Il Consiglio Comunale di Palermo ha approvato oggi all’unanimità il nuovo regolamento per gli operatori del proprio ingegno.
“Un primo passo verso la tutela e la valorizzazione di esperienze come quella di ALAB è stato fatto. Con questa delibera si tutela un patrimonio di bellezza e unicità della città e del centro storico. Si riconosce il grande impatto sociale, culturale ed economico di chi crea pezzi unici con le proprie mani, anche come strumento di prevenzione dell’illegalità. Da oggi i luoghi e gli spazi chiusi vengono equiparati a quelli all’aperto. Ogni operatore dell’ingegno potrà esporre e vendere i propri pezzi unici per 120 giorni l’anno, nel rispetto delle regole.
Questa vittoria nasce dalla mobilitazione iniziata nei giorni successivi alle chiusure disposte a seguito dell’intervento della Guardia di Finanza. Il ringraziamento va innanzitutto ad associazioni, comitati, attività commerciali, cittadini e realtà di base che hanno portato avanti questa battaglia. Grazie anche al Consiglio Comunale e alle istituzioni per aver compreso l’importanza della questione.”
Le dichiarazioni
Alessandro Valenziano, Presidente di Xinergie:
“Ringrazio tutti i comitati, le associazioni, i comitati di base, le attività commerciali, i cittadini e le istituzioni che hanno avuto la sensibilità sul tema e che hanno sostenuto la mobilitazione. Oggi Palermo ha scelto di riconoscere il valore di chi lavora con le mani e con la testa. ALAB e tutte le realtà simili rappresentano non solo economia, ma cultura, identità e contrasto all’illegalità. La mobilitazione continua”.
Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato, Consiglieri di Circoscrizione:
“Questo è un primo passo importante, ma è necessario normare legislativamente a livello sia regionale che nazionale questa tipologia di azione sul territorio rappresentata da ALAB. Parliamo di un incubatore di impresa e di un presidio sociale, soprattutto in una realtà particolare e importante come quella di Palermo. Continueremo a vigilare affinché le regole vengano applicate e per spingere verso norme più strutturali”.




