Il prezzo della benzina e del diesel continua a galoppare. Anche a Palermo. Gli effetti, seppur indiretti, della guerra in Iran si manifestano soprattutto alle colonnine delle stazioni di rifornimento. L’incremento del costo medio del carburante non accenna infatti ad arrestarsi. A denunciare la situazione è la vicepresidente nazionale di FAIB Confesercenti Francesca Costa. Intervenuta questa mattina ai microfoni de ilSicilia.it, l’esponente dell’associazione di categoria ha nuovamente sottolineato i problemi dei gestori, manifestando una carenza di controlli nei confronti dei concessionari da parte del Governo Nazionale.
Costa: “Gestori preoccupati, Governo controlli le compagnie”
“I gestori sono preoccupati – ha dichiarato Francesca Costa -. Subiamo il prezzo da mettere alle colonnine da parte delle compagnie petrolifere. Con il blocco delle petroliere si rischiano ulteriori aumenti. Ciò a causa della possibilità di rimanere con poche riserve“.
Se il prezzo medio del diesel, una settimana fa, si aggirava intorno ad 1,90 euro, oggi la situazione è peggiorata. Basta farsi un giro in città per constatare aumenti di 15 o addirittura 20 centesimi in soli sette giorni. Fatto che ha scatenato, all’interno dell’opinione pubblica, un certo malessere nei confronti dei gestori. Ma, secondo l’esponente di Confesercenti, le colpe sono da ricercare più in alto.
Sull’argomento, dal Governo Nazionale sono arrivate le prime risposte sul tema attraverso il ricorso alle “accise mobili“. Anche se, a giudizio di Francesca Costa, è ancora troppo poco. Soprattutto guardando al futuro. “E‘ una soluzione che non screma l’aumento di 30 centesimi degli ultimi giorni. Al massimo taglierà il prezzo di 4 o 5 centesimi. Non credo che questa possa essere una soluzione definitiva. L’unica soluzione è controllare a monte. Perchè è lì che nasce il problema“.




