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La segnalazione del consigliere Guaresi

Parco Libero Grassi, la riqualificazione è un miraggio: tagliate le reti di protezione del cantiere

martedì 24 Febbraio 2026
Rifiuti al parco Libero Grassi, Palermo 2

Tutto fermo. Ancora una volta. Sembra questa l’immutabile destino del parco Libero Grassi di Palermo. Un’area verde in teoria inaugurata nel 2014 ma che in realtà non ha mai aperto i cancelli al pubblico a causa della necessità di condurre una profonda opera di bonifica ambientale. Il momento buono sembrava essere arrivato l’anno scorso.  Il 17 marzo 2025 fu inaugurato il cantiere che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, doveva essere l’incipit per riqualificare l’area verde nei successivi dodici mesi. Interventi ai quali si dovrebbero aggiungere una serie di lavori suppletivi. Fra questi, il rilancio dell’anfiteatro e il restyling del waterfront. Costo dell’operazione complessivo circa 5,7 milioni di euro.

Il primo passo per rilanciare l’intera Costa Sud. Un’area della città su cui gli uffici di Palazzo delle Aquile stanno mettendo in campo investimenti per oltre 100 milioni di euro. Pacchetto di interventi che comprende il parco a Mare dello Sperone, il porticciolo della Bandita, la riqualificazione del fiume Oreto e la balneabilità dell’arenile attraverso il completamento del collettore fognario sud-orientale. Tuttavia però, dopo le operazioni di diserbo condotte su 11 ettari di terreno, tutto si è bloccato. E al danno si è aggiunta la beffa. Come mostrato dal consigliere della II Circoscrizione Giuseppe Guaresi, sono state recise le reti di protezione del cantiere. Barriere che non servivano soltanto a delimitare l’area dei lavori, ma anche e soprattutto a prevenire accessi indesiderati. Ciò visto che, in passato, l’area verde della II Circoscrizione è stata oggi di numerosi abbandoni di rifiuti ed auto rubate.

Guaresi: “Diserbi inutili, speriamo cose cambino”

Nella foto, Giuseppe Guaresi mostra le reti tagliate

A segnalare il quadro di immobilismo dalle parti di Acqua dei Corsari è stato proprio il consigliere della II Circoscrizione Giuseppe Guaresi. “I cittadini mi segnalano che, dopo lo stop ai lavori, qualcuno ha reciso le reti di delimitazione. Ci sono ingressi giorno e notte“. L’area, in passato, è stata oggetto di continui abbandoni di rifiuti. A volte anche speciali. La paura, secondo Guaresi, è che il fenomeno torni a manifestarsi. Soprattutto in questo momento di impasse che, tra l’altro, ha vanificato quanto era stato fatto fino a questo momento. “I lavori di diserbo sono stati inutili. Erano stati trattati 11 ettari di area verde. Ma ora siamo punto e a capo. Speriamo che il parco Libero Grassi non resti solo un sogno, ma diventi presto un segno di rinascita per il nostro quartiere“.

Bonifica del parco Libero Grassi, si attende dal 2014

Un momento atteso dal lontano 2014. Ovvero da quando avvenne la cerimonia d’inaugurazione dello spazio verde. Tutto vano. I cancelli del parco Libero Grassi sono rimasti chiusi ai cittadini in attesa della sopracitata bonifica. Intanto, l’area di Acqua dei Corsari è diventata terra di conquista per gli incivili. In questi anni sono avvenuti abbandoni di spazzatura, rifiuti speciali, auto rubate tagliate e bruciate e numerosi fenomeni di illegalità, come ad esempio episodi di bracconaggio.

A luglio 2024, il Comune di Palermo aveva prospettato l’avvio degli interventi di bonifica per fine agosto, ovvero in concomitanza delle celebrazioni in ricordo di Libero Grassi. Ma a 24 ore dalla cerimonia, l’inizio dei lavori è stato spostato di qualche settimana. Poi la data ha subito un ulteriore cambiamento. Il momento tanto atteso è stato rimodulato a novembre. Poi a dicembre. E infine a gennaio. Ma anche in questo caso tutto si è spento in un nulla di fatto.

Problemi dovuti, a quanto riferito allora dal Comune, a criticità tecniche nella rimodulazione dell’impegno di spesa da parte degli uffici della Regione. Tutto doveva essere pronto per febbraio 2025. Ma l’inaugurazione del cantiere si è celebrata soltanto il 17 marzo 2025. Momento al quale erano presenti tutte le autorità cittadine di ogni ordine e grado. Da lì in avanti però, poco si è mosso.

Dopo il diserbo degli 11 ettari di terreno, tutto è rimasto paralizzato. Con ogni probabilità infatti, servirà una riprogettazione dell’intervento. Operazioni affidate qualche settimana fa ad uno studio capitanato da Alice Grassi, figlia dell’imprenditore morto nella lotta alla mafia. Costo dell’operazione circa 90.000 euro. Una volta avviati i lavori, secondo le previsioni, serviranno dodici mesi per completarli. Insomma, per vedere quei cancelli aperti ai cittadini bisognerà aspettare ancora.

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