La petroliera russa “Arctic Metagaz”, carica di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto, si è allontanata di qualche miglio da Linosa, in direzione Est. Le correnti continuano a ‘spingerla’ verso Malta.
Sulla questione è previsto a breve a Palazzo Chigi un vertice: lo apprende l’ANSA da più fonti di governo.
Secondo quanto si è appreso non ci sarebbe, al momento, il rischio inquinamento.
Mezzi della Marina militare italiana – un rimorchiatore e, se dovesse servire, un mezzo antinquinamento – restano vicini al relitto alla deriva pronti a intervenire, nel tratto di mare fra le isole Pelagie e Malta, soltanto in caso d’emergenza.
“Premesso che l’imbarcazione si trova attualmente all’interno della zona SAR maltese, e che le autorità di Malta hanno stabilito una distanza di sicurezza minima di 5 miglia nautiche, il Governo italiano ha assicurato al Governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi dopo il vertice, presieduto dalla premier Giorgia Meloni, sulla “situazione della nave LNG Arctic Metagaz, battente bandiera russa, che trasporta consistenti quantitativi di gas, olio pesante e gasolio e che da alcuni giorni si trova alla deriva, senza equipaggio, nel Mar Mediterraneo”. “L’Italia – viene spiegato – ha inoltre confermato la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto”.





