Ismaele La Vardera lancia la sfida in vista delle prossime elezioni regionali e al campo largo. Nessun assessore, nessun nome e neanche personalismi: si lavorerà per creare una squadra operativa e competente. “Non è una fuga in avanti, rassicuro gli alleati“. Così il leader di Controcorrente ha aperto la conferenza stampa, a Palazzo dei Normanni, nel corso della quale ha presentato il proprio simbolo e i componenti del Comitato tecnico-scientifico.
Docenti universitari, medici, dirigenti regionali e anche il nipote del primo presidente della Regione, Giuseppe Alessi. A distanza di un mese e mezzo dall’annuncio della propria candidatura a presidente della Regione Siciliana, La Vardera ha iniziato così a seminare lungo la propria strada. Prossimo appuntamento tra due-tre mesi agli Stati generali, quando verranno esposte le proposte che verranno raccolte in queste settimane.
La Vardera ha così schiacciato il piede sull’acceleratore in vista delle elezioni regionali: “Sarà una campagna elettorale flash. Meloni ha già scelto come candidato del centrodestra Nello Musumeci, tutto potrebbe accadere entro novembre di quest’anno. La nostra candidatura non nasce in questo scenario e non è nata per bruciare gli altri candidati“.
E sul campo largo: “Voglio rassicurare gli alleati. Non presentiamo nomi per delle fughe in avanti. Metto a disposizione del campo largo questi nomi. Dobbiamo darci una svegliata. L’ho sempre detto, da campo largo a campo santo il passo e breve. I fatti sono dalla nostra parte, con i disastri dei governi Schifani e Meloni. Le primarie non mi entusiasmano. Quando l’ho proposto a dicembre non mi ascoltavano. Le migliori primarie le ha fatte proprio Meloni, perché se ha deciso di parlare con me vuol dire che sono figura di riferimento dell’opposizione. Grazie Meloni perché l’hai fatta grossa, mi hai dato una mano“. Su una possibile apertura a Cateno De Luca mette subito le mani in avanti: “Il campo largo non dovrà essere XL, dovrà fermarsi alla M. Dovrà essere composto a chi in questi anni ha fatto vera opposizione“.
Il leader di Controcorrente ha poi precisato come “il nostro non è un movimento di sola protesta ed oggi mostriamo i migliori volti della nostra attività politica. Rivendichiamo con orgoglio entrambe le facce della nostra medaglia. L’oggetto dell’incontro non sono i tre assessori, è stato un pretesto. Ho fatto una scelta chiara. La Vardera candidato presidente ha bisogno di uomini e donne che sanno più di lui, non assessori passacarte. Il concetto è quello non di un uomo solo al potere, ma una di una squadra. Da oggi prepariamo un nuovo metodo di lavoro“.
E al grido di “Chiamatemi Ismaele“, La Vardera ha svelato il simbolo e presentato i primi nomi: l’ordinario di Economia Andrea Cirà; Maria Cristina Stimolo, ex dirigente generale del dipartimento degli affari extraregionali ed è stata anche figura di riferimento nella gestione dei rapporti istituzionali tra la Regione e gli organismi nazionali ed europei. E ancora Michele Segretario, ricercatore dell’università di Berkeley (California) esperto in studi sulla migrazione e sulla diaspora italiana, Francesco Paolo Tocco, professore universitario di storia medievale a Messina. Giuseppe Lo Presti, docente all’accademia di belle arti di Palermo. Spazio anche per la sanità con il medico coraggio Francesco Caronia e il dottor Giovanni Di Vita, cardiologo responsabile dell’Unità di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale di Sciacca. Per lo sport la campionessa mondiale di kickboxing Elena Pantaleo e per finire anche l’architetto Giuseppe Alessi, nipote del primo presidente della Regione Siciliana Giuseppe Alessi.




