Si è trattato solo di un adempimento formale. L’aumento non è attivo e non sarà automaticamente applicato. E’ questo quanto precisa il sindaco di Palermo Roberto Lagalla in merito alla nota, firmata il 31 dicembre, con la quale il primo cittadino ha chiesto al Consiglio Comunale di approvare la delibera per adeguare l’addizionale IRPEF a quanto previsto dall’accordo con lo Stato su cui si fonda il piano di riequilibrio. Secondo quanto messo nero su bianco dall’ex Rettore, l’attuale schema prevederebbe di portare l’aliquota dall’attuale 1,030% all’1,404%, con un aumento dello 0,374%.
Lagalla precisa: “Solo una possibilità, puntiamo ad evitarlo”
Sulla questione però, il primo cittadino ha voluto precisare che la nota firmata il 31 dicembre si è reso necessaria per recepire “entro i termini previsti dall’Accordo con lo Stato, un atto dovuto sul piano tecnico e normativo. Questo non significa affatto che l’aumento dell’addizionale Irpef sia oggi attivo o automaticamente applicato“. Il riferimento è alla circostanza che, prima di diventare effettivo, l’aumento dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale. Elemento che il sindaco punta comunque ad evitare attraverso “un’interlocuzione formale con i Ministeri dell’Economia e dell’Interno per riallineare l’aliquota al Piano di riequilibrio, che prevede livelli più bassi. Una trattativa concreta e già avviata, che contiamo di chiudere positivamente entro il 28 febbraio, anche tenendo conto che nelle ultime settimane del 2025 i Ministeri sono stati interamente assorbiti dalla Finanziaria nazionale“.
Poi l’attacco: “Peggiore opposizione di sempre”
Poi il messaggio al mondo delle opposizioni, critico sulla questione in oggetto. “Gridare oggi “al lupo al lupo”, parlando di aumenti certi e già decisi, è quindi non solo scorretto ma profondamente irresponsabile. Si tratta di una narrazione strumentale, costruita per alimentare allarme e confusione, non per tutelare Palermo e i palermitani. A chi definisce questa amministrazione “la peggiore di sempre”, rispondo serenamente che, semmai, ci troviamo di fronte alla peggiore opposizione di sempre. Un’opposizione che preferisce lo slogan alla verità dei fatti, la polemica preventiva al confronto serio, e che dimostra ancora una volta di non avere né il senso delle istituzioni né una reale alternativa da proporre per il futuro della città“.




