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La nota

Paolo Giaccone di Palermo, SNALS: “Il problema del Policlinico non può essere circoscritto all’Area Tecnica, perché riguarda la capacità complessiva di governo, programmazione e gestione dell’Azienda”

venerdì 2 Ottobre 2026

La scrivente Organizzazione Sindacale SNALS ritiene necessario tornare sulla situazione dell’A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di Palermo alla luce degli ulteriori fatti emersi successivamente alla nomina, da parte dell’Assessorato regionale della Salute, di un Commissario ad acta per l’Area Tecnica aziendale.

Secondo quanto riportato da Palermo Today, il decreto di nomina presenterebbe profili di illegittimità. Spetterà naturalmente alle sedi competenti stabilire definitivamente la sorte e gli effetti giuridici del provvedimento.

Se tali criticità dovessero trovare conferma, la vicenda porrebbe tuttavia una questione istituzionale di particolare rilievo: un intervento straordinario adottato per superare una situazione di grave difficoltà aziendale risulterebbe esso stesso compromesso nei suoi presupposti amministrativi.

Per lo SNALS non sarebbe motivo di compiacimento, ma la conferma di quanto questa Organizzazione Sindacale aveva già sostenuto pubblicamente il 25 settembre 2026: il problema del Policlinico non può essere circoscritto all’Area Tecnica, perché riguarda la capacità complessiva di governo, programmazione e gestione dell’Azienda.

La nomina di un Commissario per un settore strategico aveva già rappresentato, a nostro giudizio, un evidente segnale della gravità della situazione. Ma intervenire esclusivamente su quel settore significava rischiare di agire sugli effetti senza affrontare le cause.

Lo SNALS denuncia da tempo problematiche che investono contemporaneamente strutture, organizzazione, sicurezza e assistenza: cantieri e interventi PNRR, cronoprogrammi ripetutamente rimodulati, prevenzione incendi, trasferimenti delle Unità Operative, sistemazioni provvisorie protratte nel tempo, condizioni operative del personale e difficoltà nella piena restituzione dei plessi alle rispettive funzioni.

Non si tratta di considerazioni formulate oggi alla luce degli ultimi avvenimenti, ma di questioni già rappresentate attraverso numerose note, segnalazioni e, da ultimo, mediante un esposto trasmesso agli Organi competenti.

Con tale esposto lo SNALS ha chiesto di verificare l’effettivo stato degli interventi PNRR, distinguendo tra ultimazione materiale dei lavori, conclusione amministrativa o finanziaria ed effettiva fruibilità degli edifici.

Una distinzione essenziale: un’opera può risultare formalmente conclusa senza che il relativo plesso sia realmente utilizzabile per le attività assistenziali.

Nello stesso quadro si colloca la situazione del Plesso 13, con le problematiche relative alla prevenzione incendi e con la permanenza dell’Oncologia negli spazi dell’ex Pronto Soccorso, nonché la complessa successione di trasferimenti e riorganizzazioni conseguenti all’indisponibilità di numerosi ambienti.

Anche problematiche apparentemente meno complesse, quali la mancata distribuzione delle divise aziendali e la loro gestione igienico sanitaria, assumono valore emblematico quando restano irrisolte nonostante reiterate segnalazioni.

Quando criticità tanto diverse si accumulano nel tempo, non è più sufficiente analizzarle separatamente.

Occorre valutare il sistema che avrebbe dovuto prevenirle, coordinarle e risolverle.

IL TRASFERIMENTO DEL CUP

L’ultima vicenda relativa al Centro Unico di Prenotazione conferma ulteriormente la necessità di questa valutazione complessiva.

Il CUP è stato trasferito dal Plesso 6 all’edificio 8 in conseguenza della restituzione all’Università degli spazi precedentemente occupati.

La legittima esigenza dell’Ateneo di riacquisire i propri locali non è in discussione. Deve invece essere valutato il modo in cui sono state programmate le conseguenze di tale trasferimento.

Il 30 settembre 2026 la Repubblica ha documentato nella nuova sede un elevato numero di utenti contemporaneamente in attesa, persone anziane costrette a rimanere in piedi e tempi di attesa prolungati.

Il CUP costituisce una delle principali porte di accesso del cittadino alle prestazioni sanitarie e viene utilizzato anche da persone anziane, fragili e con difficoltà motorie.

Un trasferimento di tale portata avrebbe pertanto richiesto una preventiva valutazione dei flussi, della capienza, del numero degli sportelli, delle sedute disponibili, dell’accessibilità, della gestione delle code e della capacità dei servizi alternativi di prenotazione.

Se tali valutazioni sono state effettuate, chiediamo che vengano rese note. Se non sono state effettuate, chiediamo di conoscere per quale ragione.

Non basta individuare uno spazio nel quale trasferire un servizio. Occorre prevedere le conseguenze concrete del trasferimento sull’utenza e sull’organizzazione.

Questa è programmazione.

IL RUOLO DELL’UNIVERSITÀ

Una specifica riflessione riguarda anche il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo.

All’atto della nomina del Commissario ad acta per l’Area Tecnica, Ateneo e Azienda avevano pubblicamente espresso soddisfazione, considerando il provvedimento un passaggio utile al superamento delle criticità del Policlinico.

Alla luce delle successive questioni sollevate sulla legittimità del decreto, quella valutazione merita oggi inevitabilmente di essere riesaminata.

Lo SNALS non attribuisce al Rettore responsabilità amministrative proprie di altri soggetti istituzionali. Tuttavia, l’Università non può essere considerata estranea alle sorti del Policlinico.

L’A.O.U.P. “Paolo Giaccone” realizza infatti l’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca. Quando vengono meno spazi, posti letto, funzionalità delle strutture e continuità organizzativa, le conseguenze coinvolgono inevitabilmente anche studenti, specializzandi, attività formative e ricerca.

Per questa ragione riteniamo legittimo attendersi dall’Ateneo una posizione altrettanto chiara sugli sviluppi della vicenda quanto lo fu quella espressa al momento della nomina commissariale.

LEGALITÀ E RESPONSABILITÀ DI GOVERNO

La vicenda pone inoltre un principio che non può essere trascurato: l’urgenza non può sostituire la legalità.

Un intervento straordinario deve essere fondato su competenze certe, presupposti chiari e procedure pienamente conformi all’ordinamento.

Lo SNALS non chiede scorciatoie amministrative né provvedimenti costruiti sull’emergenza.

Chiede che venga valutata, con gli strumenti legittimamente previsti, la capacità dell’attuale governance aziendale di garantire ancora pienamente programmazione, coordinamento, sicurezza, assistenza e funzionalità complessiva del Policlinico.

Chiediamo pertanto un quadro aggiornato e verificabile sullo stato dei lavori e dei plessi, sui cronoprogrammi, sulle condizioni di sicurezza e prevenzione incendi, sulla definitiva ricollocazione delle Unità Operative ancora in sedi provvisorie e sull’adeguatezza della nuova sede del CUP.

Chiediamo inoltre che le ripetute segnalazioni sindacali non rimangano atti privi di un effettivo seguito operativo.

UNA DOMANDA ALLA POLITICA REGIONALE

A questo punto la questione assume inevitabilmente una dimensione politica e istituzionale.

Le criticità sono state ripetutamente rappresentate.

Lo SNALS ha interessato gli Organi competenti.

L’Università ha a sua volta segnalato le difficoltà del Policlinico.

L’Assessorato ha ritenuto necessario intervenire attraverso la nomina di un Commissario ad acta per uno dei settori strategici dell’Azienda.

Oggi vengono sollevati dubbi sulla stessa legittimità di quel provvedimento e, contemporaneamente, continuano ad emergere nuove difficoltà organizzative.

Quanti altri elementi sono necessari perché venga effettuata una valutazione complessiva sulla permanenza dell’attuale governance aziendale?

Se l’Assessorato ritiene che l’attuale Direzione disponga ancora delle condizioni necessarie per guidare il Policlinico fuori da questa situazione, chiediamo che vengano indicati con chiarezza i risultati, gli indicatori, i cronoprogrammi e gli elementi oggettivi sui quali tale valutazione si fonda.

Se, al contrario, tale convinzione non sussiste, deve essere spiegato perché non vengano assunte, nelle forme consentite dall’ordinamento, le determinazioni conseguenti.

Lo SNALS non attribuisce alla politica intenzioni, convenienze o interessi che non siano documentalmente provati.

Ma ha il diritto e il dovere di porre una domanda:

esistono ragioni istituzionali concrete che giustificano ancora la permanenza dell’attuale governance nonostante il quadro di criticità rappresentato?

Se esistono, vengano dichiarate e documentate.

Se invece non esistono elementi oggettivi che giustifichino tale fiducia, diventa sempre più difficile comprendere quali ragioni istituzionali impediscano alla politica regionale di assumere una decisione chiara sul governo dell’Azienda.

È qui che termina il compito dello SNALS e comincia la responsabilità della politica.

Il Policlinico “Paolo Giaccone” non appartiene a una Direzione, a un’Università, a un Assessorato o a una maggioranza politica.

Appartiene alla collettività.

E alla collettività le Istituzioni devono rendere conto delle proprie decisioni.

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