Brigida Alaimo era il nome scelto per l’incarico. Ma Milazzo, fin da subito, si è opposto a tale decisione, portando avanti il profilo dell’assessore Dario Falzone. Una “fiera resistenza” conclusasi un paio di settimane fa ed ufficializzata ieri. Evidentemente, il capogruppo di Fratelli d’Italia a Sala Martorana ha ottenuto le risposte auspicate da Roma in vista del 2027, decidendo così il colpo. Almeno su questo fascicolo. Ma, nel prossimo futuro, si discuterà del rinnovo dei Cda delle società Partecipate. E li potrebbe aprirsi un’altra partita.

Mistretta e Tomaselli ad un evento con Varchi e Alaimo

La prima uscita pubblica di Brigida Alaimo da vicesindaco di Palermo c’è stata ieri, in un evento tenutosi nel pomeriggio all’Istituto dei Ciechi Florio-Salamone. Il neo-vicesindaco era seduta al tavolo dei relatori insieme alla propria capocorrente. Ma le cose più interessanti, politicamente parlando, si sono registrate fra il pubblico. Seduto ad ascoltare c’era ad esempio il presidente di Amat Giuseppe Mistretta. Volto dichiaratosi da sempre civico ma che, nel più generale quadro delle nomine del 2023, fu indicato e sostenuto dal gruppo politico di Forza Italia. Nelle ultime settimane però, i microfoni di Radio Palazzo hanno dato il presidente di Amat in rotta proprio verso l’ala facente capo proprio alla parlamentare nazionale di FdI. Una presenza frutto della coincidenza o altro? Chissa.

All’evento ha fatto capolino anche un volto chiaccherato all’interno di Fratelli d’Italia, ovvero l’ex presidente di Palermo Energia Antonio Tomaselli. Un altro di quei profili dato come organico dai ben informati al gruppo politico di Carolina Varchi. Soprattutto dopo la nomina conseguita qualche settimana fa all’interno del CdA di Reset. Qualcuno è arrivato perfino ad ipotizzare una sua candidatura alla prossime elezioni amministrative in coppia con Tiziana D’Alessandro, donna di riferimento in Consiglio Comunale dell’ex vicesindaco. Secondo questa ricostruzione Tomaselli, dopo il fallimento dell’operazione Amap su cui stava lavorando l’assessore regionale Francesco Scarpinato, ha lasciato quei lidi. Una scelta che avrebbe operato anche Giuseppe Guaresi, primo degli eletti alle scorse elezioni amministrative del 2022 in II Circoscrizione. Anche se Carolina Varchi ha sempre smentito questa ricostruzione.

Lagalla punta a protrarre la questione a settembre

Quel che è certo è che i movimenti in vista del rinnovo dei CdA sono partiti. Ma di certo gli alleati non resteranno a guardare le schermaglie interne ai meloniani. Anzi, qualcuno avrebbe già prospettato delle richieste. L’obiettivo di Roberto Lagalla è quello di ridurre al minimo i cambiamenti, in modo da non scombussolare gli equilibri di un centrodestra apparso fragile quando c’era da fare nomine. Magari rinviando la questione a settembre, ovvero una volta archiviate le operazioni d’aula relative al rendiconto 2025 (sul quale è arrivato l’ennesimo commissariamento), sulla prima variazione di bilancio e sulla nuova convenzione relativa allo stadio Renzo Barbera.

Priorità che potrebbero mettere in cantina sia il regolamento sul Benessere Animale, sul quale persistono le spaccature nella maggiornanza, che il regolamento rifiuti. Atto sul quale, non più tardi di ieri, il centrodestra ha manifestato poca solerzia. Ma non tutti sono d’accordo con questo scenario. Qualcuno vorrebbe accelerare i tempi.

Mosse e contromosse nel centrodestra

L’infornata di nomine del 2026 dovrebbe coinvolgere i vertici di Amat, Rap, Reset, Amat, Sispi ed Amg Energia. Discorso a parte andrà fatto su Gesap. Società sulla quale è partita la procedura di privatizzazione, sospinta anche e soprattutto a livello regionale. La sensazione diffusa nella coalizione del sindaco è che per fare dei nomi sia ancora troppo presto. L’attenzione principale in questo momento è rivolta ai ranghi della Lega. Dopo l’approdo di Francesco Scoma a Forza Italia infatti, il Carroccio è rimasto senza presidenze nelle società Partecipate. Anche se l’area più vicina a Vincenzo e Sabrina Figuccia ha recentemente piazzato un uomo di fiducia proprio all’interno di Amg Energia, ovvero Stefano Muscarella. Quest’ultimo ha sostituito a febbraio 2026 il dimissionario Antonino Iacono, profilo vicino alla DC.

Proprio i democristiani, impegnati a difendere la presidenza di Giovanna Gaballo alla Sispi, vorrebbero ristabilire gli equilibri di inizio consiliatura come numero di consiglieri d’amministrazione. Fonti DC hanno affermato infatti che oltre alla casella persa in Amg Energia, non ci sarebbe particolare apprezzamento nemmeno sull’attuale composizione del CdA di Rap. Esecutivo di sottogoverno nel quale nel 2023 la dirigenza indicò il nome di Edoardo Sgarlata. Profilo però ritenuto dai ben informati troppo vicino alla corrente dell’ex presidente della Sas Mauro Pantò, il cui passaggio a Sud Chiama Nord è da considerarsi ormai in dirittura d’arrivo.

C’è poi lo scenario dipinto a proposito della carica di amministratore unico ricoperta da Giovanni Sciortino all’Amap. Ci sarebbe una corrente maggioritaria di FdI a spingere per un passaggio alla formula del Consiglio d’Amministrazione. Fatto che garantirebbe da un lato rappresentanza ai sindaci della Provincia e dall’altro importanti caselle di sottogoverno da spendere per il primo cittadino di Palermo. Per Generazione Palermo invece l’obiettivo principale è quello di difendere il profilo indicato per la Reset a gennaio 2025, ovvero Loredana Fierotti. Ma ad oggi sono solo scenari da fantapolitica. Se si concretizzeranno o meno, lo dirà il futuro. Prima però ci sarà il presente, ovvero il Festino. Un banco di prova importante per il sindaco Roberto Lagalla, al tramonto della visita della premier Giorgia Meloni prevista in città per lunedì.

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