La giornata odierna si apre sotto il segno di una rinnovata cautela sanitaria internazionale. Continuano le operazioni di rimpatrio dei passeggeri della nave Mv Hondius mentre il mondo osserva con attenzione l’evoluzione di alcuni focolai circoscritti di Hantavirus, l’Italia risponde attivando i protocolli di prevenzione previsti dal Piano Pandemico Nazionale.
Nonostante l’assenza di un’emergenza interna, la cronaca locale e le decisioni ministeriali delineano un quadro di “vigilanza attiva” che mira a contenere sul nascere ogni possibile rischio di importazione.

In serata, le dichiarazioni dei vertici sanitari hanno ribadito un concetto fondamentale: l’Hantavirus non è il “prossimo Covid”. La sua biologia e le modalità di trasmissione (principalmente legate all’ambiente e ai roditori) lo rendono un nemico molto più facile da isolare se si rispettano le norme igieniche di base.
La giornata dell’11 maggio 2026 si chiude con la consapevolezza che, sebbene il rischio resti confinato, la macchina della prevenzione italiana è pienamente operativa, come confermato dalle ultime sintesi istituzionali.
La risposta delle istituzioni, circolare del Ministero della Salute italiano: prevenzione alle frontiere
In mattinata, il Ministero della Salute ha confermato l’invio di una circolare tecnica indirizzata alle Regioni e agli uffici di sanità di frontiera (USMAF). Il documento, redatto sulla base delle indicazioni dell’ECDC, non dispone restrizioni ai movimenti, ma stabilisce un protocollo rigido per la “sorveglianza attiva”.
Il piano prevede che chiunque abbia transitato in zone di rischio o sia entrato in contatto con casi confermati venga monitorato per un periodo di osservazione specifico. L’obiettivo è prevenire quella che gli esperti definiscono “importazione silenziosa”, considerando che la variante Andes — identificata nel focolaio della crociera — ha un periodo di incubazione che può estendersi fino a sei settimane.

Fin dalle prime ore del mattino, il Ministero della Salute ha voluto rassicurare i cittadini. Attraverso una nota ufficiale, le autorità hanno confermato che il rischio per la popolazione italiana rimane estremamente basso. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa: è stata infatti predisposta una circolare destinata alle Regioni per intensificare i controlli negli uffici di sanità marittima e aerea (Usmaf), con un focus particolare sui viaggiatori provenienti dalle aree endemiche del Sud America e del Sud-Est asiatico.
L’obiettivo non è generare allarmismo, ma testare la reattività della rete di sorveglianza epidemiologica, che dopo l’esperienza degli anni passati è oggi molto più capillare e reattiva.
LE FAQ DEL MINISTERO DELLA SALUTE
Il caso di Torre del Greco e Villa San Giovanni: quarantena obbligatoria per due marittimi
La cronaca si è spostata nel pomeriggio in Campania, dove il sindaco di Torre del Greco ha firmato un’ordinanza di quarantena obbligatoria per un giovane marittimo di 24 anni. Il ragazzo, tornato recentemente da un impiego internazionale, è stato identificato come “contatto stretto” di un caso confermato all’estero.

É stato posto in quarantena obbligatoria il marittimo 24 enne di Torre del Greco, uno dei 4 passeggeri del volo Klm sul quale era salita per pochi minuti una donna sudafricana poi morta a causa dell’Hantavirus.
Lo ha disposto il sindaco Luigi Mennella che ha firmato un’ordinanza in cui si stabilisce per il giovane un periodo di isolamento di 45 giorni, l’invito a restare in una stanza singola con bagno dedicato, il costante monitoraggio della temperatura corporea e l’utilizzo di una mascherina Ffp2 in presenza di altre persone.
Il provvedimento del sindaco è arrivato in attesa di precise disposizioni da parte del Ministero della Salute. Il nominativo del 24enne è stato comunicato nei giorni scorsi dall’autorità sanitaria dei Paesi Bassi alle regioni di competenza, al fine di attivare una sorveglianza nel “principio di massima cautela”.

Mentre a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), la sindaca ha posto in quarantena obbligatoria Federico Amaretti, il marittimo di 25 anni che era a bordo del volo Klm dove si trovava anche la donna morta per Hantavirus.
La sindaca Giusy Caminiti ha emesso l’ordinanza già sabato scorso ma Amaretti, rientrato la sera del 5, era già in isolamento volontario quando ha ricevuto la telefonata della Polizia locale e dell’Asp di Reggio.
L’uomo dovrà restare in isolamento per 45 giorni ed è costantemente monitorato.
La sindaca lo sente quotidianamente e le sue condizioni sono buone. Amaretti è asintomatico
Presidente Regione Liguria: “Paziente di Firenze asintomatica, esce dall’isolamento fra 7 giorni”
La donna di Firenze in isolamento “è asintomatica” e l’Hantavirus “si trasmette solo in presenza di sintomi, quindi lei non contagia altri”, pertanto “già la prossima settimana insieme ai medici, se lei continuasse a non avere alcun sintomo, noi al 95% potremmo dare come positivamente sviluppata l’osservazione che, comunque sia, terminerebbe in ogni caso l’8 giugno”. Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, aggiornando i cronisti sullo stato della viaggiatrice di Firenze tracciata e posta in sorveglianza sanitaria.
“Ci siamo resi conto – ha anche detto Giani – che è stata sempre distante in aereo dalla persona che poi sappiamo essere morta. I minuti sono stati davvero pochi”.
Comunque ha sottolineato Giani, “dobbiamo essere molto chiari. Hantavirus non è il Covid. Occorre che abbia condizioni molto particolari per sviluppare il contagio, che ci siano sintomi in essere; la sua trasmissione è chiaramente molto più difficoltosa e anche lenta: di conseguenza lo scopo della quarantena è precauzionale”.
Giani ha riferito che “la signora collabora e la ringrazio di questo”, “io mi sento di poter dire che non possiamo e non dobbiamo assecondare un clima di eccessiva preoccupazione nella popolazione”.
Tra Hantavirsu e Covid, ha fatto notare Giani, “siamo su due situazioni completamente diverse, fra il livello dell’Hantavirus e quello ben più agile di contagio e trasmissibilità da parte del Covid”. Giani ha evidenziato nella gestione del caso lo stretto collegamento tra la sanità toscana e il ministero della Salute: “C’è stata stretta sintonia di azione in esecuzione delle disposizioni del ministero che poi arriveranno anche attraverso una circolare, nelle prossime ore e che noi osserveremo. Però intanto sottolineo la grande capacità operativa dei nostri operatori della sanità che sono riusciti ad arrivare con tempestività alla persona e a porre in essere con grande capacità ed efficienza tutto ciò che è necessario rispetto a quanto la legge ci prescrive di fare”.
Prelievi del sangue sul passeggero in isolamento a Padova
Sono stati effettuati stamani a Padova i prelievi di sangue, secondo il protocollo del ministero della Salute, sul cittadino sudafricano sottoposto a isolamento e controlli perché considerato “contatto a basso rischio” con la passeggera del volo Klm morta per hantavirus. Lo riferisce oggi l’azienda Ulss 6 di Padova.
I prelievi sono stati eseguiti da un medico del Servizio Igiene Sanità Pubblica e da un infermiere territoriale dell’Ulss 6, con le precauzioni del caso. Il campione di sangue prelevato è ora trasportato, conun mezzo e due autisti, all’Istituto Spallanzani di Roma per gli esami sierologici e molecolari, seguendo le disposizioni di sicurezza e stabilità dettate dal Laboratorio di Microbiologia Ulss 6.

La persona è inserita in una sorveglianza attiva che prevede diverse modalità di comunicazione, condotte in diverse fasce orarie del giorno con gli operatori del dipartimento di Prevenzione, per verificarne lo stato di salute.
Al momento la situazione clinica risulta invariata: la persona non presenta segni né sintomi particolari e riferisce di stare bene. Il dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea, diretto da Luca Sbrogiò, sta gestendo la situazione, in contatto con la Regione Veneto e il ninistero della Salute.
Farmindustria: “Il vaccino per l’Hantavirus è possibile ma siamo fiduciosi che non servirà”
“La strada per arrivare ad un vaccino contro l’Hantavirus è assolutamente percorribile, ma siamo confidenti che non ve ne sarà l’esigenza, perché l’attuale focolaio non diventerà una epidemia o pandemia e al momento non ci sono emergenze. Ad ogni modo oggi abbiamo la scienza e la tecnologia per dare risposte molto veloci a problemi che possono emergere: come per il Covid siamo arrivati ad avere un vaccino nell’arco di 9 mesi, siamo oggi preparati a gestire situazioni di questa natura”. Così il presidente di Farmindustria Marcello Cattani a margine dell’evento ‘Innovazione e produzione di valore’ presso il sito Bayer di Garbagnate.

Nel caso dell’hantavirus, ha sottolineato Cattani, “si tratta di un focolaio e di una situazione ben circoscritta e che, auspicabilmente, sarà gestita dai servizi sanitari dei paesi dei cittadini coinvolti; tuttavia, il monito che ci riporta indietro agli anni del Covid è che non possiamo abbassare la guardia: sappiamo che una nuova pandemia arriverà, ma non sappiamo dove e quando”.
Oggi, quindi, ha assicurato, “abbiamo una struttura europea intergovernativa di sorveglianza e intercettazione del rischio nei paesi europei più forte rispetto all’epoca del Covid”. Secondo il presidente di Farmindustria, “va però detto che quella attuale non è una situazione minimamente paragonabile a quella del Covid e ci sono ad oggi poche persone coinvolte ed infettate dall’hantavirus”.
La situazione degli altri cittadini nel mondo
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi umani degli Stati Uniti ha dichiarato che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati dalla nave da crociera colpita dall’hantavirus è risultato leggermente positivo. “Un passeggero presenta attualmente sintomi lievi e un altro passeggero è risultato leggermente positivo al virus Andes tramite test Pcr”, ha affermato il ministero americano.
I passeggeri statunitensi sono tenuti sotto osservazione presso la National Quarantine Unit, situata all’interno del campus del University of Nebraska Medical Center di Omaha. Si tratta di una struttura specializzata nella gestione di malattie trasmissibili ad alto rischio. Tra le persone evacuate ce n’è anche una diciottesima, un cittadino britannico residente negli Stati Uniti.
Anche una francese è risultata positiva all’hantavirus, si tratta della donna che ha manifestato sintomi ieri durante il viaggio aereo per il suo rientro in Francia dopo l’evacuazione dalla nave Mv Hondius. Lo ha annunciato la ministra della Salute, Stéphanie Rist, confermando che si tratta del primo caso di hantavirus in Francia. “Le sue condizioni sono peggiorate in nottata – ha precisato la ministra – i test sono risultati positivi. E’ stata ricoverata in un ospedale specializzato in malattie infettive”.
La donna ha iniziato a manifestare i primi sintomi durante il volo di rimpatrio da Tenerife a Parigi , ha segnalato il ministero spagnolo della Sanità. Le condizioni della paziente sono poi peggiorate nelle ore successive all’arrivo e il test diagnostico ha confermato la positività al virus, dove la donna è ricoverata in ospedale in isolamento.
Le autorità sanitarie iberiche sottolineano che tutte le misure adottate durante l’operazione di evacuazione e rimpatri erano finalizzate a “interrompere le possibili catene di trasmissione”, aggiungendo che non si può escludere la comparsa di nuovi casi tra i contatti stretti.
Riguardo al cittadino statunitense risultato positivo a un test Pcr per hantavirus, le autorità spagnole ricordano che a Capo Verde è salito a bordo dell’Hondius un epidemiologo del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) incaricato di analizzare i contatti stretti dei casi confermati a bordo della nave.
Per il passeggero americano è stato fatto un doppio test diagnostico inviato a due laboratori: in uno dei due il risultato è stato interpretato dalle autorità statunitensi come “positivo debole”, mentre per il ministero spagnolo della Sanità “non era conclusivo”. Il secondo laboratorio ha invece restituito esito negativo.
Le stesse fonti, riferite dall’Efe, precisano che il cittadino “non presentava sintomi a Capo Verde”, ma le autorità sanitarie statunitensi hanno comunque deciso di considerarlo un caso positivo per ragioni di massima precauzione.
Per questo motivo, spiegano a Madrid, è stata richiesta un’evacuazione separata dalla nave, effettuata ieri su un’imbarcazione indipendente rispetto agli altri passeggeri. L’Ecdc ha successivamente confermato l’impostazione prudenziale, disponendo il trasferimento in isolamento a bordo dell’aereo di rimpatrio.
Ministero della Salute tedesco: “Quattro passeggeri tedeschi in ospedale senza sintomi”
“I quattro passeggeri tedeschi che hanno lasciato la nave da crociera Hondius si trovano nel policlinico universitario di Francoforte e continuano a non presentare sintomi”. Lo ha detto il portavoce del ministero della Salute tedesco, riferendo della situazione dei quattro turisti che si trovavano sulla nave in cui si è registrato il focolaio di hantavirus. Uno di loro è atteso allo Charitè di Berlino oggi, secondo le informazioni fornite dallo stesso portavoce.
I quattro passeggeri provengono rispettivamente dai Laender di Berlino, Baden-Wuerttemberg, Baviera e Sassonia. Secondo il ministero, è previsto adesso che siano tutti sottoposti a una quarantena in casa, della durata di 45 giorni. Nelle prossime settimane, le condizioni di salute saranno costantemente monitorate, ha spiegato il portavoce, sottolineando che i controlli del rispetto delle misure sono di competenza comunale. Fra le vittime dell’Hantavirus, in seguito al focolaio esploso a bordo della nave da crociera, ci sono come noto una coppia olandese e una cittadina tedesca
Atene: passeggero greco della crociera posto in quarantena in ospedale
Un passeggero greco evacuato dalla nave da crociera colpita da un focolaio di hantavirus è stato posto in quarantena presso l’Ospedale Universitario Generale Attikon di Atene. Il passeggero, di 70 anni, non ha mostrato finora alcun sintomo della malattia, ha dichiarato il presidente dell’Organizzazione nazionale per la sanità Pubblica (Eody), Thodoris Vasilakopoulos, parlando con l’emittente statale Ert.
L’uomo si trova in isolamento in una camera appositamente predisposta, e verrà monitorato nei prossimi 45 giorni.
Il passeggero greco della crociera Mv Hondius era tra le 26 persone trasferite a Eindhoven, nei Paesi Bassi, domenica sera a bordo di un volo di evacuazione olandese. Da lì, è stato trasportato all’aeroporto militare di Elefsina (o Eleusi) con un aereo C-130 dell’Aeronautica Militare greca sotto supervisione medica, prima di essere ricoverato in ospedale. In un post sui social media, il ministro della Salute Adonis Georgiadis ha ricordato che il passeggero è stato posto in quarantena a scopo precauzionale. “Non c’è assolutamente alcun motivo di preoccupazione“, ha affermato.
L’Ue coordina rimpatri per Hantavirus: “Il rischio resta basso”
La Commissione europea sta coordinando la risposta Ue all’Hantavirus, compresi voli di rimpatrio e supporto logistico attraverso il meccanismo di protezione civile, mentre il rischio per il pubblico europeo “resta attualmente basso” secondo l’ultima valutazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Lo ha segnalato una portavoce dell’esecutivo Ue nel briefing quotidiano con la stampa, sottolineando che “la tutela della salute pubblica è la priorità numero uno della Commissione”.
Bruxelles, ha spiegato, sta lavorando “giorno e notte” con Stati membri, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), Oms e partner del G7 “per garantire una risposta unificata e soprattutto basata sulla scienza”.
Nel fine settimana la Commissione ha coordinato voli di rimpatrio per cittadini dell’Ue e ieri “si sono svolti quattro voli nell’ambito del meccanismo di protezione civile”, con protocolli sanitari dedicati per proteggere passeggeri, equipaggi e personale operativo. L’esecutivo europeo ha inoltre sostenuto e coordinato l’evacuazione organizzata dalla Spagna.
La Commissione resta pronta a mettere a disposizione ulteriori trasporti, capacità logistiche ed equipaggiamenti protettivi qualora necessari e continuerà a comunicare “solo informazioni verificate” con l’evolversi della situazione.
Presidente Consiglio Ue Costa ringrazia Madrid per la risposta all’hantavirus
“Esprimo il mio pieno sostegno e la mia gratitudine al governo spagnolo e ai nostri partner internazionali per la risposta coordinata alla situazione relativa all’hantavirus, in stretta collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (Who) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, definendolo “un eccellente esempio di cooperazione multilaterale per affrontare efficacemente le emergenze sanitarie”.
Costa assicura che “la nostra priorità assoluta è proteggere i passeggeri e l’equipaggio a bordo della nave, tra cui figurano numerosi cittadini dell’Ue”.
“Congratulazioni per le operazioni di sbarco rapide ed efficienti a Tenerife e grazie alle autorità spagnole e a tutte le squadre per la loro dedizione”, conclude il post.
Von der Leyen: ‘Ogni sforzo contro l’Hantavirus, la salute viene prima di tutto’

“Molta grata per lo sbarco rapido ed efficiente della nave Hondius a Tenerife”, nell’ambito delle operazioni legate all’emergenza Hantavirus. I miei ringraziamenti al governo spagnolo e a tutte le autorità coinvolte sul posto. Stiamo lavorando fianco a fianco con la Spagna, l’Organizzazione mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) per organizzare voli di evacuazione”. Lo scrive in un twee la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Non lesineremo alcuno sforzo, sia all’interno dell’Ue che al di fuori di essa. La salute – aggiunge – viene prima di tutto!”.
Una francese positiva: Premier Lecornu convoca nuovo vertice sull’hantavirus
Una francese è risultata positiva all’hantavirus, si tratta della donna che ha manifestato sintomi ieri durante il viaggio aereo per il suo rientro in Francia dopo l’evacuazione dalla nave Mv Hondius.
Lo ha annunciato la ministra della Salute, Stéphanie Rist, confermando che si tratta del primo caso di hantavirus in Francia. “Le sue condizioni sono peggiorate in nottata – ha precisato la ministra – i test sono risultati positivi. E’ stata ricoverata in un ospedale specializzato in malattie infettive”.
Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha convocato un’altra riunione questo pomeriggio “per monitorare attentamente l’evolversi della situazione” relativa all’hantavirus. Lo ha annunciato la portavoce del governo di Parigi, Maud Bregeon, ai microfoni di Bfmtv. “Stiamo monitorando la situazione con la massima vigilanza, in quanto conosciamo questo virus”.
Il “nostro obiettivo rimane lo stesso: proteggere i francesi”, ha aggiunto la portavoce, evocando un ”periodo di isolamento di 42 giorni”. Bregeon ha quindi esortato la popolazione a “non creare panico”, sottolineando che la situazione non è la stessa del Covid-19.
Wiedermann: “L’Hantavirus non è il nuovo Covid. Ecco i consigli”
Anche l’Andesvirus, nel corso degli ultimi decenni, non ha mai provocato ampie ondate epidemiche. L’attuale focolaio rappresenta certamente un evento clinicamente serio e complesso dal punto di vista logistico, ma non costituisce il segnale di una pandemia imminente”. Per il professor Christian Wiedermann, medico internista e coordinatore dei progetti di ricerca dell’Istituto di medicina generale e public health di Bolzano, non c’è rischio di una pandemia come avvenuto con il Covid. In tutto il mondo la copertura mediatica relativa all’Hantavirus sta suscitando apprensione.

Ma che cosa si cela realmente dietro questo virus? Quanto è concreto il rischio per la salute pubblica – anche in Alto Adige? Wiedermann ricorda che al 9 maggio risultavano otto casi documentati, di cui sei infezioni da Hantavirus confermate in laboratorio e due probabili. Tre persone hanno perso la vita.
“Le analisi genetiche hanno identificato l’agente patogeno come Andesvirus, una variante di Hantavirus presente in Sudamerica, non autoctona in Europa e riscontrabile qui soltanto in casi isolati legati a viaggi o importazioni, come quello attuale”, spiega il medico.
“Ma cosa si può fare concretamente in Alto Adige? Aerare a lungo i locali rimasti chiusi per molto tempo (come cantine e baite) prima di pulirli. In presenza di escrementi di roditori non spazzare a secco e non aspirare: inumidire la zona e raccogliere gli escrementi con un panno bagnato. Durante le pulizie utilizzare guanti monouso. In caso di sporco abbondante indossare anche una mascherina FFP2. Conservare gli alimenti in contenitori chiusi e fuori dalla portata dei roditori”, spiega Wiedermann.
Infine, “Se si pianificano viaggi in zone endemiche (aree rurali di Argentina e Cile), scegliere sistemazioni con buone condizioni igieniche e – al rientro – in caso di febbre di origine non chiara, informare il proprio medico di famiglia”.




