Il secondo monitoraggio nazionale realizzato dalla Fondazione Openpolis in collaborazione con Confcommercio presentato lunedì 16 febbraio, si pone come uno strumento di partecipazione civica e trasparenza in un momento cruciale per l’Italia.
In questo scenario, il monitoraggio accende i riflettori su due interventi emblematici per la Sicilia, entrambi situati a Palermo: la riqualificazione del Centro Storico e il rinnovo del parco autobus.
Al centro dell’analisi non vi è solo la verifica burocratica dei traguardi raggiunti, ma la valutazione dell’impatto reale che i progetti finanziati dal PNRR e dai fondi di coesione hanno sul tessuto economico e sociale delle nostre città.
Il report evidenzia una fase di transizione: se da un lato la maggior parte delle opere è entrata nella fase operativa di realizzazione, dall’altro emergono criticità sistemiche legate alla capacità amministrativa di trasformare i cantieri in benefici tangibili.
L’accountability diventa quindi il pilastro fondamentale: conoscere lo stato dell’arte è il primo passo per correggere le rotte e assicurare che le risorse non vadano perdute. Il rischio, sottolineato con forza dai corpi intermedi, è che l’opacità informativa e i colli di bottiglia burocratici trasformino grandi opportunità in opere incompiute, penalizzando la competitività del terziario di mercato e la qualità della vita urbana.
Il monitoraggio delle due opere nel capoluogo siciliano, pur appartenendo ad ambiti d’investimento differenti, rappresentano l’approfondimento di questo articolo e oggetto di un’analisi dettagliata, per comprendere come la quinta città d’Italia stia affrontando la scommessa della modernizzazione tra spinte innovative e storiche resistenze burocratiche.
Lo stato del PNRR nelle città: il secondo monitoraggio Openpolis-Confcommercio
La seconda edizione del report “Monitoraggio dei progetti pubblici per l’economia del territorio” giunge in un momento cruciale per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’analisi condotta da Openpolis e Confcommercio su oltre 30 investimenti strategici in 20 città italiane (per un valore complessivo di 2,13 miliardi di euro) offre una panoramica fondamentale sull’efficacia della spesa pubblica locale. Il dato aggregato nazionale mostra segnali di progresso: la maggior parte dei progetti monitorati è finalmente entrata nella fase di realizzazione fisica.
Tuttavia, dietro le statistiche positive si nascondono disparità regionali e settoriali profonde.
Il monitoraggio si focalizza su progetti scelti non solo per la loro entità monumentale, ma per il loro impatto diretto sul tessuto economico: commercio, turismo e mobilità urbana. A livello nazionale, il settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) è quello che assorbe la fetta maggiore delle risorse e mostra le performance migliori. Le città che hanno puntato sul rinnovo delle flotte in chiave green sembrano aver trovato canali amministrativi più fluidi, spesso grazie a procedure di acquisto centralizzate.
Diversa è la situazione per la rigenerazione urbana. Qui, la frammentazione degli interventi e la complessità dei vincoli agiscono da collo di bottiglia. Molti comuni, pur avendo aggiudicato i lavori, faticano a far avanzare i pagamenti, sintomo di una difficoltà cronica nella fase di rendicontazione. Il report mostra come la spesa effettiva sia spesso molto più bassa dello stato di avanzamento fisico dichiarato: un segnale d’allarme che indica potenziali contenziosi o ritardi nei controlli degli enti centrali.
L’iniziativa Confcommercio-Openpolis sottolinea inoltre un problema di trasparenza: l’incompletezza dei dati ufficiali sulla piattaforma governativa Regis costringe spesso i soggetti interessati a un’opera di verifica sui territori per capire il reale stato dei cantieri. In questo contesto, il coinvolgimento dei corpi intermedi diventa essenziale. Non si tratta solo di vigilare, ma di agire come facilitatori tra le esigenze del mondo produttivo e i tempi della pubblica amministrazione, affinché le risorse non restino solo numeri su un bilancio, ma si trasformino in infrastrutture capaci di generare valore nel lungo periodo per le comunità locali.
FONTE DATI: Secondo report “Monitoraggio dei progetti pubblici per l’economia del territorio” Openpolis-Confcommercio
I due progetti del Comune di Palermo: analisi del monitoraggio
La riqualificazione urbana delle pavimentazioni storiche di Palermo
Il progetto di riqualificazione del Centro Storico di Palermo rappresenta una delle opere urbanistiche più ambiziose finanziate dai fondi per la coesione. Con un investimento di 25.260.000 euro (finanziato dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020), l’intervento mira a cambiare il volto di 18 aree critiche del capoluogo, restituendo dignità e attrattività turistica a quartieri storici simbolo della città.
Obiettivi e ambito di intervento
L’appalto prevede la manutenzione straordinaria e il rifacimento totale delle pavimentazioni storiche e degli spazi aperti. La strategia è suddivisa in 4 ambiti territoriali definiti: l’Ambito A (Kalsa), l’Ambito B (Ballarò), l’Ambito C (Piede Fenicio) e l’Ambito D (Teatro Massimo).
Nello specifico, l’area definita “Piede Fenicio” identifica il nucleo più antico della città, la Paleapolis di fondazione punica, che si estende nella zona alta tra il Palazzo Reale e la Guilla. Intervenire qui significa operare sulla stratificazione millenaria di Palermo, tra piazza Sett’Angeli e via Beati Paoli, dove il recupero delle basole deve convivere con un sottosuolo ricchissimo di testimonianze archeologiche che rendono ogni scavo estremamente delicato.
Gli interventi spaziano da Piazza Kalsa al giardino sul bastione dello Spasimo, fino alle vie pulsanti dei mercati storici. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato la conservazione del patrimonio storico-architettonico, dall’altro il miglioramento della vivibilità urbana. Per gli operatori economici rappresentati da Confcommercio, l’opera è vitale: la pedonalizzazione e la riqualificazione di queste aree sono i presupposti necessari per contrastare la desertificazione commerciale.
Stato dell’opera e dettaglio della realizzazione
Secondo i dati estratti dal monitoraggio, le fasi di progettazione e affidamento sono concluse. L’intervento, catalogato con il CUP D71E20000290001, è tecnicamente strutturato come un Accordo Quadro, una metodologia che dovrebbe permettere l’attivazione rapida di singoli contratti applicativi per i 18 siti individuati.
Tuttavia, i dati indicano che questa flessibilità non si è tradotta in una progressione lineare. Lo stato di avanzamento fisico è dichiarato al 25%, ma il cantiere vive una fase di “stallo operativo” che incide pesantemente sulla percezione di avanzamento.
Entrando nel dettaglio dei quattro ambiti, l’attività di monitoraggio evidenzia come le operazioni debbano coordinarsi con la delicatezza dei tessuti urbani di Kalsa e Ballarò. Qui, la realizzazione fisica al 25% si scontra con la necessità di interventi profondi che riguardano anche il ripristino dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, spesso fatiscenti. In aree come il Piede Fenicio e l’area del Teatro Massimo, la fase di “cantierizzazione” ha subito rallentamenti dovuti alla logistica urbana: la necessità di garantire l’accesso alle attività commerciali e il transito pedonale ha frammentato i lotti d’intervento, riducendo l’efficienza complessiva delle maestranze. Un elemento tecnico cruciale riguarda la documentazione a supporto: il progetto ha dovuto integrare varianti in corso d’opera per adeguarsi a ritrovamenti nel sottosuolo e a necessità di consolidamento impreviste. Il passaggio della data di conclusione al 30 aprile 2028 è la presa d’atto che la complessità dei 18 siti richiede tempi incompatibili con i piani iniziali.
L’anomalia finanziaria
Il dato più allarmante che emerge dal report è lo Stato di Avanzamento Finanziario: 0%. Su un costo pubblico totale di oltre 25 milioni, i pagamenti effettuati risultano essere pari a soli 8.924 euro. Questa discrepanza tra il 25% di lavori realizzati e lo zero quasi assoluto di spesa rendicontata è sintomo di un blocco amministrativo-contabile. In un sistema sano, l’avanzamento dei lavori dovrebbe essere seguito dai relativi pagamenti.
Un valore di spesa così esiguo suggerisce che l’amministrazione non stia riuscendo a liquidare le somme dovute, mettendo a rischio la stabilità finanziaria delle imprese esecutrici.
Fonte dati del progetto: Piattaforma Monitor Confcommercio Pavimentazioni storiche “Centro storico di Palermo”
Mobilità sostenibile: l’acquisto di 125 autobus elettrici e infrastrutture di ricarica
Diametralmente opposta, sotto il profilo della gestione finanziaria, è l’analisi del progetto relativo alla mobilità sostenibile di Palermo. Con un investimento massiccio di 88.799.368 euro interamente finanziato dal PNRR (Misura M2C2 – Potenziamento del parco autobus), questo intervento rappresenta la spina dorsale della transizione ecologica urbana.
Obiettivi e caratteristiche tecniche
Il progetto prevede l’acquisto di almeno 125 autobus elettrici di nuova generazione, dotati di tecnologie digitali per il monitoraggio dei flussi e il miglioramento del comfort. La flotta è pensata per adattarsi alla complessa viabilità palermitana, dalle strette vie del centro agli ampi viali della periferia. Oltre ai mezzi, l’investimento copre la realizzazione delle infrastrutture di ricarica presso i depositi cittadini. L’obiettivo è ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici, migliorando al contempo la frequenza e la qualità del servizio.
Stato dell’opera e dettaglio della realizzazione
Il rinnovo del parco autobus (CUP D70J22000010001) segue una logica industriale che differisce dall’edilizia urbana. La realizzazione fisica al 25% indicata dal monitoraggio rappresenta il completamento dei primi lotti di fornitura e la parziale infrastrutturazione dei depositi. La scheda progetto specifica che i 125 bus sono mezzi dotati di tecnologie digitali avanzate: sistemi di monitoraggio della flotta in tempo reale (AVL), bigliettazione elettronica integrata e dispositivi per il conteggio dei pasgevgeri.
Senza queste infrastrutture, i bus già pagati rimarrebbero inutilizzati. Un dettaglio fondamentale riguarda il rispetto dei target intermedi: la milestone del 31 dicembre 2024 prevedeva l’acquisto dei primi 33 bus, traguardo che i dati sembrano confermare. La realizzazione al 25% fotografa quindi il momento di passaggio tra l’arrivo dei primi mezzi “corti” e l’ordinativo dei mezzi da 12 metri per le linee dorsali.
Finanziamento e tempistiche
Qui i numeri della spesa sono solidi. Lo stato di avanzamento finanziario è pari al 37%, con pagamenti effettuati per 32,8 milioni di euro. Questo dato indica che le procedure di acquisto sono state completate con successo. La gestione ha beneficiato di strutture amministrative snelle e procedure standardizzate (convenzioni Consip).
Il cronoprogramma è serrato e, per ora, rispettato: la fase di realizzazione attuale deve concludersi entro il 10 marzo 2026, con la scadenza perentoria PNRR per l’entrata in servizio dell’intera flotta fissata al 30 giugno 2026. Il monitoraggio definisce il progetto come “Nei tempi”.
Fonte dati del progetto: Piattaforma Monitor Confcommercio – Acquisto di 125 autobus elettrici e relative infrastrutture di ricarica
Scheda del progetto sul sito istituzionale del Comune di Palermo
Cosa serve a Palermo per non mancare l’appuntamento con il futuro?
Dalla seconda edizione del monitoraggio emerge una Palermo profondamente dicotomica. Da un lato abbiamo la “città mobile” che corre verso l’elettrico, gestendo con efficacia i fondi PNRR e rispettando le scadenze europee. Dall’altro abbiamo la “città antica” che resta prigioniera di ritardi procedurali e blocchi finanziari che rischiano di vanificare gli sforzi di riqualificazione.
Il dato dello 0% di spesa per il centro storico è il vero campanello d’allarme. Indica che non basta avere il finanziamento o aprire il cantiere: serve una capacità amministrativa “di cassa” che oggi sembra mancare. Il ritardo accumulato, con la fine dei lavori spostata al 2028, è un lusso che la città non può permettersi, specialmente in un momento in cui il turismo sta trainando l’economia locale.
I cantieri “lumaca” nel cuore della città non sono solo un problema estetico, ma un danno economico diretto per le imprese che operano tra transenne infinite.
In conclusione, il successo del PNRR a Palermo dipenderà dalla capacità dell’amministrazione di armonizzare questi due settori. Non serve a nulla avere autobus elettrici moderni se poi sono costretti a circolare attorno a un centro storico bloccato da transenne infinite.
La trasparenza offerta dal monitoraggio di Openpolis e Confcommercio è lo strumento che oggi permette di dire che il tempo delle scuse è finito: i dati sono chiari, ora serve la volontà politica di accelerare per non sprecare questa occasione irripetibile di sviluppo.









