Condividi
I dati emersi

Invalsi 2026, Agenda Sud non da miglioramenti in Sicilia: il rapporto presentato alla camera

giovedì 16 Luglio 2026

I bambini e le bambine italiani hanno difficoltà in matematica

Chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare, sono poco più del 60%. Rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, si conferma un calo nei risultati medi di circa l’8-10% (erano oltre il 70%).
“E’ necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l’innalzamento degli apprendimenti in matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle indicazioni nazionali”, commenta il presidente di Invalsi, Roberto Ricci.

La riduzione della dispersione scolastica continua a registrare progressi

 nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all’8,2% e, secondo le stime Invalsi che oggi ha pubblicato il rapporto 2026, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030, consolidando un risultato di rilievo per il sistema educativo italiano.
Sempre più giovani rimangono nei percorsi di istruzione e formazione, con effetti positivi sull’inclusione, sull’equità sociale e sulle opportunità future. L’ampliamento della partecipazione rende tuttavia la popolazione scolastica più articolata, poiché coinvolge anche studenti e studentesse caratterizzati da maggiori fragilità negli apprendimenti. Le eventuali flessioni nei risultati medi delle prove Invalsi, secondo i ricercatori, devono pertanto essere interpretate anche alla luce di questo processo di crescente inclusione.
La dispersione scolastica implicita riguarda gli studenti e le studentesse che, pur portando a termine il proprio percorso di istruzione, non raggiungono livelli adeguati negli apprendimenti di base. Si tratta di una forma meno evidente di dispersione, perché non coincide con l’abbandono scolastico, ma con una preparazione che non risulta pienamente corrispondente agli apprendimenti attesi al termine degli studi.
I dati più recenti mostrano tuttavia un quadro incoraggiante. La quota di studenti e studentesse in questa condizione registra una diminuzione significativa (erano l’8,7% nel 2025 sono il 6,3% nel 2026) e, nello stesso tempo, cresce il numero degli allievi e delle allieve che consegue risultati elevati (passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026). Questi segnali indicano un miglioramento complessivo della qualità degli apprendimenti e testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà, promuovendo al contempo le eccellenze e valorizzando le potenzialità individuali.
E’ quanto emerge dalle rilevazioni Invalsi 2026 che hanno riguardato 803.000 alunni/e della scuola primaria (classi II e V); 520.000 studenti/studentesse della scuola secondaria di primo grado (classe III); 593.000 studenti/studentesse della classe II di scuola secondaria di secondo grado; 511.000 studenti/studentesse dell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado.

 A 6 anni dal Covid i risultati scolastici sono più bassi di prima

“I risultati scolastici del post pandemia si sono stabilizzati su livelli che non erano quelli pre pandemia: bisogna continuare ad investire, nell’auspicio che, con i nuovi programmi, si vada verso un miglioramento”. A dirlo, durante la presentazione dei dati Invalsi, è il presidente dell’Istituto, Roberto Ricci. “Non abbiamo una risposta su come mai siamo lontani dai risultati precovid: l’ipotesi è che dopo lo chock il livello si sia assestato ma non ai pametri precendenti. C’è un fenomeno identico in altri Paesi, dalla Francia alla Scandinavia, questa è la nuova normalità, la vera risposta è che non lo sappiamo perchè stia accadendo: senza dubbio non va abbassata la guardia“.

Cresce il livello di inglese nelle aree più fragili

Gli studenti italiani hanno un buon livello di conoscenza dell’inglese e delle competenze digitali. Nell’anno scolastico appena passato infatti, secondo quanto certifica il rapporto Invalsi 2026 presentato oggi, nell’inglese riprende la crescita osservata negli anni passati: il 63% raggiunge il livello obiettivo B2/B1+ in Reading e il 48% in Listening. Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti dove la crescita rispetto al 2019 è molto rilevante.

Permangono divari territoriali, con il Nord ancora sopra il 60%, ma la crescita del 2026 indica una dinamica positiva soprattutto nelle aree più fragili, contribuendo alla riduzione delle differenze di risultato tra i territori Anche in terza media i risultati del 2026 sono stabili rispetto al 2025. Circa l’83% degli allievi e delle allieve raggiunge il prescritto A2 in Reading e circa il 70% in Listening. Si tratta di un risultato molto positivo rispetto all’inizio della rilevazione (2018). Pur permanendo, i divari territoriali importanti si vanno riducendo nel tempo.

In quinta elementare continua la crescita degli esiti di apprendimento sia in Reading sia in Listening. Circa il 91% dei bambini e delle bambine raggiunge il prescritto A1 in Reading e circa l’85% in Listening.

Anche nelle prove delle competenze digitali Invalsi registra miglioramenti in tutti i cicli di istruzione con il raggiungimento del livello avanzato da ampie fasce di studenti, soprattutto i più grandi.

Studenti stentano nell’Italiano ad eccezione dei maturandi

Al Mezzogiorno meno di 1 su 2 raggiunge il livello base ma diminuisce il divario Nord Sud
Migliorano in Italiano gli studenti dell’ultimo anno delle superiori: a livello nazionale, la quota di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa, infatti, dal 52% del 2025 al 54%, evidenziando una crescita che interessa tutte le macro-aree del Paese.
I segnali più incoraggianti provengono dal Mezzogiorno, dove l’incremento risulta particolarmente importante: nel Sud il valore cresce dal 44% al 47%, mentre nella macro-area del Sud e Isole passa dal 43% al 47%. Questi progressi consentono alle regioni meridionali di avvicinarsi gradualmente ai livelli registrati prima della pandemia e a quelli dell’intero Paese. Le regioni del Nord mantengono infatti valori superiori al 60%, confermando una posizione di vantaggio rispetto al resto del Paese.
Le buone notizie però finiscono qui: già nel secondo anno delle superiori, nell’anno scolastico appena concluso, si osservano risultati sostanzialmente stabili e in lieve discesa rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 62% al 61%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese. Anche in terza media nel 2026 permane l’andamento emerso nel corso negli ultimi anni, con un peggioramento: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 59% al 57%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento analogo.
Una quota rilevante di allievi e allieve che hanno frequentato una parte importante della scuola primaria durante la pandemia – notano i ricercatori Invalsi – fatica a raggiungere livelli adeguati nella comprensione della lettura. Circa 10 punti percentuali separano il Centro-Nord dal Mezzogiorno.
Infine alle elementari, sia in seconda che in quinta, la percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base è pressoché costante ma rispetto al 2019 si conferma un calo nei risultati medi soprattutto in II primaria (solo il 67% raggiungono almeno il livello di base contro il 73% del 2019) e gli studiosi Invalsi evidenziano la necessità di concentrare maggiori sforzi sulla comprensione del testo scritto, percorrendo tutti gli spazi previsti nelle Indicazioni Nazionali.

Matematica, cresce il mezzogiorno ma resta il divario con il centro-nord

In matematica, nell’anno scolastico appena concluso, le prove Invalsi mostrano nell’ultimo anno delle superiori un miglioramento diffuso rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo sale dal 49% al 52%, con progressi in tutte le macro-aree. Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41%, avvicinandosi ai livelli pre-pandemici. In seconda superiore si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 54% al 55%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese. La macro-area Sud cresce in misura considerevole, passando dal 45% al 51%, mentre il Sud e Isole cresce di 3 punti percentuali.
Nonostante la maggiore complessità della popolazione che si riscontra soprattutto nel primo biennio delle scuole secondaria di secondo grado, la quota di studenti e studentesse che raggiungono almeno la soglia di accettabilità cresce leggermente. In terza media i risultati di Matematica nel 2026 sono sostanzialmente stabili sia a livello nazionale sia nei territori: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 56% al 55%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile. Una quota rilevante di allievi e allieve che hanno frequentato una parte importante della scuola primaria durante la pandemia fatica a raggiungere livelli adeguati in matematica.
Circa 15-20 punti percentuali separano il Centro-Nord dal Mezzogiorno.

Agenda Sud non dà miglioramenti in Sicilia e Sardegna

La Campania, la Basilicata e la Calabria sono le regioni che si giovano maggiormente degli interventi previsti da Agenda Sud. Mentre la Sardegna e ancora di più la Sicilia mettono in luce difficoltà a giovarsi degli effetti positivi di Agenda Sud. E’ quanto emerge dal Rapporto Invalsi 2026 presentato oggi alla Camera.
Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Sala d’Ercole approva la rottamazione, Abbate: “Norma importante per le famiglie siciliane” CLICCA PER IL VIDEO

Nel silenzio generale e nell’ondata di disegni di legge a carattere tecnico-finanziario, nella serata di martedì, tra le righe di uno dei tanti testi relativi ai debiti fuori bilancio spicca la rottamazione

BarSicilia

Bar Sicilia, a Ispica la sfida per il futuro passa dal nuovo governo della città CLICCA PER IL VIDEO

Attività produttive, infrastrutture, turismo, programma di interventi per risanare i bilanci del Comune, sono le priorità di questa nuova amministrazione

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it