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L'Alloro Fest

“Mafia e pizzo. Pagare non paga”: il confronto al Giardino dei Giusti di Palermo per rilanciare il movimento antiracket

domenica 27 Settembre 2026

“Mafia e pizzo. Pagare non paga” arriva al Giardino dei Giusti di Palermo in occasione dell’Alloro Fest, con una nuova presentazione del libro scritto da Elio Sanfilippo e Maurizio Scaglione, autori anche di Mafia senza onore. L’appuntamento si è svolto nella giornata del 23 settembre al Giardino dei Giusti di Palermo, portando al centro del confronto uno dei fenomeni attraverso cui Cosa Nostra ha storicamente esercitato il proprio controllo sul tessuto economico e sociale siciliano.

La stagione di quest’anno ha visto grandissima partecipazione e tanto entusiasmo, con la collaborazione e l’importante contributo dell’editore Nicola Macaione.

Grande partecipazione e interesse da parte del pubblico che, nella serata di mercoledì scorso, ha “seguito con molta attenzione la presentazione del libro di Elio Sanfilippo e Maurizio Scaglione”, racconta il Garante dei detenuti di Palermo, Pino Apprendi.

Per Apprendi, ciò che ha suscitato maggiore interesse è stata la spiegazione del termine “cavallo di ritorno”, perché “è una cosa che a Palermo accade tutti i giorni, in tutti i momenti”. Si tratta di un fenomeno “che questi rappresentanti della mafia mettono in atto: per farti recuperare un mezzo o qualche altro bene rubato, ti chiedono di pagare il pizzo – continua il garante -. Molti palermitani, però, non sanno che si chiama “cavallo di ritorno” e la spiegazione di Maurizio Scaglione è stata seguita con particolare interesse”.

Apprendi si sofferma poi sull’esperienza di Elio Sanfilippo: “Per la sua storia e per il suo trascorso, anche come presidente della Lega delle Cooperative, ha sicuramente un’esperienza in più rispetto a tutti noi, avendo avuto a che fare con il mondo delle attività produttive”.

Posti esauriti al Giardino dei Giusti in occasione dell’incontro con i due autori. Sanfilippo e Scaglione sottolineano il valore simbolico del luogo e la partecipazione registrata durante la serata: “In questo bellissimo luogo, che la maestria di Pino Apprendi ha trasformato da uno spazio abbandonato in un centro di aggregazione e di iniziativa culturale e artistica, abbiamo presentato Mafia e pizzo. Pagare non paga, il libro che segue Mafia senza onore. Di fronte a un luogo così suggestivo e risanato e ai numerosi partecipanti, che hanno seguito con attenzione e interesse, pensiamo che il libro abbia raggiunto l’obiettivo che si prefissava: riaprire il dibattito su un tema che negli ultimi tempi si era in parte arenato”.

Un argomento che, secondo gli autori, è tornato prepotentemente d’attualità: “Il pizzo è nuovamente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica dopo i recenti fatti che si sono verificati, tra attentati incendiari, intimidazioni e perfino colpi di Kalashnikov. Da questo punto di vista, il libro ha anticipato quello che oggi è tornato a essere un tema di grande attualità, anche alla luce della dura denuncia del procuratore della Repubblica Maurizio De Lucia, che ha parlato di una “violenza spropositata” negli ultimi mesi a Palermo”.

Per i due autori, in un contesto in cui le intimidazioni aumentano di giorno in giorno e la mafia cerca di “imporre o mandare un messaggio a imprenditori, commercianti e cittadini: badate, nel territorio comandiamo sempre noi, ci siamo sempre noi”, desta preoccupazione anche quanto accade all’interno delle carceri siciliane. “Pino Apprendi ha lanciato un forte allarme, denunciando come la mafia all’interno delle carceri sia tornata a spadroneggiare. Basti pensare a quanto emerso sul mafioso Verga, che dal carcere mandava le proprie direttive agli affiliati e dalle intercettazioni si esprimeva così: ‘Si un faciemu dannu non entrano cash’”. “Ecco – concludono Sanfilippo e Scaglione – pensiamo quindi che questo libro abbia colpito nel segno e che possa rappresentare uno stimolo per rilanciare il movimento antiracket, alla luce di questa nuova realtà e della riorganizzazione che Cosa Nostra sta operando sul territorio”.

Mafia e pizzo. Pagare non paga

Pubblicato da Spazio Cultura Edizioni e che vede come editore Nicola Macaione, il volume ricostruisce la storia del pizzo e analizza il rapporto tra mafia e una parte del mondo imprenditoriale, soffermandosi sul significato della cosiddetta “messa a posto” e sulle diverse modalità attraverso cui si concretizza il pagamento della tangente mafiosa.

Il libro parte dalla storia del fenomeno per arrivare alla realtà contemporanea, interrogandosi sulle ragioni culturali e sociali che hanno consentito al pizzo di radicarsi nel territorio. Al centro ci sono tanto gli episodi di acquiescenza quanto le vicende di chi ha scelto di non sottostare alle richieste della criminalità organizzata, affrontando conseguenze che in alcuni casi hanno comportato la chiusura dell’attività e, nei casi più drammatici, la perdita della vita.

Il volume dedica particolare attenzione proprio a questo rapporto perverso tra criminalità organizzata e mondo economico. Il pizzo non viene raccontato soltanto come una richiesta estorsiva, ma come uno strumento attraverso cui la mafia può esercitare controllo sulle attività produttive, sulle relazioni economiche e sul territorio.

Accanto alla denuncia trovano spazio, quindi, le storie di chi ha scelto di rompere il meccanismo della sottomissione. Una parte importante del libro è dedicata agli imprenditori che hanno rifiutato di pagare e alle esperienze collettive nate per sostenere chi decide di denunciare, nella convinzione che il contrasto alle estorsioni non possa essere affidato soltanto alle singole vittime.

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