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Ancora scintille fra Inzerillo (FI) e Milazzo (FdI)

Via libera al regolamento sul mercato coperto di Ballarò, scontro in aula sull’ecomostro di via Tiro a Segno

giovedì 15 Gennaio 2026
Mercato coperto di Ballarò, piazza del Carmine

Un momento atteso da anni. Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il nuovo regolamento sull’utilizzo degli spazi del mercato coperto di Ballarò. Fondamentale, in tal senso, l’approvazione di un emendamento condiviso trasversalmente dall’aula mirato all’affidamento degli spazi alle attività al dettaglio. Modifica che ha tolto dal documento la previsione degli operatori all’ingrosso. Uno dei punti che ha bloccato l’approvazione della delibera per diversi mesi. Allo stesso tempo, Sala Martorana ha approvato un ordine del giorno mirato a promuovere l’abbattimento dell’ecomostro di via Tiro a Segno. Questione che ha visto contrapposti in aula, ancora una volta, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo e l’esponente di Forza Italia Gianluca Inzerillo.

Emendamento per tutelare i venditori al dettaglio

A sbloccare la situazione, come sopra ricordato, un emendamento largamente condiviso dall’aula per togliere dalla delibera le attività all’ingrosso. Un’operazione che ha richiesto una sospensione di diverse ore. Periodo necessario a lavorare una proposta di modifica. Nello stesso documento, è stata sottolineata la necessità di conservare “l’identità storica agro-alimentare ed ittica del mercato al dettaglio nell’ambito del valore del quartiere come patrimonio culturale dell’umanità“.

Intervista a Giuliano Forzinetti, DC L’atto approvato consente di superare una fase di stallo che si protraeva da tempo. Inoltre, si potranno correggere in modo puntuale le criticità e i vizi presenti nella precedente deliberazione – dichiara l’assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti -. Un lavoro di revisione serio e responsabile, necessario per restituire piena legittimità amministrativa al percorso di rilancio del mercato e per renderlo finalmente attuabile. La deliberazione rappresenta un cambio di passo chiaro: mette al centro la tutela dell’identità storica del Mercato di Ballarò, riconosce il ruolo degli operatori storici e avvia un percorso ordinato per l’utilizzo del capannone, nel pieno rispetto della normativa vigente, dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza. Solo attraverso regole chiare e condivise è possibile garantire un futuro stabile e sostenibile al mercato e a chi vi opera quotidianamente“.

Il contributo delle opposizioni

Secondo quanto previsto dalla delibera, la struttura più grande sarà destinata alle attività ittiche e alle macellerie, mentre quella più piccola vedrà protagonista il mondo dell’agro-alimentare (frutta e verdura). Previsti, all’interno del regolamento, percorsi per accompagnare i commercianti verso una regolarizzazione della loro posizione. Un’approvazione alla quale ha contribuito la nuova interpretazione degli uffici che ha permesso di estendere i termini per l’utilizzo dei fondi fino al 2028.

Abbiamo scongiurato che il provvedimento si trasformasse in un grave colpo all’identità di uno dei mercati storici della città – affermano in una nota congiunta gli esponenti di AVS, M5S, “Oso”, PD e Gruppo Misto -. La nostra battaglia ha prodotto un risultato importante, ribaltando l’impostazione originaria dell’Amministrazione, che intendeva ostinatamente destinare la struttura coperta all’attività di vendita all’ingrosso. Una scelta che avrebbe generato forti criticità decretando la fine di un pezzo di storia identitaria della nostra comunità”.

Prevale – aggiungono – la linea sostenuta dalle forze di opposizione: avviare innanzitutto la regolarizzazione degli operatori presenti all’interno del mercato, che oggi vivono in una condizione di irregolarità. Questa è la priorità. Solo una volta conclusa la fase di regolarizzazione sarà possibile ricorrere alle norme ordinarie, nel rispetto dei principi di trasparenza e di libera concorrenza, per l’assegnazione dei posteggi e degli stand commerciali ancora liberi attraverso procedure di evidenza pubblica“.

Scintille in aula sull’ecomostro di via Tiro a Segno

L’aula ha così approvato l’atto all’unanimità. Segno di un clima di grande condivisone. Tuttavia, anche oggi, non sono mancati i momenti di tensione nella maggioranza. Ad accendere l’atmosfera è stato il terzo ordine del giorno, ovvero quello relativo all’ecomostro di via Tiro a Segno. L’aula ha approvato un documento con il quale viene chiesto all’Amministrazione Comunale di procedere all’abbattimento della struttura abusiva presente sul posto da decenni. Un bene confiscato alla mafia che, nelle intenzioni dei proponenti, sarà sostituito in futuro da un giardino della legalità. Spazio verde da intestare alla memoria di fratel Biagio Conte. Sull’operazione si è registrato un impegno del Comune di Palermo già da diversi anni, anche se lo stesso non ha ancora prodotto i risultati sperati.

Tra le motivazioni – spiegano Giuseppe Milazzo e la collega di partito Teresa Leto -, si sottolinea che l’area è sottoposta a doppia conformità urbanistica, poiché la struttura è stata abusivamente realizzata in una zona a rischio di esondazione. Per oltre tre decenni, l’immobile ha rappresentato un simbolo di degrado sociale e ambientale: la sua presenza ha generato non solo problematiche per l’ambiente e la salute dei cittadini, ma è stata anche lo scenario di continui episodi di microcriminalità. La demolizione dell’ecomostro risolverà un nodo stradale che penalizza la viabilità pedonale, permetterà di eliminare le discariche abusive e promuoverà modelli di legalità, rendendo il sito aperto e fruibile dalla cittadinanza in tempi rapidi. Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di riqualificazione della Costa Sud, situandosi a pochi passi da Piazza Sant’Erasmo, già oggetto di significativi lavori di ristrutturazione“.

Polemico in aula il consigliere comunale di Forza Italia Gianluca Inzerillo. L’esponente azzurro ha parlato di “atteggiamento infantile” rispetto alla polemica nata ieri in Consiglio Comunale proprio con il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo. L’idea di Inzerillo, lanciata nei giorni scorsi insieme al presidente della II Circoscrizione Giuseppe Federico, era quella riqualificare il bene per realizzare i nuovi uffici della II Circoscrizione. Fatto che non ha trovato d’accordo l’esponente meloniano, il quale ha rilanciato l’idea di abbattere il bene confiscato alla mafia. A sostenerla la maggioranza dell’aula, con venti voti favorevoli. Contrario soltanto lo stesso Gianluca Inzerillo, mentre si è astenuto Alberto Mangano.

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