La Relazione al Parlamento su come “Governare il cambiamento”: gli scenari della sicurezza nazionale nell’evoluzione ipertecnologica
Joska Arena
lunedì 9 Marzo 2026
LA TECNOLOGIA COME MOTORE DI TRASFORMAZIONE MA ANCHE DI MINACCE PER L’ITALIA?
La Relazione annuale presentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Lunedì 2 marzo, nasce in un tempo in cui la tecnologia ha smesso di essere soltanto innovazione per diventare il motore del cambiamento e uno dei principali fattori che incidono sulla sicurezza del Paese.
Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è l’insieme degli organi e delle autorità che, nel nostro Paese, hanno il compito di assicurare le attività informative allo scopo di salvaguardare la Repubblica dai pericoli e dalle minacce provenienti sia dall’interno che dall’esterno.
L’edizione 2026, presentata nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, alla presenza del Sottosegretario Alfredo Mantovano, del Direttore del DIS Prefetto Rizzi, del Direttore dell’AISE Caravelli, del Direttore dell’AISI Valensise e del Presidente del Copasir Lorenzo Guerini, offre una lettura particolarmente interessante, collocando la tecnologia al centro delle dinamiche strategiche contemporanee.
Tecnologia che fino a poco tempo fa veniva considerata come mero fattore di innovazione economica o industriale, oggi rappresenta una variabile in grado di incidere direttamente sugli equilibri geopolitici, sulla stabilità delle democrazie e sulla capacità degli Stati di esercitare la propria sovranità.
La sicurezza nazionale vede nel 2026 nella sua relazione annuale come priorità quantum, cyber e geopolitica.
Siamo in un periodo in cui ci troviamo in una fase storica segnata da una trasformazione profonda e continua, capace di incidere in modo strutturale sugli equilibri strategici, sulla stabilità economica e sulla coesione sociale. L’innovazione tecnologica non accompagna più il cambiamento, lo orienta e lo accelera.
Ridefinisce le modalità di esercizio del potere, modifica la natura delle minacce e condiziona la capacità dello Stato di prevenirle e contrastarle. Ne derivano questioni nuove e complesse sul piano giuridico, in relazione ai limiti dell’azione pubblica, al rispetto del principio di legalità e alla tutela dei diritti fondamentali sanciti dall’ordinamento costituzionale.
Nel contesto attuale il processo di trasformazione in atto ha ridefinito il concetto stesso di minaccia, che non si manifesta più soltanto in eventi visibili, ma in dinamiche continue, pervasive e spesso elusive. Oggi la minaccia opera in un contesto multidimensionale e multidominio, giacché oltre ai tradizionali si estende anche al dominio cognitivo, a quello sottomarino e alla proprietà intellettuale.
Il rischio, quindi, non si esprime più attraverso singole azioni apertamente ostili, ma con processi cumulativi che, inseriti in strategie coerenti e di lungo periodo, possono incidere sulla stabilità istituzionale, sulla fiducia dei cittadini e sulla capacità decisionale delle istituzioni, operando stabilmente al di sotto della soglia del conflitto armato, ad esempio compromettendo una rete, manipolando flussi informativi o trasformando una dipendenza tecnologica in leva di pressione.
Le nuove dinamiche tecnologiche attraversano confini geografici, settori economici e ambiti istituzionali, rendendo sempre più labile la distinzione tra sicurezza interna ed esterna e imponendo una lettura integrata dei fenomeni. Tecnologie già pienamente operative, quali la digitalizzazione pervasiva e l’intelligenza artificiale, convivono con nuove frontiere scientifiche, tra cui le tecnologie quantistiche, destinate a introdurre discontinuità rilevanti anche sul piano della sicurezza delle comunicazioni e della protezione delle informazioni sensibili.
Cybersecurity
Ne deriva che l’innovazione costituisce oggi il principale volano di trasformazione sistemica, capace di investire l’intera struttura sociale, economica, politica e militare.
La rapidità di questi mutamenti rende spesso obsoleti gli ordinari strumenti di categorizzazione della realtà, complicando l’opera degli Stati nell’adottare norme e provvedimenti idonei a perimetrare fenomeni in costante evoluzione. Si prospetta, così, una trasformazione degli ordinamenti giuridici, con tutto ciò che comporta in termini di emersione di nuovi diritti e di tutela della persona di fronte ad applicativi di frontiera tuttora privi di un substrato normativo adeguato.
La scelta del titolo “Governare il cambiamento” per l’attuale Relazione Annuale poggia sul presupposto che la trasformazione tecnologica è la chiave di lettura dello scenario di sicurezza contemporaneo. Il documento non descrive le singole tecnologie o i singoli eventi, ma offre un quadro di riferimento unitario per comprendere l’evoluzione delle minacce, individuare le vulnerabilità dei sistemi e rafforzare la capacità di prevenzione e di governo dei rischi, nella consapevolezza che la sicurezza oggi non può essere affidata alla sola reazione, ma richiede visione strategica, responsabilità e capacità di anticipazione.
LA RELAZIONE ANNUALE 2026: GLI OTTO AMBITI STRATEGICI
La Relazione, redatta in favore del Parlamento ai sensi dell’art. 38 della Legge 3 agosto 2007, n. 124 e riferita alla politica di informazione per la sicurezza e ai risultati ottenuti nell’anno 2025, si caratterizza per un’impostazione innovativa poiché, accanto al consuntivo delle attività svolte dagli Organismi, evidenziato in specifici e dedicati box, propone una proiezione verso il futuro con l’obiettivo di evidenziare traiettorie evolutive, sfide emergenti e prospettive di sviluppo.
Il primo capitolo esamina l’impatto della tecnologia su otto ambiti ritenuti di interesse strategico, ciascuno dei quali esprime una specifica articolazione della medesima trasformazione strutturale. A completamento dell’impianto informativo, in ciascun capitolo sono inoltre previste infografiche finalizzate a visualizzare quadri di sintesi facilitando la lettura e la comprensione dei principali contenuti trattati.
La Relazione ha affrontato i seguenti ambiti:
1. SOVRANITÀ TECNOLOGICA E DIGITALE L’esercizio della sovranità di un Paese si manifesta sempre più nella sua autonomia strategica, ovverosia la capacità di gestire dati, infrastrutture critiche, algoritmi e filiere tecnologiche. Dipendenze non governate possono trasformarsi in punti di pressione strutturali, riducendo la libertà d’azione di un Paese. L’attenzione pertanto si poggia su opportunità e minacce di strumenti tecnologici cd. dual use;
2. MUTAMENTI GEOPOLITICI È inconfutabile che i paradigmi globali siano ormai cambiati e che assistiamo a una profonda ridefinizione del nuovo ordine mondiale. L’accelerazione in atto non riguarda esclusivamente la dimensione tecnologica ma si riflette sugli assetti geopolitici ed economici internazionali, rendendo necessario ripensare a una nuova postura strategica.
Poiché gli equilibri geopolitici si ridefiniscono sempre più lungo linee tecnologiche, il controllo delle tecnologie emergenti, delle risorse critiche e degli standard industriali incide direttamente sulla proiezione di potenza. L’analisi offerta interessa quadranti geopolitici di rilievo per l’intelligence, quali lo spazio europeo, il continente africano, la regione mediorientale e l’area indo-pacifica;
3. SICUREZZA ECONOMICO-FINANZIARIA La sicurezza economico-finanziaria è esposta a un rischio sistemico crescente. Mercati digitalizzati, sistemi di pagamento interconnessi, criptovalute, catene del valore complesse e nuove minacce alle infrastrutture critiche e ai settori di maggiore competitività (come quello energetico e farmaceutico), amplificano l’impatto di shock esterni, interferenze ostili e coercizioni economiche, espressioni della economic warfare. In questo quadro, la stabilità finanziaria non è più soltanto una questione macroeconomica, ma una componente essenziale della sicurezza nazionale;
4. MINACCIA CRIMINALE ORGANIZZATA Le reti del crimine transnazionale si configurano come attori tecnologicamente sofisticati. Criptovalute, comunicazioni cifrate, piattaforme digitali e anonimato online consentono resilienza operativa, rapidità di adattamento e capacità di elusione senza precedenti e sostengono le linee evolutive dei traffici illeciti. La convergenza tra criminalità organizzata e tecnologia rappresenta una minaccia persistente, che non conosce confini ma insiste su una visione globale che richiede un’azione di contrasto corale volta in primis a colpire gli ecosistemi digitali sui quali viaggiano i capitali illeciti;
5. MINACCIA INTERNA Anche la minaccia interna è interessata dalla tecnologia, sebbene persistano sacche di antagonismo impermeabili all’evoluzione tecnologica. In contrapposizione a queste, l’approccio dei circuiti virtuali dell’estrema destra “suprematista e accelerazionista internazionale” vede invece la tecnologia come elemento abilitante per rafforzare la propaganda. In tal senso, la radicalizzazione online, l’accesso a strumenti digitali avanzati e la possibilità di azioni a distanza aumentano in modo significativo il potenziale di danno di singoli individui o gruppi;
6. IMMIGRAZIONE IRREGOLARE In tale ambito il fattore tecnologico costituisce un crescente e significativo strumento di potenziamento nelle attività di contrasto ai flussi migratori. In chiave prospettica, tale minaccia potrebbe assumere anche connotazioni ibride, divenendo un possibile strumento di pressione;
7. MINACCIA TERRORISTICA Le molteplici crisi internazionali influiscono significativamente sul panorama della minaccia terroristica, che ha assunto una dimensione sempre più complessa. In tale contesto il ricorso alle nuove tecnologie da parte di individui e gruppi estremisti e terroristici rappresenta un moltiplicatore dei processi di radicalizzazione, di diffusione della propaganda e di sviluppi di canali di finanziamento. Anche in questo contesto, comunque, l’IA rappresenta al tempo stesso un valido strumento per potenziare le attività di prevenzione e contrasto alla radicalizzazione e al terrorismo;
Agenzia per la cybersicurezza nazionale
8. MINACCIA IBRIDA La minaccia ibrida rappresenta la sintesi operativa di queste dinamiche. Attraverso l’integrazione coordinata di strumenti tecnologici, informativi, economici e politici, è possibile colpire un avversario senza superare la soglia dell’uso della forza e del conflitto armato. La tecnologia è il fattore abilitante centrale di tali operazioni, rendendo più difficile l’attribuzione, la risposta e la deterrenza. La manipolazione informativa rappresenta uno degli strumenti più efficaci e pervasivi di questo nuovo veicolo di minaccia che agisce all’interno della sfera cognitiva e che è volta a minare, in ultima analisi, i capisaldi delle società democratiche.
L’edizione di quest’anno, infine, si distingue per un’impostazione innovativa nei contenuti e nel metodo. Oltre a quattro dashboard realizzate esclusivamente con metodologie statistiche e inserite all’interno dei capitoli, nell’Appendice della Relazione vengono presentati cinque casi studio elaborati mediante l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale generativa (GenAI), che costituiscono una novità introdotta in questa edizione.
Un esercizio di natura metodologica e scientifica che mira a mostrare, entro un perimetro compatibile con la divulgazione pubblica, i potenziali benefici dell’impiego di strumenti avanzati a supporto dei processi di analisi. Sviluppati unicamente su dati provenienti da fonti aperte e sulla base di una capacità computazionale convenzionale, sono esercizi che approfondiscono scenari di particolare interesse strategico connessi alle aree tematiche trattate nella sezione precedente, quali: conflitto Russia-NATO, competizione nello spazio, Daesh in Siria, criptovalute e proiezioni dei flussi migratori.
I cinque esercizi sono stati realizzati secondo criteri rigorosi e con un approccio dichiaratamente antropocentrico, dove l’IA è stata intesa come supporto all’analista capace di addestrare i sistemi, impiegare efficacemente gli applicativi e validare i risultati, evitando automatismi e scongiurando ogni affidamento acritico sugli output generati. Infatti, analisti, operatori OSINT e personale tecnico hanno lavorato in gruppi multidisciplinari, assicurando il controllo della qualità, dalla definizione dell’obiettivo informativo alla selezione delle fonti, dall’interazione con i modelli alla revisione critica dei risultati.
Le quattro dashboard intendono, invece, offrire un termine di confronto metodologico e rafforzare la comprensione dei fenomeni analizzati. Trattasi di indicatori strategici dedicati alla demografia, al clima, alla tecnologia e alla geopolitica; fattori che riflettono trend globali ed hanno carattere trasversale, risultando funzionali a rappresentare l’andamento e l’evoluzione dei fenomeni considerati.
Nel loro insieme, tali esercizi puramente tecnici hanno la finalità di dimostrare come l’integrazione consapevole delle tecnologie di intelligenza artificiale, inserita in un quadro metodologico rigoroso e sotto il controllo dell’analista, possa incrementare la qualità complessiva dell’analisi, favorire l’emersione di schemi e tendenze e supportare, in prospettiva, processi decisionali più informati e tempestivi in favore del decisore politico.
Computer quantistici
In continuità con la scelta operata lo scorso anno, anche questa edizione è corredata da un inserto dedicato a una frontiera avanzata della competizione globale. Ci si è, in particolare, concentrati sull’avvento della tecnologia quantistica, allo scopo di approfondirne sia le potenzialità, sia i molteplici risvolti che emergono dalla prospettiva della sicurezza nazionale.
“Governare il cambiamento” implica sempre più la capacità di anticipare fenomeni e minacce.
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La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale
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