L’editoriale dello storico ed ex consigliere comunale di Siracusa Salvo Sorbello
La presenza politica dei cattolici in Sicilia è stata per molti decenni preponderante e solo negli ultimi anni si è ridotta ad essere invece marginale.
E’ bene non dimenticare figure che ebbero un ruolo importante nella rinascita della democrazia dopo il ventennio fascista, come il prof. Giuseppe Agnello, che fu il vero promotore della nascita della Dc in provincia di Siracusa.
Era nato a Canicattini Bagni nel 1888 ed era stato, giovanissimo, aderente al Partito Popolare di don Sturzo. Proprio su indicazione del sacerdote calatino si candidò alle elezioni politiche del 1924, senza però essere eletto.
Durante il fascismo aveva pagato a caro prezzo la sua fedeltà ai principi enunciati dal sacerdote calatino, subendo ogni tipo di vessazione. Insegnava al prestigioso Liceo Gargallo ma nel 1926 venne punito con il trasferimento forzato a Cento. Agnello rifiutò l’aiuto propostogli dall’arcivescovo Giacomo Carabelli e dall’illustre senatore Paolo Orsi e partì per Cento, dove concluse l’anno scolastico. Ma il suo atteggiamento nei confronti del fascismo non mutò e allora il ministro Fedele gli inviò una richiesta di giustificazione con una serie di capi d’accusa, cui Agnello rispose con una memorabile lettera, in seguito alla quale arrivò il licenziamento con decorrenza dal 6 ottobre 1926 e senza diritto alla pensione.
Nel dicembre del 1943 fu chiamato a rappresentare Siracusa alla riunione che si tenne a Caltanissetta, con Giuseppe Alessi, Bernardo Mattarella, Silvio Milazzo ed altri, per la fondazione del Partito Democratico Cristiano. L’anno successivo Agnello assunse la carica di presidente del partito a Siracusa. Entrò anche a fare parte, come rappresentante della Dc, della Consulta Nazionale.
Giuseppe Agnello, nonostante il suo indiscusso prestigio, cominciò però ad essere fortemente osteggiato per il suo rigore morale. La rottura e la fine dell’impegno politico di Agnello arriva nel 1947, quando si svolsero le elezioni per la prima Assemblea Regionale. Si erano formate due correnti contrapposte: da un lato il rampante Corrado Terranova, netino poi diventato anche sottosegretario, dall’altro Agnello. Il conflitto apparve difficilmente sanabile e la Direzione nazionale inviò allora un commissario per tentare un’intesa ma il tentativo fallì e i seguaci di Agnello presentarono una lista con l’immagine di una Madonnina. Questa compagine si fermò al 4,64% e non ottenne alcun seggio, mentre la Dc raccolse più del 16% dei voti totali e venne eletto il pachinese Salvatore Di Martino. L’epilogo era già scritto: il Collegio dei Probiviri del partito espulse Agnello, senza remora alcuna.
Agnello rimase molto segnato da questo amaro evolversi del suo impegno e, come riporta la Treccani, da allora si dedicò esclusivamente alle proprie ricerche e nel 1948 venne chiamato dall’università di Catania ad occupare la cattedra di archeologia cristiana. Morì a Siracusa il 28 settembre 1976, a 88 anni d’età.




