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Le proposte in I Commissione

La riforma dei dirigenti entra nel vivo: gli emendamenti ai raggi X

lunedì 15 Giugno 2026

La strada è ormai segnata. Ad oltre due mesi e mezzo dal suo ritorno in Commissione, la riforma della dirigenza è stata stravolta e ridisegnata nelle sue fisionomie, puntando tutto su un nuovo pilastro su cui poggia norma. A 26 anni dall’ultima volta, il bacino dei dirigenti regionali avrà un nuovo ordinamento, ma non sarà quello auspicato in origine. La fascia unica è stata totalmente depennata. La doppia fascia sarà il futuro in Sicilia. L’intenzione è quella di proseguire su quest’ultimo binario e anche gli emendamenti depositati, fino ad oggi, in I Commissione Affari Istituzionali lo lasciano presagire.

Le audizioni convocate a partire da fine marzo dal presidente Ignazio Abbate hanno permesso l’apertura di un confronto tra sindacati e governo regionale. La palla è passata successivamente a Roma, da cui è arrivato il via libera, necessario per scongiurare possibili impugnative future. Al termine dell’ultima seduta svolta la scorsa settimana sono stati consegnati 26 emendamenti alla proposta governativa che aveva stravolto il testo. La materia è complessa e articola e potenzialmente potrebbe rivelarsi l’ultima riforma ad approdare a Sala d’Ercole prima della fine della legislatura. In tal senso il deputato della DC ha allungato i termini per la presentazione di ulteriori emendamenti fino a domani, martedì 16 giugno. I lavori sono programmati per mercoledì 17, con il ddl già all’ordine del giorno e pronto per l’esame. 

Ma vediamo un po’ da vicino cosa prevedono gli emendamenti ad oggi in Commissione.

I 26 emendamenti

Leggendo tra le righe nessuna sorpresa e nessun passo indietro richiesto per tornare alla fascia unica. I temi centrali su cui ruotano le proposte di modifica riguardano soprattutto la fase transitoria e ciò che concerne le procedure concorsuali. Argomenti certamente non nuovi e su cui erano inevitabili ulteriori approfondimenti. I lavori in I Commissione ripartiranno dunque da qui, ma anche con un’altra consapevolezza: se si vuole portare avanti il disegno di legge, senza eccessivi ostacoli tra i banchi di Sala d’Ercole, la norma non dovrà presentare ulteriori oneri di spesa per la Regione. 

Tra gli emendamenti che riguardano la fase prima applicazione quello del capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino, che riconosce il transito nella prima fascia dirigenziale ai dirigenti che, alla data di entrata in vigore della legge, abbiano maturato almeno tre anni di esercizio di incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali, individuando un requisito oggettivo e verificabile fondato sull’effettivo svolgimento di funzioni apicali caratterizzate da elevata complessità organizzativa, gestionale e amministrativa. Sullo stetto tema si fonda anche un’altra proposta del deputato di Fratelli d’Italia Giuseppe Zitelli, che con i colleghi di partito ha presentato anche altri emendamenti aggiuntivi in materia di trattamento economico, con la facoltà di optare per la prosecuzione del rapporto di lavoro fino al compimento del settantesimo anno di età, e di aspettativa per l’assistenza a familiari affetti da gravi patologie, oltre che l’introduzione di un’interpretazione autentica sulla possibilità o meno di cumulare incarichi.

Un tema quella della prima fase di applicazione su cui ha puntato i fari anche l’Mpa, tra i partiti più critici sulle modalità di approccio e gestione della riforma nei mesi passati. Occhi anche sui concorsi, per i quali sono stati presentati emendamenti anche dal presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone. A prima firma del presidente della Commissione Ignazio Abbate la proposta che riguarda la possibilità di ampliare la platea dei soggetti ammessi a partecipare al concorso pubblico per l’accesso alla qualifica dirigenziale, valorizzando l’esperienza maturata in incarichi di elevata professionalità specialistica presso pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di assicurare il più alto livello di efficienza amministrativa, consentendo la partecipazione di professionalità che, per durata e qualità dell’esperienza maturata, hanno già contribuito in modo significativo alla gestione e all’organizzazione della macchina amministrativa. Individuata una soglia minima di dieci anni per selezionare profili di elevatissima professionalità, con esperienza consolidata e continuativa, idonea a comprovare capacità tecniche, organizzative e gestionali di livello avanzato.

Un altro emendamento del deputato della DC prevede il riconoscimento del servizio prestato in regime di comando con mansione superiore rispetto a quella di provenienza al fine di consentire la progressione tra le categorie del Ccrl del personale del comparto non dirigenziale della Regione nei limiti fissati dall’articolo 74 della l.r. 3/2024 (50%). La norma identifica la mansione superiore in base ai documentati compiti di gestione, organizzazione o coordinamento di processi amministrativi in materie specialistiche. Un terzo emendamento, avanzato con il presidente della III Commissione Attività Produttive Gaspare Vitrano, risponde all’esigenza di valorizzare risorse umane che suppliscono alla carenza di dirigenti, ricoprendo incarichi in strutture intermedie non coperte malgrado gli atti di interpello reiterati, in ragione, soprattutto, della loro complessità e della indisponibilità di figure dirigenziali interne prive di incarico idonee a assumere tali incarichi.

Altri due emendamenti di carattere soppressivo e abrogativo sono a firma dell’intera Commissione, mentre sono solo due gli emendamenti delle opposizioni, entrambi del Partito Democratico e di carattere modificativo che intervengono sulla dotazione organica, dando maggiore spazio alle sigle sindacali e alle Commissioni dell’Ars, sulla base dei Piao, e sul trattamento economico.

Il nuovo testo base

I cinque emendamenti presentati dal governo modificano gli articoli 1, 3, 4, 5 e 6.

Ars, Palazzo dei Normanni
Assemblea regionale siciliana

Il più consistente, certamente, è quello riguardante l’articolo 1, relativo all’ordinamento della dirigenza: non più dunque fascia unica, la strada è segnata verso le due fasce, la prima con una previsione organica di 33 dirigenti, la seconda con 627 dirigenti. E la vigente terza fascia? Verrà abolita per esaurimento. Un passaggio che, inevitabilmente, non potrà essere immediato, includendo dunque una fase transitoria. In prima battuta prevede l’inquadramento diretto dei dirigenti di terza fascia nella seconda fascia per una percentuale pari al 70% della dotazione organica secondo il servizio complessivamente svolto e gli incarichi dirigenziali ricoperti da determinarsi secondo i criteri adottati con decreto del Presidente della Regione Siciliana sentite le organizzazioni sindacali, entro il 30 giugno 2027. Poi la copertura tramite concorso pubblico per la rimanente parte della dotazione organica da svolgersi secondo la disciplina del prima citato art.28 per un numero corrispondente al 30 % della dotazione organica (195 circa) da assumersi fra il 2026, il 2027 e il 2028 secondo le capacità assunzionali previste (e da prevedere secondo i pensionamenti effettivi) nel Piao per gli anni 2026, 2027 e 2028 e secondo i tempi delle procedure concorsuali.

Per conformare tutto al resto del testo alla nuova previsione di assetto della dirigenza ne conseguono le modifiche relative: alle modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali; al trattamento economico; alle strutture operative; l’adeguamento degli enti agli ordinamenti. 

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