Un atto vile che supera i confini del confronto democratico e civile. In questi giorni, una lettera anonima dal contenuto violentemente ingiurioso e minatorio è stata recapitata al sindaco di Adrano Fabio Mancuso nella sua abitazione privata.
Il testo, intriso di insulti pesanti e accuse infamanti “Sei proprio un bastardo, coglione, lurido e mafioso…….per te che sei un porco è tutta normalità“, culmina in un esplicito avvertimento: “Sappi che esiste il karma, tutto torna nella vita, le cose buone e anche quelle cattive“.
L’episodio appare ancora più grave per le modalità con cui è stato attuato. Infatti, la missiva è stata recapitata direttamente al domicilio del sindaco ed è stata aperta da un familiare. Portare l’odio fin dentro le mura domestiche, coinvolgendo affetti estranei alla vita politica, è il tratto distintivo di chi non ha argomenti e persegue l’unico obiettivo dell’intimidazione.
L’odio non nasce mai dal nulla. Esso germoglia dove il confronto politico viene avvelenato sistematicamente. Sebbene si tratti di una frangia isolata, esiste una sparuta parte del dibattito cittadino che sceglie quotidianamente di sostituire le idee con l’astio e la critica con l’insulto, alimentando un clima di tensione di cui gesti simili sono la diretta conseguenza.
“Non attribuisco a nessuno la paternità di questo scritto – dichiara il sindaco – Saranno le autorità competenti, già informate, a fare luce sull’accaduto. Tuttavia, esiste una responsabilità morale che ricade su chiunque scelga di inquinare il dibattito pubblico con parole violente“.
L’azione amministrativa proseguirà con la consueta determinazione, senza lasciarsi influenzare da tentativi di condizionamento esterno o minacce. È necessario però ribadire un principio fondamentale. La sfera privata e la famiglia restano fuori dalla contesa politica. Si tratta di un confine non negoziabile.
Il coordinamento regionale di Grande Sicilia – MPA esprime la più ferma e convinta solidarietà al primo cittadino Mancuso: “Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma il prodotto di un clima che da troppo tempo, in alcune frange del dibattito cittadino, sostituisce il confronto politico con l’insulto e la contrapposizione con l’odio personale. Colpire un sindaco nella sua dimensione privata, fino a violare l’intimità della sua casa e la serenità della sua famiglia, è un atto che ferisce non soltanto la persona, ma l’intera comunità adranita e il principio stesso della rappresentanza democratica. Al sindaco Mancuso, amministratore serio e determinato, va l’abbraccio del nostro movimento e la certezza che episodi simili non potranno in alcun modo rallentare l’azione di governo che sta restituendo dignità e prospettiva ad Adrano. Confidiamo nel lavoro delle autorità competenti perché si faccia piena luce sull’accaduto. A chi pensa di intimidire chi serve le istituzioni con dedizione, rispondiamo con una sola parola: avanti“.




