Parlare di Comuni in dissesto finanziario in Sicilia non è certo una sorpresa. Anche nel 2026 l’Isola si è confermata maglia nera per numero di enti in crisi finanziaria. A certificarlo, lo scorso marzo, era stata la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, che ha ricostruito le procedure di riequilibrio e dissesto avviate nel 2024 e nel primo semestre 2025 (CLICCA QUI). Una patata bollente non di poco conto, soprattutto per chi, come il neo assessore Elisa Ingala, si è insediato pochi mesi. Due casi, in particolare, interessanti quanto discutibili, hanno catturato l’attenzione, fino a sbarcare all’Ars: Mineo e Santa Venerina. I due Comuni localizzati nel Catanese, rispettivamente di circa 4mila e 8mila abitanti, saranno infatti sottoposti all’attenzione del governo nazionale. Questo è quanto si apprende dalla risoluzione approvata la scorsa settimana in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate.
Il caso di Mineo
Il primo caso è quello di Mineo. Una storia controversa e che vede come punto di non ritorno il provvedimento giudiziario che ha condannato il Comune al pagamento di ingenti somme ai parenti di sei lavoratori deceduti nel 2008 durante le operazioni di manutenzione del depuratore ubicato nello stesso territorio territorio.
Dicembre 2025. Il Consiglio comunale approva il rendiconto di gestione 2024, con un risultato di amministrazione negativo, pari a 12 milioni di euro, di cui 7,4 milioni accantonamenti per contenzioso passivo, legati a cause legali del passato. Tutte le speranze sono affidate ad un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, azioni di risanamento che avrebbero generato 14,9 milioni di euro in vent’anni. Poi la prima sentenza del tribunale e la condanna al pagamento di un totale di 1,2 milioni di euro. La seconda arriva poco dopo: altri 1,2 milioni di euro di risarcimento, a cui si aggiungono anche le spese legali. Aggiornate le stime il passivo sale ancora, andando oltre i 15 milioni di euro. Il piano di riequilibrio finanziario diviene insostenibile e l’unica strada percorribile è quella del dissesto. Una storia come detto controversa, ma anche paradossale. Nel 2025, infatti, Mineo ha chiuso in equilibrio assoluto, incassando anche il parere positivo della Corte dei Conti. Nonostante ciò, però, il Comune resta in dissesto.
Il caso di Santa Venerina
E poi c’è il “caso storico” di Santa Venerina. Il Comune è stato, tristemente, uno dei grandi protagonisti dell’ultimo referto della Corte dei Conti. Come evidenziato, infatti, tra i 73 Enti siciliani che hanno attivato più di una procedura di crisi finanziaria, Santa Venerina detiene un vero e proprio record, registrando un dissesto risalente nel 1993 ed ancora oggi aperto, dichiarando per ben tre volte il dissesto, due nel giro di pochi anni.
Una situazione che precipita inevitabilmente con il provvedimento giudiziario sfavorevole e relativo ad un project financing per la gestione del servizio idrico e di potabilizzazione. La storia risale a fine ottobre 2002. Un terremo 4,4 della scala Richter colpisce durante Santa Venerina, epicentro del sisma. rendendo molti edifici inagibili, compreso il municipio. La giunta comunale approva un piano da un milione di euro per la costruzione di impianti che rendessero adatta l’acqua usata dal Comune. Da qui una lunga vicenda giudiziaria di oltre vent’anni, tra inchieste, processi, debiti e dissesti.
Cosa prevede la risoluzione
Le due storie sono accomunate da un aspetto non indifferente, più volte sottolineato e spesso sottovalutato: la mancanza di una copertura assicurativa che tuteli i Comuni di piccole dimensioni a fronte di azioni risarcitorie prodotte da provvedimenti giudiziari. Proprio in tal senso si inserisce la risoluzione approvata in I Commissione Affari Istituzionali che invita la Regione ad interloquire con governo nazionale “per promuovere lo stanziamento di contributi previsti dalle leggi di settore“.
Per quanto riguarda Mineo l’indirizzo è quello di sostenere il Comune “nel pagamento dei risarcimenti ai familiari dei lavoratori deceduti nella tragedia dell’11 giugno 2008“. Mentre per Santa Venerina il sostegno per il “pagamento dei risarcimenti ad un’impresa che ha vinto un contenzioso giudiziario legato ad un project financing per la gestione del servizio idrico e di potabilizzazione“.
Il documento prevede anche altri due punti da attenzionare e sottoporre all’attenzione di Roma. Da un lato l’elaborazione e la presentazione di proposte normative “volte a prevedere una compartecipazione della Regione al pagamento delle polizze assicurative stipulate dai piccoli Comuni aventi una popolazione residente minore di 15mila abitanti“. Dall’altro “l’istituzione di politiche nonché di un fondo regionale volti al sostegno dei Comuni in situazione di predissesto e dissesto finanziario“.




