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Il fatto

Messina, dalla Biennale dello Stretto idee e proposte per il Mediterraneo

domenica 27 Novembre 2022
E’ tornata a Messina la Biennale dello Stretto, nella seconda sessione, iniziata al Palacultura, spazio a spunti e idee su cui costruire una piattaforma programmatica che mira ad unire le due sponde dello Stretto, ponendole in un ruolo di rilievo per i paesi euromediterranei.
Dopo le tappe messinesi di Capo Peloro e del Museo regionale di Messina dello scorso ottobre,  la manifestazione è sbarcata al Palacultura per un confronto tra istituzioni e importanti firme dell’architettura internazionale, come Oriol Capedevila Arus, progettista catalano della “Mbm Arquitectes”, uno dei più prestigiosi studi al mondo. Nel suo intervento, il professionista di Barcelona si è soffermato sull’evoluzione dei progetti riguardanti le linee di costa, che interessano le funzioni logistiche, infrastrutturali e turistiche, nell’ambito dei piani di riqualificazione e rigenerazione delle città.
Capdevila Arus ha lavorato molto anche in Italia e ha raccontato i progetti degli ultimi 20 anni, soffermandosi in particolare su quelli riguardanti Taranto e Catania, senza tralasciare Messina. Lo studio “Mbm Arquitectes”, con il compianto Bohigas, progettò la “Mortelle-Tono”, incontrando, purtroppo, insormontabili ostacoli tecnici e burocratici, che ne hanno impedito  la realizzazione.
E ha fatto riferimento anche alla Zona falcata di Messina, simbolo di uno straordinario waterfront mai valorizzato, definendo il progetto di riqualificazione “ambizioso”, ma quasi “impossibile”. “Contiene tante buone idee, ma è praticamente irrealizzabile non solo in una città come Messina”  ha aggiunto Capdevila.
La manifestazione è stata aperta dai saluti del prof. Felice Arena, delegato del rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, del presidente dell’Ordine degli architetti di Messina Pino Falzea e di quello di Reggio Calabria Ilario Tassone, oltre agli interventi degli ideatori e curatori dell’evento internazionale, la professoressa Francesca Moraci e l’architetto Alfonso Femia.
La prima parte è stata incentrata sul confronto con la politica locale. Il tema portante è stato “La Cultura ponte immateriale che si declina in forme diverse con unico obiettivo rigenerativo e germinativo”, come spiegato dalla prof. Moraci. A prendere la parola, il sindaco di Messina Federico Basile, che ha rilevato l’importanza culturale degli eventi della Biennale, vero e proprio volano di sviluppo territoriale; il senatore messinese della Lega Nino Germanà, il quale ha evidenziato il momento storico per l’Area dello Stretto, collegato alla decisione del nuovo Governo di avviare le procedure di realizzazione del Ponte, «l’unico vero “choc” positivo che può rilanciare questi territori». Elvira Amata, assessore regionale ai Beni Culturali e all’identità siciliana, ha evidenziato l’importanza della programmazione e della progettazione in un alveo culturale di connessione trasversale. E ancora gli interventi del presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina e di Mariangela Cama, coordinatrice della Biennale. Ha inviato un saluto anche la sottosegretaria Matilde Siracusano.
La seconda parte della giornata, dedicata ai “territori invisibili”, ha visto il racconto del progetto “Tunea”, sull’isola di S. Pietro, da parte di Maria Pina Usai; la narrazione sulla Rete delle fortificazioni dello Stretto da parte dell’assessore comunale di Messina Enzo Caruso; gli interventi di Francesco Messina, Ilario Tassone e Clara Stella Vicari Aversa. L’ architetto Maria Pia Usai ha inoltre illustrato il progetto “Zone portuaire” nato a Marsiglia come festival cinematografico dedicato alle città portuali. “Assieme all’antropologa urbana Maria Elena Buslacchi abbiamo a portare il festival a Genova e, così, è diventato un progetto a tutto tondo che ha attivato le comunità urbane e portuali nel tentativo di riconnettere porto e città, due realtà che storicamente nascevano come entità uniche, ma che col tempo sono diventate realtà separate con una pianificazione urbanistica diversa. Il nostro tentativo – spiega la Usai – a Genova è stato quello di ricucire porto e città, raccontando le storie dei portuali e aprendo il porto alla cittadinanza con spettacoli, installazioni e manifestazioni artistiche nate dalla collaborazione tra portuali, artisti e cittadini”.
Un successivo talk sull’Architettura mediterranea ha visto protagonisti Paolo Posarelli, Lorenzo Netti e Gaetano Scarcella. E poi, infine, riflettori accesi sul tema “Divulgare l’architettura e il territorio” con gli interventi dell’architetta Michela Di Domenico, autrice della graphic novel “Nel ventre dell’Orca”, Santo Giunta, autore del libro “L’istinto della bellezza”, Francesco Cannavà, regista del film documentario “Le vie del ferro” e Luciano Marabello, componente del coordinamento scientifico della Biennale dello Stretto.
Alla sessione di questa mattina sono intervenuti il vice sindaco di Messina Salvatore Mondello e il sindaco facente funzioni della città metropolitana di Reggio Calabria Carmelo Versace che hanno evidenziato come la Biennale consegni alle due città dello Stretto una nuova visione di futuro con i prossimi mesi che saranno decisivi per la programmazione comune tra le due sponde.
“In questi anni si sono moltiplicate le occasioni di confronto tra le due sponde dello Stretto – hanno dichiarato i due rappresentanti istituzionali – e certamente “La Biennale” rappresenta un’occasione ulteriore, e di grande qualità, per proseguire questo percorso di collaborazione che punta alla conurbazione tra le due sponde dello Stretto. Un’opportunità caratterizzata da una straordinaria potenzialità intellettuale e da molteplici occasioni di studio e di confronto capaci di stimolare l’attività di programmazione e di pianificazione comune”.
Ad annunciare che dalla  Biennale dello Stretto nasceranno dei laboratori permanenti tra le due sponde è stato il presidente dell’Ordine degli architetti di Reggio Calabria Ilario Tassone: “La Biennale  ha ormai consolidato il suo carattere di progetto culturale trasversale che oltrepassa la dimensione urbana proiettandosi verso la dimensione territoriale e di paesaggio. La manifestazione ha proposto un cambio di prospettiva in cui lo Stretto possa essere consapevolmente percepito non come l’estremo sud della Penisola ma come il centro del Mediterraneo. Architettura, arte, cultura, fotografia, spettacolo e tante altre discipline che a settembre sono state al centro del dibattito e hanno animato due sponde dello Stretto per 5 giorni consecutivi, oggi vengono rievocate consegnando un premio a chi, in queste, si è contraddistinto con progetti e azioni di eccellenza. È questo un momento importante di riflessione e dibattito su quanto fatto fino ad oggi e quanto ancora dovrà essere fatto. A dicembre – conclude Tassone – si chiuderà sulla sponda calabrese la prima edizione della Biennale dello Stretto, il cui successo è andato oltre ogni aspettativa, e si avvierà la programmazione di laboratori permanenti che avranno cpme obiettivo quello di tradurre i temi e i dibattiti trattati durante la biennale in azioni trasversali e multidisciplinari che possano generare ricadute concrete sul nostro territorio”.
Alla manifestazione hanno preso parte anche Massimo Medri, sindaco città di Cervia e Simonetta Cenci, assessore Urbanistica Genova 2017-2022.
*I premi “Città metropolitane”*
Nell’ambito della call to action internazionale lanciata per la prima edizione de La Biennale dello Stretto, i curatori, Alfonso Femia e Francesca Moraci e il coordinamento scientifico (Salvatore Greco, Francesco Messina, Giovanni Multari, Michelangelo Pugliese, Gaetano Scarcella, Giorgio Tartaro, Ilario Tassone e Luciano Marabello) hanno individuato categorie di concorso diverse, per ognuna sono state selezionate opere e progetti e sono stati assegnati i premi Città Metropolitane dello Stretto.
L’obiettivo è stato quello di mettere in evidenza il valore compositivo e comunicativo dei progetti, di individuare formule innovative il pensiero e di suscitare il desiderio di alimentare il territorio dello Stretto con la cultura. L’arte, l’architettura, la narrazione attraverso la fotografia, la scrittura, il cinema, hanno trovato spazio in una mostra, allestita a Campo Calabro, in Batteria Forte Siacci, sul tema specifico “Le tre Linee d’acqua”.
Alla Call to action hanno partecipato 137 architetti, di cui 21 under 35, 10 fotografi, 18 artisti, per un complessivo di 112 progetti e opere in mostra fino al 18 dicembre al Forte Batteria Siacci. La capacità di visione progettuale attraverso le diverse chiavi interpretative adottate dai partecipanti è stata la discriminante di scelta dei progetti.
Ecco gli insigniti dei premi “Città metropolitane dello Stretto”:
Sezione Fotografia: Jacqueline Salmon- “Les et presqu’île, 1995”; Giulia Flavia Baczynski, “Nulla più del fiume scorre”. Sezione Progetto Architettura: Bergmeisterwolf, “Boe Culturali”. Sezione Paesaggio: Osa, “Istanbul Senin Halic Kiyilari Tasarim Yarismasi”; Benno Albrecht, Lorenzo Fabian e di Jacopo Galli, “Atlante del Mediterraneo”. Sezione Realismo immaginario: Carmelo Baglivo, “Ban Oasys City”; Laps Architecture, “I ponti dello Stretto”. Sezione Design: Migliore + Servetto, “Texturia Mari”; Pietro Carlo Pellegrini, “Colombaie mobili”. Sezione Arte: TechneLab Collettivo. Sezione Video: It’S con 8Production e Maria Lagunes, “Il fiume che non c’è”; Studio BV36, “Nuovo Parco Pubblico di Cervia”; Lda.iMda, “Biolago balneabile a depurazione naturale”. Sezione Cities Case Study: Città di Cervia, Studio BV36; Città di Genova, “Openfabric”. Infine, per il contributo che la narrazione dà alla comprensione del territorio il Premio “Città metropolitane dello Stretto” alla Scrittura, è stato assegnato alla giornalista della Gazzetta Anna Mallamo e all’antropologo e scrittore Mauro Francesco Minervino.
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