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Costa: "Gestori in sofferenza"

Guerra in Iran, picco di aumenti sulla benzina, Confesercenti: “Governo intervenga per evitare speculazioni”

giovedì 5 Marzo 2026

Gli effetti della guerra in Iran iniziano a ripercuotersi sulle tasche degli italiani. Se ne sono accorti i cittadini. Lo hanno percepito anche i gestori delle pompe di benzina. Basta farsi un giro fra le stazioni di servizio di Palermo per rendersi conto che qualcosa è cambiato. “In quattro giorni c’è stato un aumento medio del carburante di 20 centesimi al litro – sostiene Francesca Costa, presidente di Confesercenti Palermo e vicepresidente nazionale FAIB Confesercenti -. Quattro giorni fa il disiel stava di media a 1,68. Oggi il prezzo medio è sopra 1,90 euro, con picchi anche di 1,99“.

Costa: “I primi a pagare questi aumenti sono i gestori”

 

Impressioni confermate anche dai vari cartelli esposti nelle pompe di benzina del capoluogo siciliano. Diesel sopra 1,90 euro al litro di media, mentre la verde si aggira poco sopra 1,70 euro. Fatto che riduce il potere di acquisto dei cittadini ma anche dei benzinai. Sono loro, infatti, a pagare per primi questa ondata improvvisa di aumenti. “Il gestore ha un guadagno a litro – spiega Francesca Costa -. Se il prezzo aumenta, le persone immettono nei propri serbatoi meno litri. E quindi si riduce l’introito per i commercianti. Inoltre, i benzinai avranno bisogno di un margine economico maggiore per poter comprare la materia prima e poter continuare a lavorare. Non è un problema solo dei benzinai. Il rischio che questi aumenti si possano ripercuotere anche in altri settori, è reale“.

“Dare la colpa solo alla guerra in Iran è troppo comodo”

Francesca Costa, Confesercenti
Francesca Costa, Confesercenti

Ma questo salasso è tutta colpa dell’inizio del conflitto? Non proprio secondo la rappresentante di Confesercenti. “I gestori non decidono il prezzo, bensì viene imposto dalla compagnia petrolifera. Una volta apertosi il conflitto, c’è stato un aumento che oggi possiamo quantificare in 20 centesimi al litro. Ma dare la colpa alla guerra è troppo comodo. Ad oggi ci sono le risorse delle riserve. Purtroppo non è da escludere che ci possano essere ulteriori rincari. Soprattutto se il conflitto andrà avanti. Ma quelli odierni ci appaiono ingiustificati. Sembra una speculazione. Per questo auspichiamo un intervento del Governo Nazionale e delle forze dell’ordine per capire se gli incrementi degli ultimi giorni hanno una ratio solida oppure no“.

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